Puglia, 19 dicembre 2018 – Continua la battaglia a tutela dei risparmiatori danneggiati dal caso Veneto Banca. Ad Andria (BAT) Banca Apulia è stata condannata dall’Arbitro per le Controversie Finanziarie a risarcire l’intero investimento di una coppia di coniugi andriesi cui era stato suggerito l’acquisto di azioni VB per 50 mila euro nel 2008.

Circa due anni fa, i due coniugi avevano scoperto con sgomento che, nonostante le rassicurazioni della banca, i loro risparmi erano stati ridotti in cenere dall’oggi al domani: così avevano deciso di rivolgersi alla sede di Confconsumatori di Andria Barletta Trani, dove avevano trovato l’assistenza dell’avvocato Laura Maria Pia Tota. Insieme al legale dell’associazione i due si sono convinti di chiedere a Banca Apulia, controllata di Veneto Banca, il ristoro di quanto perso nell’investimento in azioni VB. L’avvocato Tota ha quindi avviato il procedimento dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie che all’inizio di dicembre ha reso nota la sua decisione.

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie ha condiviso appieno le ragioni dei ricorrenti in ordine alla carenza di informazioni fornite agli acquirenti relativamente alla rischiosità dei titoli oggetto dell’investimento. Tali omissioni risultano ancora più gravi in considerazione del profilo dei clienti, privi di cultura finanziaria e di competenze in materia di intermediazione finanziaria ed il cui unico obiettivo era quello di  investire in titoli sicuri ed affidabili che potessero servire al momento per le esigenze della famiglia.

L’Acf ha poi confermato il proprio indirizzo, espresso in una precedente vittoria di Confconsumatori, circa gli effetti della cessione di Banca Apulia a Banca Intesa Sanpaolo affermando che “la disciplina introdotta dal decreto-legge 99/2017 non vale a esonerare la resistente da eventuali responsabilità per la commercializzazione delle azioni dell’allora Capogruppo“.

L’Arbitro per le Controversie finanziarie ha, pertanto, condannato la Banca Apulia al pagamento dell’intera somma oggetto dell’investimento in favore dei coniugi andriesi entro il termine di trenta giorni. “Si tratta di un’altra importante decisione – commenta l’avvocato Laura Maria Pia Tota – perché conferma appieno il principio della responsabilità della banca quando sussistono carenze informative nel rapporto tra banca e cliente e la banca non ha valutato se l’operazione di investimento fatta eseguire al risparmiatore fosse o meno adeguata al suo profilo di rischio ed ai suoi obiettivi di investimento“.

Si ricorda che gli azionisti di Veneto Banca possono ancora presentare domanda di costituzione come parte civile nel processo penale in trasferimento da Roma a Treviso scrivendo a risparmio@confconsumatori.it o rivolgendosi direttamente alle sedi territoriali che potranno dare indicazioni anche sulla possibilità di procedere con il ricorso all’Arbitro per le Controversie Finanziarie.

Leggi l’articolo pubblicato da Repubblica sulla vittoria: