Catania, 12 aprile 2017 – Dopo la diffida inviata nei giorni scorsi da Confconsumatori al Consorzio delle Autostrade Siciliane per lamentare le condizioni di pericolo dell’A18, questa mattina si è verificato un nuovo importante sviluppo che avrà certamente ricadute sulla protesta degli automobilisti. L’operazione della Direzione Investigativa Antimafia, che ha fatto luce sull’affidamento degli appalti al CAS ha confermato, qualora ce ne fosse bisogno, come in questi anni i diritti degli utenti che percorrono l’autostrada A18 Messina-Catania siano stati sistematicamente calpestati.

Confconsumatori si costituirà parte civile nel processo penale che scaturirà dai provvedimenti odierni e assisterà tutti gli automobilisti che, a loro volta, vorranno farlo per essere risarciti di tutti i danni subiti in questi anni.

«Mentre la tratta autostradale veniva lasciata in condizioni di assoluta mancanza di sicurezza – commenta l’avvocato Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori Sicilia – rappresentando un pericolo per l’incolumità degli automobilisti e per l’integrità dei relativi mezzi, gli odierni indagati erano in tutt’altre faccende affaccendati. Questa indagine conferma anche la piena fondatezza della diffida che, ai sensi dell’art. 140, comma 5, del Codice del Consumo, di recente abbiamo inviato al CAS e su cui proseguiremo visto che, nel frattempo é trascorso infruttuosamente il termine di quindici giorni che avevamo assegnato».

L’associazione intensificherà anche la collaborazione con il gruppo Facebook denominato “A18 e A20 le Autostrade siciliane della vergogna” e chiede sin da ora a tutti gli aderenti di continuare a raccogliere e segnalare, con foto e video, le condizioni assolutamente precarie del tratto autostradale e comunque tutti i disservizi che ritengano utili ai fini del nel processo.

«Non poteva essere normale tutto questo, – dichiarano l’avvocato Calì e l’architetto Stefano Costantino, che coordina su Facebook il gruppo “A18 e A20 le Autostrade siciliane della vergogna” – troppi soldi finivano nella tasche dei tanti che anziché curarsi della manutenzione curavano i propri interessi. Speriamo che dopo quest’ultima vicenda le cose comincino a cambiare».

Per informazioni: 348-5152184