Ragusa, 18 aprile 2019 – La Banca Agricola Popolare di Ragusa, adeguandosi alle normative prudenziali comunitarie, ha smesso di ricomprare le proprie azioni, vendute anche alla clientela retail. Ma chi ne paga le conseguenze? Le prime vittime sono proprio i piccoli risparmiatori, quasi sempre ignari della natura dei prodotti acquistati. Avevano, infatti, affidato i loro risparmi alla banca certi di averli messi al sicuro. Invece hanno scoperto che i loro titoli erano bloccati e si stanno svalutando, ma soprattutto hanno capito di aver acquistato azioni della banca, un prodotto rischioso e inadeguato per la gran parte dei sottoscrittori. Ora Confconsumatori Sicilia è sul piede di guerra ed è pronta a depositare i primi ricorsi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie per contestare le modalità di vendita dei titoli: l’obiettivo è il recupero del 100% del capitale investito.

LA BATTAGLIA DI CONFCONSUMATORI – Già dallo scorso anno Confconsumatori ha iniziato a ricevere risparmiatori che non sapevano come recuperare le somme messe da parte e affidate alla banca, che ha sempre svolto la funzione di “cassa” per i cittadini. Da quando la Bapr ha rifiutato di riacquistare le proprie azioni, facendo riferimento a una normativa prudenziale contenuta nei regolamenti comunitari, sono iniziati i problemi. I titoli erano invendibili e hanno iniziato a svalutarsi. Una crisi che ha alzato il velo sul comportamento scorretto della banca in fase di collocamento. «Abbiamo inviato molti reclami – dichiarano gli avvocati Samantha Nicosia ed Ezio Aprile responsabili Confconsumatori Ragusa e Modica – e continuiamo a mandarne perché le persone continuano a rivolgersi ai nostri sportelli e da parte della banca registriamo un assordante silenzio, che per noi è già una risposta». «Dalla prossima settimana – aggiunge l’avvocato Carmelo Calì Presidente Confconsumatori Sicilia – inizieremo a presentare i ricorsi all’Arbitro per le controversie finanziarie presso Consob ma promuoveremo anche altre iniziative che annunceremo nei prossimi giorni».

I CASI LIMITE – Suscitano scalpore e sconcerto, in particolare due casi che denotano le modalità con le quali si vendevano “indiscriminatamente” ai risparmiatori le azioni della banca. Un primo caso riguarda un contadino in pensione: nel 2015, quando aveva 82 anni, la Bapr gli ha venduto circa 130.000 euro di azioni, svuotando completamente il conto corrente per investire i risparmi di tutta una vita esclusivamente in azioni della banca. Il secondo caso riguarda sempre una persona anziana a cui nel 2013 e nel 2015 quando aveva 74 e 76 anni sono state vendute azioni per 96.000 euro complessivi, anche in questo caso con eccesso di concentrazione. «Al di là dei casi limite – chiariscono i responsabili di Confconsumatori – riteniamo che nella stragrande maggioranza dei casi i titoli sono stati venduti senza aver assolto agli obblighi informativi e comportamentali previsti dal Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria e dai regolamenti Consob. I risparmiatori, come emerge sempre più analizzando i vari casi non sono stati informati che si trattava di azioni illiquide e come tali rischiose e non coerenti con il profilo di rischio di ciascun acquirente». La strategia della Confconsumatori dunque non cambia anzi, proseguirà con ancora maggiore determinazione per ottenere dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa il rimborso totale del capitale investito dai risparmiatori oltre a un eventuale risarcimento dei danni.

Gli sportelli Confconsumatori di Ragusa Modica e Catania continuano ad essere a disposizione dei risparmiatori.