Reggio Emilia, 16 novembre 2014 – Un'importante vittoria di Confconsumatori Reggio Emilia, che ha ottenuto un risarcimento per due fratelli ai quali la Banca di cui erano correntisti aveva promesso un mutuo per l'acquisto di un immobile, salvo poi cambiare idea all'ultimo momento, a pohi giorni dal rogito, senza fornire alcuna spiegazione. I due cittadini, dunque, per far fronte all'impegno preso e per non perdere la caparra già versata, si erano trovati costretti a disinvestire in tempi brevissimi alcuni prodotti finanziari, acquistati dalla stessa Banca. 

I FATTI – Due fratelli di Cadelbosco, in provincia di Reggio Emilia, nel settembre 2009 avevano richiesto alla Banca di cui erano correntisti un mutuo per acquistare la proria abitazione. La Banca, tramite la propria family banker, aveva comunicato l'esito positivo della richiesta e e aveva fissato l'appuntamento davanti al notaio per il rogito.Pochi giorni prima della data prestabilita, però, la Banca si era rifiutata di erogare la somma necessaria per l'acquisto dell'immobile, senza fornire alcuna spiegazione. Trovandosi in grave difficoltà, i due fratelli, per non perdere la caparra già versata al venditore, si erano trovati costretti a disinvestire in perdita alcuni prodotti finanziari, che peraltro la stessa Banca aveva suggerito poco tempo prima di acquistare.

LA CAUSA – Dopo aver tentato di risolvere la controversia in modo bonario, tramite i legali di Confconsumatori, i due fratelli hanno deciso di procedere in giudizio. Il Tribunale di Reggio Emilia, dopo aver sentito le parti e i testimoni, ha deciso di condannare la banca al risarcimento di complessivi 32784 euro oltre gli interessi. Secondo il Giudice, infatti, la Banca aveva manifestato la volontà di concludere il contratto e, dunque, il suo comportamento è illegittimo perchè per il principio dell'autoresponsabilità la Banca era vincolata alla propria dichiarazione e risponde dell'affidamento che avevano posto i clienti sull'erogazione del mutuo. Il recesso ingiustificato dalla trattativa, insomma, comporta che il soggetto che recede è tenuto a risarcire all'altra parte il danno che questa a procurato.

Normalmente la giurisprudenza individua il pregiudizio nell'interesse "negativo", ossia nelle spese inutili sostenute in relazione allo svolgimento delle trattative e nelle eventuali perdite subite dalla parte danneggiata, che, confidando nella stipula del contratto, non usufruisce di altre occasioni nel frattempo presentate. Nel caso dei due fratelli reggiani, inveceil giudice ha ritenuto che l'interesse negativo risarcibile non doveva essere individuato nelle mere spese sostenute o nella perdita di ulteriori chance, quanto nel pregiudizio patito a seguito della decisione improvvisa della Banca. Così la Banca ha dovuto rimborsare ai due clienti la perdita subita per aver dovuto liquidare anzitempo gli investimenti effettuati poco prima della richiesta di mutuo, ovvero oltre 32700 euro.

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