Grosseto, 22 novembre 2021 – Un nuovo caso di vishing (voice phishing) la truffa telematica che consiste nel carpire dati sensibili tramite servizi di telefonia – messaggi o telefonate – allo scopo di prelevare somme da conti correnti o carte di debito o di credito. Un problema molto diffuso per il quale Abi e le associazioni dei consumatori, tra cui anche Confconsumatori, hanno chiesto anche l’intervento di Agcom.

In conseguenza di fusione bancaria, una consumatrice grossetana attendeva la nuova carta bancomat emessa dall’Istituto incorporante. Durante l’attesa aveva ricevuto una telefonata che appariva proveniente dal numero verde della sua banca: l’operatore le chiedeva di svolgere on line, sul sito di home banking, tutte le operazioni occorrenti all’attivazione del nuovo bancomat, fornendo anche i numeri della stessa carta, numero che non era – evidentemente –  ancora conosciuto dalla cliente. Dopo qualche ora, la donna aveva ricevuto un’altra chiamata, questa volta autentica, anche se proveniente dal solito numero verde, un cui l’operatore la avvertiva di operazioni truffaldine per prelievi bancomat e ricariche di Postepay di terzi per circa 2.500,00 euro.

La grossetana aveva denunciato tutto all’autorità giudiziaria e aveva disconosciuto le operazioni presso la banca, la quale, però, aveva negato il rimborso. A quel punto la consumatrice si era rivolta alla Confconsumatori di Grosseto che aveva avviato con la banca la procedura di conciliazione paritetica, attivata tra le associazioni dei consumatori e la banca stessa, evidenziando la circostanza che il numero della tessera bancomat era stato carpito direttamente dagli archivi informatici della banca, in quanto non conosciuto dalla cliente perché mai ricevuto; una prova, quindi, di una falla nei sistemi bancari. All’esito del procedimento la banca ha accolto le richieste della cliente e restituito tutte le somme.

Purtroppo questo non è un caso isolato  – commenta Confconsumatori Grosseto – anzi, dal 2020 (con l’incremento dell’utilizzo dei servizi on line) episodi simili sono ormai all’ordine del giorno a Grosseto, come in altre città. Questo tuttavia è un caso peculiare che si aggiunge ad una casistica di truffe ormai in continua evoluzione. Ricordiamo che è importantissimo controllare il proprio conto on line tutti i giorni, non divulgare mai i propri codici segreti, non considerare come attendibili sia la messaggistica della propria banca sia per il canale sms che telefono e quindi- a fronte di comunicazioni che chiedono di svolgere un qualche accesso on line- contattare direttamente la filiale di competenza per chiedere conferma“.

Leggi anche il Vademecum anti truffe realizzato da Abi e dalle associazioni dei consumatori.