Siena, 22 marzo 2018 – All’udienza di martedì 20 marzo, dinanzi al GUP del Tribunale di Siena la Confconsumatori Toscana è stata riconosciuta come parte civile direttamente danneggiata dalle conseguenze del reato di truffa relativa al caso del Brunello e del Rosso di Montalcino taroccati. L’associazione è stata ammessa in virtù dell’attività svolta in favore dei consumatori per una corretta e consapevole alimentazione nonché contro la contraffazione dei prodotti ed alimenti.

La contestata frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine ha arrecato un danno all’immagine di uno dei vini più famosi d’Italia ed ha minato il rapporto fiduciario con i clienti consumatori (i quali a loro insaputa possono aver acquistato e consumato un vino che del Brunello aveva solo l’etichetta).

Uno degli imputati ha patteggiato e per questo dovrà versare in favore dell’avvocato Maria Rita Maccioni del foro di Siena che difende la Confconsumatori Toscana la somma di euro 1.500,00. Gli altri tre indagati contro i quali l’associazione si era costituita parte civile (escludendo invece dalla costituzione i due dipendenti bancaria prosciolti completamente) sono stati rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale di Siena per la prima udienza del 16.7.2018.

Per l’avvocato Maria Rita Maccioni, difensore di Confconsumatori, si tratta di “Un importante riconoscimento che sancisce il valore dell’attività svolta dall’associazione per la tutela della salute dei consumatori toscani, il consapevole consumo di alimenti e prodotti dotati di marchi di qualità. I consumatori di vino, così come di altri prodotti, devono poter fare giusto affidamento sulle etichette e marchi dei prodotti che scelgono, le quali devono, senza possibilità di inganno, certificare l’origine e la qualità del prodotto“.