Bari-Brindisi, 27 novembre 2020 – Sono tre le vittorie che negli scorsi giorni hanno visto protagonista l’associazione nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, coordinamento di cui fa parte anche Confconsumatori: una a Bari, per la vendita di azioni della Banca Popolare di Bari, e una a Brindisi, per l’acquisto di titoli Veneto Banca. L’ACF ha confermato che gli istituti di credito non hanno adempiuto agli obblighi di informazione dei clienti al momento della vendita dei titoli.

Nel caso del risparmiatore barese assistito dal coordinamento, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno da parte della Popolare di Bari, confermando la violazione da parte della Banca Popolare di Bari della normativa concernente gli obblighi informativi gravanti sull’istituto di credito. «Ancora una volta – ha affermato l’avvocato Emilio Graziuso, presidente del Coordinamento – abbiamo ottenuto una vittoria su tutta la linea per un nostro assistito nell’annoso braccio di ferro che i risparmiatori hanno intavolato nei confronti della Banca Popolare di Bari».

Il Coordinamento “Dalla Parte del Consumatore”, pur essendo soddisfatto per le vittorie dinnanzi all’ACF in materia di vendita delle azioni Banca Popolare di Bari, evidenzia che l’istituto di credito, sino ad ora, non si è adeguato alle decisioni dell’Arbitro, costringendo, quindi, i risparmiatori che hanno ottenuto una decisione favorevole ma non vincolante a promuovere comunque un processo nei suoi confronti. L’Associazione chiede al nuovo Consiglio di Amministrazione se ci sarà un cambio di rotta e se, essendo state acclarate in sede arbitrale le responsabilità dell’Istituto di Credito, la nuova dirigenza darà esecuzione alle decisioni dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie o continuerà a costringere i risparmiatori a promuovere dei processi.

Diverso, ma simile, è il caso dei due risparmiatori brindisini per i quali l’ACF ha stabilito un risarcimento di 10.300 euro e di 20.600 euro, da parte della Banca Intesa San Paolo, quale incorporante Banca Apulia. Entrambi, attraverso il Coordinamento, hanno presentato ricorso davanti all’Arbitro della Consob che ha accolto integralmente la linea difensiva, riscontrando la violazione degli obblighi di informazione da parte dell’Istituto di credito intermediario.

Infatti, l’allora Banca Apulia, oggi Intesa San Paolo S.p.A., nella vendita dei titoli Veneto Banca non aveva informato i risparmiatori della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere. I risparmiatori, quindi, solo successivamente si sono resi conto che detti titoli, lungi dall’essere sicuri erano in realtà azioni illiquide e, quindi, titoli a rischio.

In entrambi i casi, i risparmiatori hanno cercato di addivenire ad un accordo bonario con la Banca ma senza successo e, successivamente, sono stati, quindi, costretti, per cercare di ottenere il riconoscimento dei propri diritti, ad agire dinnanzi all’ACF. Purtroppo, un’azionista dopo il reclamo sporto nei confronti della Banca è deceduto e, pertanto, la procedura dinnanzi all’ACF è stata condotta dagli eredi.

Per informazioni: coordinamentoconsumatori@gmail.com; tel. 347 – 0628721.