Parma, 4 marzo 2020 – Dopo varie decisioni cartacee, questo è il primo caso in cui gli azionisti della Banca Popolare di Bari sono stati indennizzati dalla banca. Sono, infatti, ben 146 i risparmiatori della BPB che in questi giorni hanno materialmente incassato le somme derivanti da altrettante transazioni concluse con la banca, 87 dei quali sono stati assistiti dagli Avvocati Antonio Pinto e Antonio Amendola di Confconsumatori.

La stragrande maggioranza di coloro che hanno transatto, aveva ottenuto decisioni vittoriose davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) della Consob, prima del 13 dicembre 2019, data in cui la banca è stata posta in Amministrazione Straordinaria (Link all’articolo sul sito di Confconsumatori)

Oltre alle somme ottenute a titolo di indennizzo, gli azionisti hanno anche conservato le azioni e tutti i relativi diritti patrimoniali che ne deriveranno, laddove si proceda alla trasformazione in S.p.A.

Le percentuali ottenute sono diverse per ciascuno, sia a causa della minore o maggiore gravità delle violazioni subite, nonché a seconda dei dividendi già percepiti che sono stati detratti, o di prescrizioni parziali per alcuni titoli acquistati in anni remoti.

«Per il futuro – precisa il legale Antonio Pinto, presidente regionale di Confconsumatori Puglia – occorrerà guardare anche agli esiti della verifica della effettiva situazione patrimoniale della banca, che i Commissari stanno opportunamente ricostruendo, anche con l’ausilio della BDO Italia, società di revisione da loro nominata. Solo dopo sarà possibile individuare un percorso serio, con numeri e percentuali effettive di ristoro, per quegli azionisti che hanno subito un collocamento illegittimo».

Le transazioni sono state autorizzate dai Commissari, in esecuzione di conciliazioni concordate prima del 30 dicembre 2019, e sono un primo gesto concreto dell’inversione di tendenza e della maggiore attenzione posta dalla nuova governance verso gli azionisti vittime di un collocamento illegittimo, i quali, per la prima volta, ricevono soldi dalla banca. Tali accordi derivano dal Protocollo di conciliazione che le principali Associazioni di consumatori riconosciute avevano ottenuto a giugno 2019, sull’onda delle vittorie già all’epoca ottenute in ACF.