Reggio Emilia, 21 gennaio 2015 – Nei giorni scorsi Secondo Malaguti, presidente di Confconsumatori Reggio Emilia, ha reso noto l'esito positivo del ricorso alla Commissione Tributaria provinciale presentato un anno fa dal commercialista Davide Grasselli per contestare un avviso di pagamento della Tares da 385 euro, relativo alla tassa comunale rifiuti del 2013. I giudici della Commissione Tributaria hanno ordinato a Iren, gestore locale del servizio su concessione del Comune, di risarcire l'utente. Una sentenza dirompente e un importante precedente di cui il Comune e il gestore dovranno per forza tenere conto, visto che potrebbero essere contestati circa 30 milioni di euro di pagamenti. 

Le due argomentazioni principali accolte dai Giudici della Commissione tributaria si basano sull'articolo 3 della L. 241/90 e sull'articolo 7 della L. 212/2000 (lo Statuto dei diritti del Contribuente), ribadito anche da una successiva sentenza della Corte di Cassazione (sent. 2014/7056). In sostanza le carenze del gestore erano due:

  1.  Mancavano, nella richiesta di pagamento contestata, le informazioni necessarie al cittadino per poter fare ricorso: le modalità, i termini e l'organo giurisdizionale o l'autorità amministrativa a cui rivolgersi. Il gestore ha l'obbligo di inserire nella bolletta tutte le informazioni utili al cittadino "Con quel grado di determinatezza e intellegibilità idonei a consentire un esercizio non difficoltoso del diritto di difesa". 
  2. Mancava anche, nella bolletta contestata, una spiegazione su come il gestore sia arrivato a quantificare l'importo richiesto. Ma la legge prevede che l'importo debba essere motivato e che la "motivazione deve indicare i presupposti di di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione".

Secondo la Commissione Tributaria, la motivazione alla base della richiesta di pagamento del gestore era "criptica" e mancava di "quel grado di intellegibilità idonea a consentire un esercizio non difficoltoso del diritto di difesa, specialmente se si tiene conto dell'utenza quanto mai variegata". Inoltre, sempre per la Commissione, il gestore "non ha giustificato come sia pervenuto a quantificare il moltiplicatore mq, cioè l'importo per quota fissa e per quota variabile dell'immobile".

Ora sono già una decina i consumatori che si sono rivolti a Confconsumatori Reggio Emilia per manifestare la propria intenzione a presentare nuovi ricorsi contro il pagamento della Tares. "Si apre un precedente che gioca molto male nei confronti di Iren e del Comune di Reggio Emilia – commenta il commercialista Grasselli – Penso che porranno rimedio alla stortura. Credo anche che Iren impugnerà la sentenza, ma finché non sarà riformata avrà pieno valore". 

Per Secondo Malaguti, Confconsumatori ha voluto affermare un principio: "Guardando la bolletta il cittadino deve capire tutti i passaggi che hanno portato a quell'importo e nella bolletta stessa devono esserci gli estremi per consentire un eventuale ricorso o contestazione". Malaguti si è detto dispiaciuto delle parole del neoassessore al bilancio di Reggio Emilia che ha dichiarato: "Attenderò di vedere se l'orientamento verrà confermato in seguito". "Immagina che Iren farà ricorso contro una legge di stato?  – replica Malaguti – Questa è un'offesa ai giudici, ma ancor più ai cittadini e alle imprese considerati più come sudditi chiamati comunque a pagare piuttosto che pretendere il rispetto delle leggi. Si tratta – chiude Malaguti – di un banco di prova per vedere se il Comune intende perseguire la linea dello scontro o condivide il fatto di rispettare la legge". 

Scarica la sentenza della Commissione Tributaria.