Parma, 8 giugno 2010 – Ancora una vittoria di un associato della Confconsumatori relativamente ad un contratto “4 You”, quale piano di finanziamento destinato all’acquisto di titoli.

È il Tribunale di Parma ad avere emesso la sentenza favorevole al risparmiatore , che aveva sottoscritto il contratto, pronunciando la risoluzione dello stesso e condannando la banca intermediaria alla restituzione delle somme pagate, nonché al pagamento degli interessi e spese legali .

Il Giudice ha riconosciuto l’inadempimento  dell’istituto di credito, con ciò uniformandosi al parere del Consulente tecnico, per il quale il piano finanziario “4 You” proposto all’investitore aveva una chiara finalità speculativa , senza garantire il risultato di accantonamento dei risparmi per il futuro. Sempre secondo il perito, infatti, analizzando la struttura del piano si evince la pressoché totale assenza di rischio per la Banca, la quale non solo incassava gli interessi del finanziamento, ma si garantiva anche la restituzione dello stesso, con l’investimento in strumenti finanziari propri (sempre dalla stessa scelti e collocati) posti poi a pegno in suo favore.  L’investitore era, invece, assoggettato all’elevato rischio di andamento dei mercati finanziari azionari internazionali e pertanto doveva solo “sperare” che le quote del fondo su cui la Banca aveva investito per lui avessero un alto rendimento, tale non solo da compensare gli interessi pagati negli anni e raggiungere così il break even , ma anche da garantirgli un potenziale utile.

Evidente, per l’effetto, l’inadempimento dell’istituto. Come rilevato dal Consulente, un investitore di media diligenza non è infatti in grado, dalla lettura della proposta di finanziamento, di comprendere che l’esito dell’investimento, effettuato mediante la contrazione del finanziamento iniziale, sarà in buona parte (circa il 40%) correlato unicamente all’andamento dei mercati azionari internazionali.

“ Finalmente una sentenza – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori che ha difeso in giudizio l’investitore – che chiarisce in cosa mai si sostanzia quell’investimento, ossia, diversamente da come veniva offerto, non in un risparmio, ma in un’operazione rischiosissima da proporre soltanto ad investitori qualificati e non, come è invece accaduto, a semplici risparmiatori , desiderosi soltanto di mettere da parte qualche risparmio ”.

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