Parma, 14 marzo 2022 – Stiamo attraversando una “tempesta perfetta”. Oltre ai rincari nei prezzi di luce e gas e all’aumento del costo dei beni alimentari, in questi ultimi giorni è il caro carburante a preoccupare i consumatori. Benzina e diesel si trovano ormai intorno a 2,3 euro al litro per il servito, mentre al self-service hanno raggiunto quota 2,2 euro al litro. Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani si è espresso molto duramente a riguardo: ha parlato di “truffa colossale spese delle imprese e dei cittadini” e di “spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi”. Se è davvero così, chi deve intervenire? Cosa può fare il governo? Carmelo Calì, responsabile Trasporti e Turismo di Confconsumatori, intervistato dal Sicilian Post, ha cercato di dare risposta alle incertezze dei cittadini.

LA POSIZIONE DI CONFCONSUMATORI –Ritengo che la dichiarazione del ministro sia estremamente grave, per certi versi addirittura devastante. La truffa è un reato, e a questo punto dovrebbe aprirsi una indagine, ma al di là di questo aspetto, Cingolani ha ragione sul fatto che l’aumento dei prezzi sia slegato dai più recenti fatti di cronaca, e in questo senso bisogna fare chiarezza”, ha dichiarato Carmelo Calì. Se è vero che la guerra in Ucraina sta avendo effetti fortemente negativi sui prezzi, è difficile immaginare che, dopo poche settimane dalla sua esplosione, possa giustificare i rincari attuali.

In questa fase, l’aiuto che le associazioni dei consumatori possono fornire consiste nel fare pressione affinché le autorità ascoltino le esigenze dei cittadini e trovino intanto soluzioni emergenziali, con l’obiettivo di arginare i costi che ricadono sulle famiglie. “La strada, d’altro canto, sembrerebbe percorribile. E la dimostrazione l’abbiamo avuta nella conferenza stampa del presidente del Consiglio Draghi, il quale, spiegando che uno dei quattro pilastri fondanti di una risposta alla crisi energetica sia dato dall’introduzione di un tetto di prezzi al gas, ha sottolineato come al dibattito su questa ipotesi a livello comunitario, sia seguita una riduzione significativa del prezzo dello stesso 200 a 116 euro per MWh. Ciò dimostra che se le autorità si pongono in una condizione di ascolto nei confronti delle istanze e delle richieste dei cittadini, hanno gli strumenti per mettere in atto azioni a loro tutela”. Conclude Calì: “Il nostro compito, come associazione di consumatori, è dunque quello di invocare con forza questi interventi e ricordare a chi ci governa che – probabilmente – lo stesso approccio adottato per il gas sarebbe applicabile anche in altri ambiti”.

Molte famiglie si trovano già in grave difficoltà ed è possibile che questo determinerà presto una contrazione della domanda, con conseguenti chiusure di attività e perdite di posti di lavoro. È il momento di richiamare, oltre alla necessità di interventi da parte del governo, anche l’importanza della responsabilità sociale d’impresa per contrastare l’aumento della povertà che, purtroppo, è destinato a colpire il nostro Paese.