Milano, 21 luglio 2017 – Il contenzioso fra la Confconsumatori e la Grandi Stazioni SpA sull’annosa questione degli spazi della Stazione di Milano Centrale, si arricchisce di un nuovo capitolo. Come noto, l’Associazione aveva fatto istanza di accesso alla Società per ottenere gli elaborati progettuali e grafici del complessi ferroviario lombardo, in modo da verificare il rispetto del vincolo di destinazione pubblica dei beni e degli spazi ivi presenti dati in gestione a Grandi Stazioni SpA. Poiché la Società non aveva fornito alcun seguito alla richiesta, la Confconsumatori aveva istaurato nel 2015 un giudizio per l’accesso innanzi al T.A.R. Milano, poi conclusosi con la sentenza n. 1454/2015, con cui non solo veniva accolto il ricorso, ma anche enunciato il principio chiave in base al quale: “la costituzione di soggetti quali la Società Grandi Stazioni S.p.A. rappresenta, invece, una manifestazione del fenomeno della contrazione dell’uso generale dei beni di proprietà collettiva pubblica in ragione dell’espansione dell’uso strumentale (commerciale) nell’ambito di una politica tesa a valorizzare tale patrimonio, a condizione, però di non mettere in discussione la primazia dell’interesse generale connesso alla sua pubblica destinazione”.

Forte di questo successo, la Confconsumatori era tornata ad esigere i mappali della Stazione Centrale che, tuttavia, ottenne solo dopo aver dato avvio ad un secondo contenzioso – questa volta di ottemperanza – proprio per conseguire l’esecuzione di quanto indicato nella pronuncia soprariportata. Da un attento esame degli elaborati grafici e delle piantine della Stazione Centrale di Milano, è emerso una dato a dir poco allarmante: “il rapporto di proporzionalità” fra spazi pubblici destinati al servizio ferroviario e spazi pubblici concessi per usi differenti dal primo, così come sancito dal T.A.R., non è stato in alcun modo rispettato, in quanto Grandi Stazioni S.p.A. ha riservato unicamente 50 posti a sedere, tutti all’aperto e quindi privi di aria condizionata (in estate) e/o di riscaldamento (in inverno). Il dato assume toni ai limiti del paradossale se si pensa che, secondo stime ufficiali, gli interventi di riqualifica della Stazione Centrale, approvati con deliberazione CIPE n. 10/2003, hanno interessato i diversi livelli dell’edificio per una superficie complessiva pari a circa 50.000 mq – mentre l’intero complesso immobiliare si estende complessivamente per circa 220.000 mq – accogliendo, quotidianamente, una media di 400.000 transiti, per un totale di circa 140 milioni all’anno. Il cosiddetto rapporto proporzionale fra posti riservati ai viaggiatori e numero di pendolari presenti ogni giorno in loco corrisponde, dunque, allo 0.03%!

Preso atto di questa insostenibile realtà, Confconsumatori, insieme all’Associazione Pendolari Piacenza, ha diffidato più e più volte la Grandi Stazioni SpA (ora diventata, a seguito della scissione societaria, Grandi Stazioni Rail, da cui è scaturita anche la Grandi Stazioni Retail SpA, ad oggi affidataria di tutta la gestione degli spazi pubblici ferroviari) ad aumentare le sale e/o spazi attrezzati per l’attesa dei viaggiatori in arrivo ed in partenza, senza tuttavia ottenere alcun riscontro dall’Amministrazione. Da qui, l’esigenza di ricorrere all’istituto processuale della class action pubblica, patrocinata dall’Avvocato Umberto Fantigrossi, per chiedere al T.A.R. Milano sia di accertare la lesione diretta, concreta ed attuale degli interessi degli associati utenti/pendolari di Confconsumatori per la violazione degli standard qualitativi stabiliti per la concessionaria di servizio pubblico Grandi Stazioni Retail S.p.A. per quanto concerne l’utilizzo degli spazi della Stazione di Milano Centrale, sia di condannare la Società ad adeguare l’uso degli spazi in gestione nel pieno rispetto dell’interesse dell’utenza, e quindi di aumentare le sale e/o spazi attrezzati per l’attesa dei viaggiatori in arrivo ed in partenza, nonché di provvedere a ripristinare il preesistente sistema d’informazione sugli orari dei treni in arrivo ed in partenza (tabelloni) o comunque a predisporne uno di corrispondente dimensione ed efficacia.