Bari, 3 agosto 2022 – Con una recente sentenza il Tribunale di Bari ha accolto per la prima volta la domanda di un’impresa a cui Banca Apulia (oggi fusa in Banca Intesa) aveva venduto azioni di Veneto Banca. Il giudice ha condannato l’istituto alla restituzione integrale delle somme investite nell’acquisto delle azioni, oltre agli interessi e alle spese legali.

LA SENTENZA – La sentenza è rilevante per migliaia di azionisti perché il Tribunale di Bari ha affermato il principio giuridico che Banca Intesa risponde per le azioni Veneto vendute da Banca Apulia. La banca aveva eccepito che il D.L. 25.6.2017 n.99, con cui è stato disposto l’avvio della liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca, esclude espressamente “i debiti delle Banche nei confronti dei propri azionisti derivanti dalle operazioni di commercializzazione di azioni”. Ma il Tribunale di Bari ha accolto integralmente le difese degli avvocati Antonio Pinto e Antonio Amendola e ha chiarito che da nessuna delle norme del D.L. n. 99/2017 emerge che lo stesso si applichi anche ai rapporti giuridici facenti capo alle banche partecipate, fra cui, Banca Apulia S.p.a. Infatti, le norme sono precise nel restringere il campo applicativo del decreto alle sole banche in liquidazione, cioè Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca S.p.a.. Pertanto, le banche in liquidazione non hanno alcun diritto sul patrimonio delle partecipate essendo schermato dalla partecipazione, tanto più che quest’ultima non era nemmeno totalitaria (Banca Apulia S.p.a. era partecipata da Veneto Banca nella misura del 70%).

Secondo il Tribunale questa interpretazione è l’unica costituzionalmente possibile, in quanto sostenere che il D.L. n. 99/2017 abbia determinato l’esonero di Banca Apulia da eventuali responsabilità per la commercializzazione delle azioni della allora capogruppo, postulando una cessione del debito dalla partecipata alla controllante senza il consenso del creditore azionista, frustrerebbe il diritto di difesa della parte e si porrebbe in contrasto con gli artt. 24 e 47 Cost. (che incoraggia e tutela il risparmio).

Il Tribunale ha poi dichiarato l’invalidità del contratto di acquisto delle azioni e ha condannato la Banca a restituire la somma di 51.735,38 euro, oltre interessi e spese legali, in favore della impresa cliente, che a sua volta dovrà restituire alla banca le azioni.

Secondo l’avvocato Antonio Pinto di Confconsumatori: “Banca Intesa nel 2017 ha meritoriamente salvato il sistema acquisendo le due banche venete in default, caricandosi così il peso dei conti correnti che non hanno subito alcun contraccolpo. Tuttavia, dopo Brindisi e Palermo, anche il Tribunale di Bari adesso conferma che essa risponde rispetto al collocamento delle azioni da parte delle banche controllate, fermo restando che invece non risponde per le azioni vendute direttamente da Veneto Banca e Popolare di Vicenza ai propri clienti.”

LEGGI LA SENTENZA