Parma, 25 gennaio 2018 – Molti utenti si stanno rivolgendo in questi giorni agli sportelli di Confconsumatori lamentando gli aumenti annunciati dal proprio operatore telefonico coincidenti con il ritorno alla fatturazione mensile.

Infatti, in adempimento a quanto previsto dalla legge n. 172/2017 che ha imposto di abbandonare la fatturazione a 4 settimane per telefonia e Pay tv, gli operatori di telecomunicazioni dovranno ristabilire la pregressa tariffazione a ciclo mensile sia per la telefonia fissa sia per quella mobile entro il prossimo 5 aprile. Tuttavia questa ulteriore rimodulazione contrattuale sta arrecando agli utenti dei rincari in termini economici, già accertati almeno per le compagnie Vodafone e Tim, che nel comunicare ai clienti il ritorno alla fatturazione mensile delle offerte commerciali hanno contestualmente annunciato dei rincari sulla tariffa. «In sostanza – spiega l’avvocato Franco Conte responsabile Utenze per Confconsumatori – la tredicesima mensilità che le compagnie erano riuscite a inserire, sarà spalmata nelle 12 fatture. Non è ancora chiaro se altri operatori, ad esempio Wind, applicheranno tariffe maggiorate».

Confconsumatori ritiene gravemente scorretto il comportamento delle compagnie di telecomunicazioni: «Abbiamo già segnalato all’Antitrust – continua Conte – le modifiche unilaterali dei contratti e i costi aggiuntivi applicati che, a nostro avviso, non sono dovuti e risultano inopportuni specie considerata la coincidenza con l’adeguamento alle disposizioni di legge. Per gli associati che si sono rivolti ai nostri sportelli abbiamo predisposto un modello di reclamo, da utilizzare per manifestare il proprio scontento alla Compagnia. Peraltro esiste un concreto rischio che gli operatori decidano di “fare cartello” a seguito del ritorno alla fatturazione mensile».

Al momento è presto pensare a eventuali rimborsi: «Dobbiamo attendere l’esito del ricorso al Tar – conclude Conte – al momento consigliamo di reagire inviando massivamente reclami alle compagnie e segnalazioni all’Antitrust, anche tramite un’associazione di consumatori, in modo da stimolare l’intervento dell’Autorità».