Grosseto, 7 giugno 2018 – Una donna grossetana aveva ricevuto delle fatture del gas, riferite al 2016, per un totale di oltre 3 mila euro. I consumi, però, non si riferivano al suo contatore ma a quello di un altro utente, evidentemente, infatti era errato il numero indicato in fattura. La donna aveva più volte segnalato il problema al gestore, anche tramite la Confconsumatori di Grosseto, ma la compagnia energetica era rimasta sorda alle richieste di annullare le fatture, anche in sede di conciliazione.

A questo punto la grossetana, decisa ad arrivare in fondo alla questione, si era affidata all’avvocato Sara Serritiello di Confconsumatori Grosseto per fare causa alla società di vendita che, a sua volta, ha chiamato in causa il titolare della rete.

Con la sentenza 397/2018 il Giudice di Pace di Grosseto ha statuito che l’utente non deve pagare le fatture che si riferiscono ad un consumo attribuibile ad un contatore diverso da quello in uso ma riferibile ad altro utente. Inoltre, il Giudice di Pace, stante l’infondatezza e l’ottusità della società venditrice, che ha negato l’evidenza, ha condannato la medesima anche al risarcimento del danno esistenziale simbolicamente liquidato in euro 500,00, aderendo alle tesi dell’avvocato Serritiello.

Negli ultimi mesi – commentano da Confconsumatori Grosseto – riscontriamo un notevole incremento delle controversie con le società di vendita dell’energia, in quanto queste sono spesso restie a rispondere con solerzia e concretezza ai reclami delle utenze e, soprattutto, adottano modalità aggressive di vendita del servizio spesso reclamizzato vie calla center con tariffe diverse da quelle reali“.

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