Grosseto, 21 ottobre 2023 – Dopo la chiamata di un call center si era ritrovato utente di un’altra società fornitrice di energia, che dopo qualche mese gli aveva inviato una bolletta da 460 euro, ma la stessa società – in procedura di conciliazione – ha riconosciuto che il contratto non era stato concluso telefonicamente e ha rinunciato al pagamento.

IL CASO

Un cittadino grossetano aveva ricevuto una delle tante telefonate “moleste” da parte di un call center che non aveva precisato l’esatta denominazione del fornitore di energia per il quale stava chiamando. Il consumatore pertanto, in totale buona fede, aveva ritenuto di avere a che fare col proprio gestore e aveva risposto ad alcune domande. Dopo qualche mese si era ritrovato collegato a una nuova società, con una fattura bimestrale di circa 460 euro. Si è così rivolto allo sportello Confconsumatori di Grosseto e dopo il reclamo, senza risposta, con l’assistenza dell’associazione ha attivato la procedura di conciliazione dinanzi ad Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, assistito dall’avvocato Guido Verdiani. Davanti all’autorità, riascoltando la registrazione della telefonata, la stessa società fornitrice di energia ha constatato che nessun contratto era mai stato concluso telefonicamente, rinunciando dunque al pagamento della somma richiesta.

LE BUONE PRATICHE

«Questa – fanno sapere da Confconsumatori – è l’occasione per segnalare a tutti i cittadini che non devono mai comunicare i propri dati personali ai call center che propongono contratti di fornitura di luce e gas e soprattutto i codici Pod e Pdr delle loro utenze. Spesso chi telefona non rappresenta neppure la corretta indicazione della società per cui opera, fornendo talvolta indicazioni su fantomatici enti di consumo energetico o altri nomi di fantasia».

LA TUTELA

Confconsumatori offre tutela e assistenza ai cittadini utenti: tutti i contatti degli sportelli sul territorio sono nella sezione “Dove siamo” di questo sito.