Parma, 19 maggio 2022 – Attraverso un comunicato stampa, Arera ha fatto sapere che da gennaio 2023 nelle bollette di luce e gas saranno contenute informazioni aggiuntive, per garantire agli utenti maggiore trasparenza.

LE MODIFICHE – L’intervento di Arera modifica la cosiddetta “bolletta 2.0” ricevuta a casa dagli utenti. La fattura che viene inviata in forma cartacea contiene già delle informazioni minime che sono previste dall’Autorità e che, come annunciato, dal 1° gennaio del 2023 saranno integrate per far sì che la fattura diventi uno strumento ancora più utile per il consumatore.

La bolletta, infatti, è lo strumento che ci permette di verificare quanto dobbiamo pagare, la correttezza dei dati e la corrispondenza dei consumi fatturati e dei consumi effettivi e, dal 2023, diventerà anche lo strumento che ci permetterà di avere a disposizione maggiori dati per poter effettuare una scelta consapevole in caso di cambio di fornitore o di offerta commerciale di luce o gas. Attraverso questa delibera, l’Autorità obbligherà infatti i gestori a inserire una serie di dati aggiuntivi: compariranno ad esempio il consumo annuo, il codice dell’offerta di luce e gas sottoscritto, la spesa annua sostenuta dal cliente finale.

IL PARERE DI CONFCONSUMATORI – Si tratta sicuramente di informazioni utili che il consumatore deve conoscere nel momento in cui decide di cambiare la propria offerta commerciale e ha quindi necessità di avere dei parametri numerici da confrontare. Confconsumatori rileva però una mancanza importante, e cioè il costo della materia prima applicato in fattura. Le Associazioni dei consumatori avevano già fatto presente all’Autorità che questo dato sarebbe stato importante, visto che nel mercato libero è proprio il prezzo della materia prima che cambia da gestore a gestore, e quindi dovrebbe essere il primo dato fornito al consumatore in maniera esplicita affinché possa confrontarlo con il costo della materia prima proposto dalle diverse offerte commerciali di luce e gas.

Anche le altre informazioni che l’Autorità impone ai venditori di esplicitare in fattura sono volte alla tutela del consumatore: è previsto l’inserimento l’indicazione sulla modalità di attivazione del Servizio Conciliazione, il link dello “Sportello per il consumatore Energia e Ambiente”, il link del “Portale Consumi” e il link al “Portale Offerte luce e gas”.  Tuttavia, manca un riferimento alle Associazioni dei consumatori e alla possibilità di aderire a un servizio di conciliazione paritetica fornito proprio dalle associazioni; manca cioè l’alternativa al servizio di conciliazione dell’Autorità che, seppur gratuito, non è uno strumento di semplice utilizzo. Il sistema ADR delle conciliazioni paritetiche portato avanti dalle Associazioni dei consumatori con ottimi risultati viene dimenticato dall’Autorità, che non valorizza l’importante ruolo delle stesse nell’aiutare gli utenti. Sottolineiamo infine come non sia menzionato nemmeno il progetto nazionale “Energia: diritti a viva voce”, che riunisce tutte le Associazioni dei consumatori nel supporto ai consumatori per le problematiche legate a luce, acqua e gas, finanziato inoltre proprio dall’Autorità. Non si comprende come mai l’Autorità promuova un progetto che prevede degli sportelli a copertura nazionale che garantiscono aiuto gratuito ai consumatori in materia di energia e acqua ed eviti poi di pubblicizzarlo e di farne menzione.