Andria, 6 ottobre 2020 – Continua la battaglia a tutela dei risparmiatori danneggiati dal caso azioni Veneto Banca. Ad Andria (BAT) Banca Apulia è stata condannata dall’Arbitro per le Controversie Finanziarie a risarcire l’intero investimento di una anziana signora tranese cui era stato suggerito l’acquisto di azioni VB.

Con la recentissima decisione del 1°ottobre 2020, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie ha accolto il ricorso presentato da una anziana signora tranese, assistita e difesa dall’avvocato Laura Maria Pia Tota, legale di Confconsumatori Andria.

In particolare, la risparmiatrice, ultrasettantenne e totalmente priva di cultura finanziaria, era stata indotta dall’addetto di Banca Apulia ad investire i propri risparmi in azioni Veneto Banca perché ritenuti dall’istituto stesso affidabili e sicuri al 100%, cosa che invece non erano per nulla. La signora, dopo essersi rivolta a Confconsumatori, ha portato il caso davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie.

L’ACF ha accolto la domanda dell’anziana tranese, rilevando che la Banca non aveva fornito la prova di aver ottemperato i propri doveri informativi sulle caratteristiche degli strumenti finanziari e, in particolare, sulla loro natura illiquida, quindi altamente rischiosa. L’istituto di credito, inoltre, non aveva eseguito la rilevazione di adeguatezza dell’investimento in relazione al profilo dell’investitore.

L’Arbitro ha poi confermato il proprio indirizzo circa gli effetti della cessione di Banca Apulia a Banca Intesa Sanpaolo, affermando che «La disciplina del d.l. 99/2017 non può essere letta come volta a esonerare parte resistente da eventuali responsabilità per la commercializzazione delle azioni dell’allora capogruppo dell’intermediario collocatore».

Pertanto, l’Arbitro della Consob ha condannato la Banca al pagamento dell’intera somma oggetto dell’investimento in favore della risparmiatrice, entro il termine di trenta giorni dalla pronuncia.

«Siamo davanti a un’altra importante decisione – afferma l’avvocato Laura Maria Pia Totaperché ribadisce il principio della responsabilità della banca quando sussistono carenze informative nel rapporto tra banca e cliente, e la banca non ha valutato se l’operazione di investimento, fatta eseguire al risparmiatore, fosse o meno adeguata al suo profilo di rischio ed ai suoi obiettivi di investimento».