Parma, 5 ottobre 2018 – Molti risparmiatori stanno assistendo, inesorabilmente, alla drastica riduzione del valore delle loro quote del Fondo Immobiliare chiuso denominato “Obelisco”. Si stimano perdite per l’80% del capitale investito, per questo Confconsumatori si è attivata per offrire da subito assistenza ai consumatori. In particolare, come illustrato di seguito, tramite i ricorsi all’ACF, l’associazione ha già ottenuto esiti transattivi positivi che hanno visto i risparmiatori recuperare tutta la loro perdita. «Si tratta dell’ennesima drammatica vicenda di “risparmio tradito” – afferma Mara Colla, Presidente di Confconsumatori – confidiamo che, prima di tutto, Poste Italiane S.p.A., che ha collocato le quote del Fondo Obelisco anche presso la propria clientela, garantisca, così come ha già correttamente fatto in passato, un adeguato ristoro per i sottoscrittori delle quote del Fondo Obelisco».

IL RISCHIO NASCOSTO – Il Fondo “Obelisco” è stato istituito nell’anno 2005 con delibera del Consiglio di Amministrazione dell’allora Investire Immobiliare SGR e nasce come fondo comune di investimento immobiliare “a raccolta”, alimentato mediante sottoscrizione delle quote in denaro, da utilizzare per acquistare un pacchetto immobiliare pre-identificato dalla SGR promotrice del Fondo. Pubblicizzato all’epoca come una soluzione d’investimento redditizia (rendimento obiettivo del 5,5 % l’anno), le quote del fondo sono state collocate, ad un prezzo nominale di € 2.500,00, presso il pubblico indistinto dei risparmiatori ed anche da Poste Italiane S.p.A. presso la propria clientela. Purtroppo troppo spesso l’investimento è stato illustrato come qualcosa di sicuro ed adatto anche a pensionati e soggetti che avevano investito sempre in buoni fruttiferi postali o libretti di risparmio. Invece è un investimento in un fondo chiuso, quindi illiquido e, come abbiamo visto, assolutamente incerto e rischiosissimo.

IL CROLLO DEL VALORE DELLE QUOTE – A pochi mesi dalla scadenza prorogata al 31 dicembre 2018, con nota del 30.7.2018, la InvestiRE SGR S.p.A., società di gestione del Fondo, ha comunicato i dati della relazione semestrale al 30.6.2018, chiusa con un valore complessivo del fondo (NAV) pari a € 3.276.176,00, corrispondente ad un valore unitario delle quote di € 47,619 cadauna. In sostanza, il NAV del fondo è crollato drasticamente, anche a causa della enorme differenza fra i prezzi di stima ed i prezzi reali di vendita del patrimonio immobiliare, vendita operata, in gran parte negli ultimi 18 mesi e a ridosso della scadenza, con sconti spesso superiori rispetto al 50% del prezzo di acquisto dei cespiti (il cui ricavato, peraltro, è stato utilizzato essenzialmente per rimborsare l’oneroso finanziamento assunto dalla SGR nell’anno 2006). Considerando l’investimento iniziale di € 2.500,00 per acquistare una quota del Fondo e la distribuzione, nel corso degli anni, di proventi e rimborsi parziali per una somma pari a €300,00 pro quota, è evidente che, a seguito della definitiva chiusura e liquidazione del fondo, i risparmiatori avranno perso – inevitabilmente – circa l’80 % del capitale investito.

COSA POSSONO FARE I QUOTISTI – Confconsumatori si è attivata per garantire tutela ai molti risparmiatori che hanno acquistato quote del Fondo immobiliare Obelisco. Secondo gli avvocati di Confconsumatori: Per i quotisti del Fondo, è possibile agire dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie istituito presso la Consob:

  • Sia nei confronti di Poste Italiane S.p.A. in qualità di soggetto collocatore, o nei confronti del diverso soggetto (ad es. banca) che ha svolto la funzione di intermediario della vendita delle quote del Fondo, per far valere l’illegittimità e i vizi della vendita delle quote del Fondo Obelisco, per ragioni legate all’inadeguatezza ed alla violazione di obblighi informativi. Tali quote del fondo erano infatti collocabili solo a soggetti aventi un profilo di rischio elevato e fornendo dettagliate informative sul prodotto venduto;
  • Sia nei confronti della Società di Gestione Investire SGR, al fine di domandare l’accertamento della violazione di taluni obblighi di diligenza imposti dalla normativa di settore nella gestione del Fondo Obelisco; tanto, al fine di richiedere la restituzione del capitale investito e il risarcimento di tutti i danni subiti da ciascun quotista in questa ennesima triste vicenda.

Tra l’altro, nelle ultime settimane sono stati attivati diversi ricorsi che hanno dato esiti transattivi positivi che hanno visto i risparmiatori recuperare tutta la loro perdita.

E’ possibile contattare l’associazione attraverso la casella nazionale risparmio@confconsumatori.it oppure attraverso le sedi locali i cui recapiti sono disponibili al link: http://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/