Parma – Verbania, 7 novembre 2016 – Due importantissime vittorie riportate da Confconsumatori in materia di polizze unit linked in Emilia Romagna.

Un sessantenne di Orvanasso (provincia di Verbania) e una parmigiana di sett’antanni, avevano investito i propri risparmi (120.000 € e 40.000 €) in una polizza assicurativa, denominata “Vip Valore Prestige”, collegata ad obbligazioni islandesi, predisposta e venduta da una società assicurativa del Liechtestain.

Come riporta la sentenza del Tribunale di Parma: «Questi contratti che veicolano forme di acquisto, più o meno trasparenti, di obbligazioni index linked, anche se combinate a coperture assicurative per il periodo della durata della polizza, hanno natura di contratti di investimento».

Il Tribunale di Verbania e quello di Parma hanno a condannato la compagnia assicuratrice alla restituzione del capitale versato di 120.000 € e 40.000 € oltre interessi e spese.

Le sentenze stabiliscono che si è qui al cospetto di un investimento consistente in una polizza assicurativa, c.d. unit linked, la restituzione della quale dipende da bond. Ciò comporta la ricorrenza non di un contratto assicurativo, più in particolare di un’assicurazione sulla vita, ma di una vera e propria operazione finanziaria, analoga agli investimenti in azioni o obbligazioni. Di qui per i Tribunali la necessità di applicare le norme del TUF (Testo Unico della Finanza, d.lgs. n. 58/98), primo fra tutti l’art. 23 che impone la stipulazione per iscritto del contratto generale d’investimento, in mancanza del quale lo stesso e l’operazione devono essere dichiarati nulli.

«Altre due decisioni importantissime – dichiara l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio gli investitori – che costituiscono ulteriori conferme di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, per il quale queste polizze vita (cosiddette unit o index linked) sono vere e proprie forme assicurative solo quando garantiscono la restituzione del capitale. Quando invece il rimborso è subordinato all’andamento del titolo siamo al cospetto di autentici investimenti finanziari, soggetti come tali alle disposizioni in materia. Il che, del resto – sempre per l’avvocato Giovanni Franchiè stato recentemente affermato anche dalla Suprema Corte con una sentenza (n. 6061/12) purtroppo dimenticata da giudici, che hanno pronunciato sentenze di segno opposto».

Scarica la Sentenza del Tribunale di Parma.

Vedi il servizio andato in onda su La7 nella trasmissione “Di Martedì” sul tema delle finte polizze assicurative: