Parma, 7 dicembre 2015 – Dal 9 dicembre sarà legge anche in Italia la norma europea che impone il tetto unico alle commissioni. Si applicherà ai circuiti Visa, Mastercard e PagoBancomat mentre saranno escluse American Express e Diners. La novità si inserisce in un contesto animato dal dibattito sull’opportunità di rendere utilizzabile la moneta elettronica anche per piccoli pagamenti. Per l’Italian E-Payment Coalition è sbagliato non applicare le nuove norme a tutti i circuiti: saranno penalizzati sia i consumatori sia i commercianti.

La norma prevede che dal 9 dicembre si applicherà anche in Italia il tetto unico alle commissioni interbancarie: 0,3% del valore dell’operazione per le transazioni con carta di credito, 0,2% per i pagamenti con bancomat. Il provvedimento riguarda però solo le carte di emanazione bancaria come Visa, Mastercard e PagoBancomat, mentresaranno escluse American Express e Diners, che continueranno ad applicare le proprie commissioni, solitamente più alte. Il rilievo che da tempo viene mosso da IEPC– iniziativa di Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Mdc per informare sul corretto uso della moneta elettronica – è che ci saranno due conseguenze su tutte: i possessori di carte soggette alla norma vedranno probabilmente lievitare le spese dei canoni annui a causa del più che probabile aumento dei costi disposto dalle banche per fronteggiare i mancati ricavi delle commissioni, mentre i titolari di carte Diners e American Express rischiano di vedersi applicare, dai commercianti, un sovrapprezzo sui propri acquisti.

Spiega il presidente di IEPC Antonio Longo: “IEPC si è sempre battuta per avere regole uguali per tutti al fine di non danneggiare i consumatori: se da una parte ci auguriamo che il Regolamento Europeo possa incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, dall’altra parte non capiamo la scelta del Governo di non estenderlo a tutti i circuiti. In questo modo, oltre a creare una distorsione alla libera concorrenza, si rischia di penalizzare alcuni possessori di carta”. Le conseguenze rischiano di essere “molte e sconvenienti sia per i consumatori che per i commerciati – spiega Longo – Il Governo ha scelto di fare un regalo ad Amex e Diners, ma non ai cittadini che possiedono le loro carte: visto che i costi di accettazione sono più alti rispetto alle altre carte, i commercianti, penalizzati dalla norma, potrebbero scegliere di applicare un sovrapprezzo al momento della transazione o non accettare questi due circuiti. Oltre il 90% dei consumatori possiede carte PagoBancomat, Visa e Mastercard: per loro – aggiunge Longo – il rischio di pagare canoni annui più costosi è alto, come dimostrato dalle infelici esperienze in Spagna, Stati Uniti e Australia, i cui Governi hanno applicato norme simili a quella che sta per entrare in vigore nel nostro Paese”.

In questi giorni si sta poi discutendo della possibilità di effettuare anche piccoli pagamenti con carta, cancellando il tetto dei 30 euro al di sotto del quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti elettronici. “IEPC è favorevole a tutte le misure che possano far aumentare le transazioni elettroniche senza incidere negativamente sui consumatori, in termini di maggiori costi o rischi – conclude il presidente Longo –. In generale quando si riduce il costo delle commissioni per i commercianti, alla fine a farne le spese sono i consumatori e non le banche come qualcuno vorrebbe farci credere anche in questi giorni. Pagare il caffè con la carta è uno slogan accattivante, ma noi preferiamo politiche di incentivo fiscale ai consumatori:detrazioni legate all’uso di strumenti tracciabili. Questa strategia in Corea del Sud ha portato ad un aumento deciso della moneta elettronica, perché si incide anche sull’aspetto culturale, che rappresenta la leva più efficace per l’innovazione del Paese”.