Parma, 9 gennaio 2014 – Oltre 110 mila euro sono tornati nelle tasche di un azionista Parmalat, a 10 anni dal default. Un’ordinanza del Tribunale ottenuta a meno di un anno dal ricorso, che riconosce il diritto al rimborso non più solo degli obbligazionisti, ma anche degli azionisti che avevano acquistato in prossimità del crack.

Il Tribunale di Parma, infatti, ha riconosciuto con una recentissima ordinanza il diritto al risarcimento del parmigiano che aveva investito circa 160 mila euro in azioni Parmalat l’11 e il 15 dicembre 2003, ossia poco prima del disastro . Il Tribunale, dunque, a distanza di neppure un anno dalla presentazione del ricorso, ha dichiarato la nullità del contratto d’intermediazione finanziaria e ha condannato la banca venditrice alla restituzione della perdita, perdita pari a circa 110 mila euro , poiché l’investitore aveva alienato parte dei titoli, oltre agli interessi e le spese.

La particolarità del provvedimento – anche se non è la prima vittoria lampo di Confconsumatori – sta, nella circostanza che la condanna sia contenuta non come normalmente avviene in una sentenza, ma in un’ordinanza ottenuta in pochissimo tempo alla fine del procedimento sommario di cognizione , introdotto con la riforma del codice di procedura civile contenuta nella legge 18 giugno 2009 n. 69.

«È questa una delle prime volte che la giurisprudenza si occupa di acquisti non di obbligazioni, ma di azioni Parmalat effettuati quando ormai l’insolvenza del gruppo era nota a tutti – dichiara l’avvocato Giovanni Franchi , legale Confconsumatori Parma che ha tutelato in giudizio il risparmiatore – Un’ordinanza che fa scuola, oltre che per la celerità del procedimento (meno di un anno), anche e soprattutto perché il Tribunale ha dichiarato la nullità del contratto generale d’investimento e, per l’effetto, degli acquisti. Il contratto generale d’investimento, infatti, non era stato sottoscritto dal legale rappresentante dell’Istituto e, soprattutto, era anteriore all’entrata in vigore del TUF (d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58) e non era mai stato rinnovato. Questa ordinanza è importantissima, in quanto potrà essere richiamata dai risparmiatori che hanno perso denaro in operazioni finanziarie per le quali non è ancora maturato il termine di prescrizione, come ad esempio gli acquisti di obbligazioni Lehman Brothers» .

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Guarda il servizio andato in onda sul TGR Emilia Romagna (minuto 2:50):

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