Parma, 9 dicembre 2019 – L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) estende a partire dal 1 gennaio 2020 la possibilità di usufruire del Bonus sociale acqua, luce e gas a 200 mila nuove famiglie, alzando la soglia massima ISEE da 8.107,5 a 8.256 euro prevista per le condizioni minime di accesso al bonus. Confconsumatori esprime, però, perplessità sulla cifra ancora troppo bassa decisa dall’Autorità, che non terrebbe conto in misura reale delle attuali condizioni socio economiche delle famiglie italiane. In sostanza si è avuto solo l’adeguamento della soglia ISEE sulla base dell’indice dei prezzi ISTAT, come previsto dalla delibera 499/2019/R/com.

A restare invariate sono, invece, le condizioni alternative alle minime per ottenere il bonus sociale, ovvero quello che spetta alle famiglie con almeno 4 figli a carico e ISEE non superiore a 20 mila euro, al nucleo famigliare titolare di reddito o pensione di cittadinanza, oppure ai casi in cui una grave malattia costringa all’utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l’energia elettrica (elettromedicali), indispensabili per il mantenimento in vita.

«Accogliamo positivamente l’adeguamento ISTAT della soglia ISEE minima necessaria per l’accesso ai bonus sociali energetici – ha affermato Franco Conte, responsabile nazionale settore Energia e Utenze di Confconsumatori -. Tuttavia riteniamo che non sia sufficiente il solo adeguamento ISTAT che corrisponde a un innalzamento della soglia per poco più di 100 euro. Riteniamo, infatti, che debbano essere innalzati proprio i limiti reddituali, poiché gli attuali non sono sufficienti a fare fronte alla diffusa “povertà energetica”. Inoltre, consideriamo ancora negativamente gli eccessivi ostacoli burocratici necessari per la richiesta e l’ottenimento del bonus».

Confconsumatori insiste perché vengano poste in essere nel modo più veloce possibile gli accorgimenti tecnici giuridici affinché il riconoscimento del bonus sociale sia automatico e non più subordinato a richieste di rinnovo continue di anno in anno. Tale situazione di eccessiva difficoltà nella richiesta, unitamente alla esigua somma riconosciuta e alla ancora bassa soglia ISEE, rende di fatto la richiesta del bonus poco conveniente generando bassissime percentuali di richiesta.

Infatti il bonus è erogato, valutati i requisiti, solo su richiesta dei cittadini che devono recarsi presso il proprio Comune di residenza o un ente designato (ad esempio CAF o Comunità montane) per formalizzare la domanda. Da quando esiste questa agevolazione la percentuale di persone che hanno richiesto e ottenuto effettivamente il bonus non è andato oltre il 35% degli aventi diritto.

«Un altro segnale positivo – conclude Conte – è rappresentato dalla previsione di estensione, prevista dal cd decreto fiscale in fase di conversione in legge, del bonus idrico anche alla quota fognatura e depurazione: anche in questo caso, però, si rende necessario un aumento di quanto riconosciuto in bolletta, che ad oggi risulta ancora troppo esiguo».