Parma, 6 febbraio 2020 – Novità nel caso Banca Popolare di Bari: mercoledì 5 febbraio i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, tra cui anche Confconsumatori, hanno incontrato i Commissari straordinari della Popolare ottenendo risultati utili, come l’impegno ad inserire nel piano industriale misure di indennizzi per gli azionisti che non siano investitori qualificati e la chiusura definitiva delle transazioni già concluse.

I numeri dei risparmiatori coinvolti in questa vicenda sono importanti, perché il capitale sociale, fino al 2015, prima delle perdite successive, era di circa un miliardo di euro e le obbligazioni subordinate ancora in mano ai risparmiatori sono di circa euro 290 milioni di euro.

Le associazioni Confconsumatori, Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Federconsumatori, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori, avevano formulato diverse richieste in previsione dell’incontro con i Commissari, come la richiesta che, nel nuovo piano industriale previsto per il 15 aprile, vi siano anche misure per l’indennizzo a favore degli azionisti. «Su questo i commissari – spiega Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia in un’intervista su Il Sole24Ore di mercoledì 5 febbraio – si sono resi disponibili nell’individuazione di un perimetro di veri piccoli azionisti al cui interno definire un percorso conciliativo con condizioni differenziate, caso per caso. E poi, per ogni tipologia individuata, applicare una sorta di par condicio».

Durante l’incontro, le associazioni hanno chiesto una parte dell’indennizzo per i risparmiatori in contanti, in prevalenza per i piccoli azionisti, escludendo quindi i grandi investitori, mentre un’altra parte verrebbe tradotta in azioni o obbligazioni subordinate utilizzando lo strumento della trasformazione in spa e del successivo aumento di capitale. «Ai piccoli azionisti – riporta il Sole24Ore – che hanno ottenuto decisioni favorevoli, verrebbero cioè date, in concambio, azioni della spa di valore superiore a quello che matematicamente gli spetterebbe, cosi da contenere un secondo pezzo di risarcimento».

Altra richiesta ai Commissari, è stata quella di un cambio di atteggiamento della Banca Popolare di Bari nei confronti delle decisioni dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie o del Tribunale, valutando di proporre transazioni con somme di importo pari almeno agli accantonamenti, che in sede di bilancio devono essere fatte comunque in caso di contenzioso.

Infine, dall’articolo apparso su Il Sole24Ore, è stato lanciato un appello ai commissari a portare avanti la valorizzazione delle Dta, per trasformare le attività per imposte anticipate in crediti di imposta, che valgono circa 500 milioni di euro, spiegando alla Ue che non è norma anticoncorrenziale.

Leggi l’articolo:
Il Sole24ore_BPB_5-2-20

 

 

 

 

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