Massa, 28/12/2021 – Ancora una vittoria sul fronte dei buoni postali fruttiferi: Confconsumatori Massa-Carrara ha da poco ottenuto una vittoria per madre e figlia che aveva acquistato nel 2007 due buoni dal valore complessivo di 5 mila euro, senza ricevere il foglio informativo e, soprattutto, in assenza di chiara indicazione della scadenza sui buoni. Il Giudice di Pace ha riconosciuto il diritto al rimborso della consumatrice che, in considerazione dell’inadempienza informativa, non poteva ritenersi prescritto.

I FATTI – Madre e figlia avevano acquistato nel 2007 due buoni postali da 2500 euro ciascuno presso uno sportello di Poste Italiane di Carrara. Al momento dell’acquisto non avevano ricevuto le indicazioni obbligatorie, tra cui: la tipologia dei buoni, le loro caratteristiche e, soprattutto, la data di scadenza. Anni dopo, nel 2019, le consumatrici avevano presentato richiesta di riscossione dei buoni, ma l’ufficio postale le aveva informate a voce che non sarebbe stato liquidato loro nessun importo. Le risparmiatrici si erano, così, rivolte alla Confconsumatori di Massa-Carrara per sporgere reclamo nei confronti di Poste. Dopo una prima lettera di contestazione rimasta senza risposta, le donne, assistite dall’avvocato Francesca Galloni responsabile di Confconsumatori Massa-Carrara, hanno deciso di agire in giudizio davanti al Giudice di Pace di Carrara.

LA SENTENZA – Il Giudice di Pace di Carrara, dott. Locane, ha accolto tutte le contestazioni svolte dall’avvocato Galloni nel corso del giudizio, rigettando le eccezioni di prescrizione di Poste, riconoscendo che i due buoni non riportavano nessun elemento dal quale poter evincere la data di scadenza dalla quale poter azionare la relativa domanda di riscossione. Si legge nella sentenza: “Solo in seguito al rigetto dell’istanza di rimborso le attrici ( madre e figlia) sono state messe in grado di esercitare il loro diritto al rimborso e, rispetto a tale termine, decorre, ex art. 2935 c.c. , il termine decennale di prescrizione”. Il Giudice (rifacendosi anche alla sentenza del Tribunale di Termini Imerese del 20.5.2020 e alla determina del Arbitrato Bancario e Finanziario di Roma n. 11045/2020) ha pertanto accolto la domanda delle risparmiatrici con la sentenza n.199/2021, riconoscendo come Poste avesse totalmente disatteso i doveri e le regole di adempimento previsti a seguito del Decreto Ministeriale del 19/12/2000 per i buoni successivi da tale data. “Non vi e’ alcuna prova in giudizio che l’intermediario , in sede di sottoscrizione, abbia adempiuto ai doveri di trasparenza e di informazione imposti dalla normativa di riferimento e soprattutto di render noto la data di scadenza del titolo, provvedendo a consegnare alle attrici il cd. FIA (FOGLIO INFORMATIVO ANALITICO)”. Prosegue la sentenza “Questa ultima considerazione deve ritenersi che nelle ipotesi in cui i buoni siano privi di indicazione della scadenza- come nella fattispecie concreta- il termine di prescrizione non può ritenersi maturato e pertanto i relativi possessori hanno diritto al rimborso”.

“Si tratta – commenta l’avvocato Galloni di Confconsumatori Massa-Carrara – di una sentenza molto importante e significativa, non solo per la vittoria conseguita, ma anche come precedente per tutti quei risparmiatori che si trovano in possesso di buoni postali fruttiferi che Poste si rifiuta di liquidare o totalmente o anche in parte, o perché li ritiene prescritti o per altre motivazioni spesso infondate. Per questo motivo invitiamo tutti coloro che siano in possesso di buoni postali fruttiferi di rivolgersi al nostro sportello e a tutti gli sportelli di Confconsumatori presenti sul territorio nazionale, al fine di effettuare le contestazioni del caso e portare avanti la battaglia che la Confconsumatori ha da qualche mese intrapreso, denominata appunto “Buono tradito”.

Scarica la sentenza del Giudice di Pace di Carrara.