Parma, 22 giugno 2018 – «Fumo negli occhi, col tentativo di dilatare i tempi e scoraggiare il contenzioso». E’ questa la valutazione di Confconsumatori in merito al comportamento discriminatorio tenuto da Banco Popolare di Milano, che ha escluso dalla trattativa relativa all’acquisto di diamanti la stragrande maggioranza delle associazioni dei consumatori.

A differenza di altre banche coinvolte nel caso diamanti, BPM rifiuta le richieste di incontro e tratta solo con due associazioni dei consumatori. «Banco Popolare di Milano – dichiara la Presidente di Confconsumatori Mara Colla – non ha mai risposto alle richieste di incontro per trattare l’argomento, né con Confconsumatori, né – evidentemente – con molte altre associazioni, contrariamente a quanto hanno responsabilmente ritenuto di fare Banca Intesa, Unicredit e, da ultimo, anche Banca MPS».

Per questa ragione Confconsumatori, nell’interesse dei tanti associati danneggiati dalla vicenda, ha già chiamato in giudizio la Banca, che avrebbe fatto bene a presentarsi dinanzi agli organismi di mediazione nei quali è stata convenuta e accettare i tentativi di conciliazione obbligatori per legge, invece di dichiararsi “parte terza” tra il risparmiatore e le società che hanno venduto le pietre.

Rifiutando la mediazione obbligatoria per legge, ora BPM sembra preferire la creazione di nuove procedure di conciliazione, concordate con solo due delle associazioni dei consumatori riconosciute a livello nazionale. «In alternativa, – afferma ancora Confconsumatori – BPM ha ancora la possibilità di offrire il risarcimento al 100% di tutti i suoi clienti, accollandosi le pietre vendute con le modalità ed i prezzi ben descritti ed accertati nel provvedimento dell’Autorità Antitrust».