Bari, 20 novembre 2017 – Continua la battaglia di Confconsumatori sul fronte Veneto Banca: l’associazione ha incassato per un risparmiatore pugliese un’importante vittoria presso l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, istituito presso la Consob. La pronuncia è importante perché chiarisce un importante principio: l’indennità concessa dal Governo a Banca Intesa non si applica alle banche da questa controllate, come Bancapulia che ora dovrà risarcire.

Tra il 2012 e il 2013, convinto dai funzionari di Bancapulia, un risparmiatore pugliese aveva acquistato a più riprese circa 11 mila euro di azioni e obbligazioni convertibili emesse da Veneto Banca, che all’epoca controllava l’Intermediario. Avendo perso l’investimento a seguito del dissesto delle Banche Venete, il pugliese si era rivolto a Confconsumatori, che aveva inviato un reclamo, ignorato dalla Banca. A quel punto, insieme ai legali Antonio Pinto e Antonio Amendola, aveva deciso di rivolgersi all’Acf, che, giovedì 16 novembre, ha condannato Bancapulia a risarcire integralmente il valore delle azioni Veneto banca. L’Arbitro ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per violazione degli obblighi di diligenza e correttezza nella prestazione del servizio: la banca, infatti, non aveva adeguatamente informato il consumatore sul profilo di rischio dell’investimento e sul carattere illiquido dello strumento acquistato.

«La sentenza è particolarmente importante – commentano i legali Pinto e Amendolaperché nel condannare Bancapulia, afferma il principio che il Decreto Legge, che ha tenuto indenne Banca Intesa dalle cause intentate dagli azionisti, non si applica alle banche controllate da Intesa (come appunto Bancapulia) che sono fuori dal perimetro di protezione concesso dalla legge solo alla banca acquirente».

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