Arezzo, 30 maggio 2017 – Gli ex vertici e dirigenti della BPEL sono imputati di bancarotta fraudolenta della vecchia Banca dinanzi al Tribunale di Arezzo. Nella richiesta di rinvio a giudizio si legge di oltre 140 milioni di prestiti erogati in favore degli stessi amministratori, amici e prestanomi che hanno causato il dissesto della Banca; prestiti che secondo l’accusa avrebbero causato o concorso a causare il dissesto della Banca.

A questo punto Confconsumatori, stante la rilevanza del dissesto bancario e le modalità di gestione del dissesto che ha visto penalizzati azionisti e obbligazionisti subordinati, PROCEDERA’ A COSTITUIRSI PARTE CIVILE DIRETTAMENTE NEL PROCESSO PENALE.

Inoltre l’associazione INVITA tutti gli azionisti della banca fallita a volersi costituire parte civile, chiedendo così agli amministratori il conto delle loro azioni, per ottenere il risarcimento del danno subito che non è conseguente a “fluttuazioni” del mercato bensì alla condotta degli amministratori.

Parimenti hanno titolo anche gli obbligazionisti subordinati i quali, qualora abbiano avuto accesso all’indennizzo forfettario, possono e devono agire per il recupero del 20% non rimborsato dal fondo interbancario.

Pertanto gli interessati potranno contattare la sede di Confconsumatori più vicina consultando l’elenco completo qui: http://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/; chi vive in zone in cui Confconsumatori non è presente può rivolgersi all’indirizzo e-mail risparmio@confconsumatori.it.

I documenti necessari per la costituzione in giudizio, sia per azionisti che per obbligazionisti subordinati, sono l’ordine di acquisto del titolo e gli ultimi estratti del conto titoli relativi agli anni precedenti al dissesto.