Reggio Calabria, 20 febbraio 2017 – Fidarsi è bene, ma fare l’autolettura è meglio. Una lezione importante per tutti i consumatori che viene dalla provincia di Reggio Calabria. Una donna aveva ricevuto, dalla società di fornitura elettrica, due fatture per complessive 700 euro circa, relative però a consumi non effettivi. L’utente aveva subito contestato gli importi tramite parecchie telefonate al numero verde, comunicando i dati reali e sostenendo di non essere in grado, tra l’altro, di poter effettuare il pagamento. La società elettrica aveva insistito sulla necessità del pagamento, minacciando, a un certo punto, l’interruzione delle fornitura.

Esasperata, l’utente si era rivolta alla Confconsumatori di Gioia Tauro per ottenere il ricalcolo delle somme realmente dovute. La società aveva, però, continuato a sostenere la legittimità del proprio operato e così, visto anche che nel frattempo l’utente aveva cominciato a ricevere telefonate e intimazioni di pagamento da parte di società incaricate alla riscossione dei crediti, Confconsumatori di Gioia Tauro aveva deciso di far valere le ragioni della socia davanti al Giudice di Pace di Cinquefrondi. Quest’ultimo, Salvatore Baldari, ha accolto la domanda dell’utente, difesa dall’avvocato Antonio Iemma, presidente della Federazione Provinciale di Reggio Calabria, annullando le bollette contestate e condannando la società elettrica al pagamento delle spese processuali. “Al di là della vittoria ottenuta, – commenta Antonio Iemma – è una grande soddisfazione aver ricevuto i ringraziamenti della nostra iscritta, ormai rassegnata a subire questa ingiustizia“.

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