Grosseto, 29 gennaio 2018 – Ormai è sempre più frequente che i rapporti di home banking siano collegati, per i pagamenti, ad una chiavetta token che cambia codice di accesso numerico ogni minuto. Tuttavia nel 2015 ancora qualche Banca non utilizzava questo strumento e una risparmiatrice ne ha pagato le conseguenze, ma grazie all’intervento di Confconsumatori Grosseto ha potuto recuperare quando le era stato sottratto in maniera fraudolenta.

Il 22 dicembre 2015 una cittadina di Grosseto aveva ricevuto un sms che sembrava proveniente dalla propria banca, il quale evidenziava un pagamento da effettuare ad Equitalia e conteneva un link. La malcapitata grossetana era caduta nella trappola del “phishing” e, in buona fede, aveva cliccato sul link che l’aveva reindirizzata ad un sito del tutto simile quello della propria banca, sul quale, sempre in buona fede, aveva inserito le proprie credenziali senza riuscire ad entrare.

Il giorno successivo la Banca le aveva chiesto informazioni sui bonifici fatti in Spagna ed immediatamente la correntista aveva disconosciuto tali operazioni. Successivamente la Banca le aveva comunicato di non essere riuscita a recuperare un bonifico fatto in Spagna da 1.400,00 euro.

La correntista prima aveva reclamato per le vie brevi poi si era rivolta alla Confconsumatori di Grosseto, previa regolare denuncia alla Polizia Postale, ma la Banca aveva continuato a negare ogni responsabilità anche in sede di conciliazione. Non restava, quindi, alla correntista grossetana che agire in giudizio tramite l’avvocato Sara Serritiello di Confconsumatori Grosseto.

Con la sentenza n. 2/2018 il Giudice di Pace di Grosseto ha accolto tutte le domande della consumatrice ricordando che sulla Banca grava la diligenza professionale del buon banchiere, che la direttiva comunitaria 1997/64/ce impone di far gravare i rischi di attività oggettivamente pericolose, come le transazioni online, non sui consumatori ma sulle aziende e per finire il Giudice ha osservato come la Banca aveva l’obbligo di fornire i mezzi di prevenzione più sofisticati al fine di certificare la volontà digitale del proprio cliente mediante consegna di un Token. Conseguentemente il Giudice ha accolto la domanda della correntista condannando la Banca alla restituzione della somma di euro 1.400,00 oltre interessi legali e spese del giudizio.

Confconsumatori ricorda comunque ai consumatori, che sempre più spesso sono a rischio di frodi telematiche, di agire con prudenza: la Banca non invia tramite e-mail o sms né link né documenti allegati; meglio fare attenzione all’indirizzo di posta elettronica del mittente, da leggere sempre per esteso; collegarsi all’home banking sempre digitando l’indirizzo nell’url e non tramite link.

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