Pordenone – Gorizia, 17 giugno 2014 – Ieri Confconsumatori Gorizia ha organizzato a Pordenone un incontro dal titolo "Malati di Alzheimer e anziani ultra65enni: chi paga la retta?". L’evento era in collaborazione con l’Associazione Familiari Alzheimer Onlus di Pordenone, la cui presidente, Daniela Mannu, ha evidenziato l’estrema importanza del tema: «Nonostante avessimo, sin dal 2012, pubblicato la sentenza sul sito dell'associazione, fino all’intervento di Confconsumatori non eravamo riusciti a dare seguito a quanto sancito dalla Suprema Corte».

L’avvocato Elena De Luca, responsabile di Confconsumatori Gorizia ha presentato la propria associazione: «I nostri sportelli sono sempre a disposizione per fornire informazioni e chiarimenti. Non avendo ancora una sede su Pordenone per ora lavoreremo insieme al collega Michele De Cesco>. Ma a spiegare, in modo semplice e immediato, quali sono le conseguenze concrete dell’ormai nota pronuncia della Cassazione per le singole famiglie con parenti non autosufficienti ricoverati è stato l’avvocato di Confconsumatori Parma Giovanni Franchi, che ha illustrato anche le procedure da seguire nelle diverse fattispecie, le eventuali problematiche sottese, dimostrando anche una grande sensibilità all'aspetto umano di chi vive queste situazioni di difficoltà. Per Franchi l'applicabilità della sentenza si estende anche ai casi di demenza (e quindi per i malati cui non è stato diagnosticato l'Alzheimer).

Erano circa 70 i cittadini presenti nel pubblico, particolarmente attento e interessato. Alcuni di loro hanno chiesto come fare nel caso in cui la casa di riposo, a seguito della lettera di rimborso, dimetta il malato o metta in atto ritorsioni. A questi Franchi ha spiegato che le RSA non possono commettere reato di abbandono di incapace, sospendendo l’assistenza, né porre in essere ritorsioni (a conferma sono stati richiamati a titolo esemplificativo i numerosi casi gestiti dal legale in tutta Italia). Altre domande hanno riguardato le possibili evoluzioni giurisprudenziali e normative e le conseguenze sui procedimenti in corso; se ci siano peculiarità o eccezioni in Friuli in quanto regione a statuto speciale; come ripartire le spese di lite; la procedura da seguire e le relative tempistiche e la possibilità di intraprendere una class action. 

Come aveva ribadito anche a Ferrara, nel corso di un analogo convegno nei mesi scorsi, Confconsumatori ha ricordato la posizione dell’associazione nei confronti degli Enti pubblici, in tema di Alzheimer: «Ciò che l’associazione dice – ha spiegato Franchi – è che si può smettere di pagare e ottenere il rimborso di quanto già illegittimamente pagato. Le vittorie ottenute lo confermano. Ma il nostro lavoro non è assolutamente volto a creare uno scontro con i Comuni, al contrario vorremmo che i Comuni si facessero portavoce, con noi, del problema alla Regione affinché questa, quale titolare del Servizio Sanitario Regionale, al quale spettano le spese, si faccia carico della questione».
Sono stati infine distribuiti dei brevi resoconti dei risultati ottenuti finora e le copie per esteso della sentenza della Cassazione: «Molti famigliari di anziani e malati di Alzheimer, in alcuni casi già deceduti, – ha evidenziato Franchi – hanno già deciso di avviare pratiche di rimborso complimentandosi per l’iniziativa e dell’interesse positivo da parte dell’Associazione Familiari Alzheimer Onlus di Pordenone».