Parma, 29 novembre 2019 – Continuano le incertezze sulle sorti dei cordoni ombelicali affidati da circa 15 mila famiglie italiane alla Società Cryo-Save con sede in Svizzera. Confconsumatori ha inviato una lettera al Ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio, al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, invitandoli a promuovere ogni iniziativa utile per ottenere dalle Autorità svizzere risposte concrete sulla sorte della Società e sulla conservazione dei cordoni ombelicali.

Nel corso degli ultimi anni, sono tante le famiglie italiane che si sono affidate alla Società svizzera per depositare i campioni biologici. Come noto, la conservazione autologa in Italia non è ancora autorizzata dal Ministero della Salute. A settembre Confconsumatori aveva avviato indagini in sede civile e panale al fine di tutelare i diritti delle famiglie coinvolte, in ogni sede civile e penale, mettendo a disposizione i propri sportelli sul territorio: l’elenco completo è qui, per le zone in cui non è presente una sede è possibile scrivere a e la mail segreteria@confconsumatori.it.

Confconsumatori è stata nuovamente sollecitata a porre in essere ogni iniziativa possibile per accertare dove Cryo-Save abbia trasferito i materiali biologici. La preoccupazione delle famiglie interessate è alimentata anche dalla notizia del fallimento della Società sia in Italia che in Svizzera. Inoltre, risulta che le stesse famiglie abbiano sottoscritto contratti (regolati dal Diritto e dalla giurisdizione svizzera) per la conservazione del materiale organico, che comporterebbero il versamento di somme per la custodia/gestione dei materiali.

Con l’invio di questa lettera, firmata dalla Presidente di Confconsumatori Nazionale Mara Colla, l’associazione chiede al Governo e al Parlamento di attivarsi con ogni mezzo a disposizione, compresi i canali diplomatici, per ottenere dalle Autorità svizzere notizie certe sia sulla sorte della Società Cryo-Save dopo la notizia del suo fallimento, sia sulla conservazione dei campioni biologici delle 15 mila famiglie italiane.

«La lettera inviata ai Ministri – afferma Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori – chiede anche che Governo e Parlamento si impegnino a colmare la lacuna: i fatti accaduti evidenziano la domanda di un servizio che la nostra Sanità pubblica ancora non dà, le famiglie sono indirizzate all’estero e tuttavia il servizio risulta essere stato pubblicizzato anche mediante volantini affissi sulle bacheche ospedaliere», conclude la Presidente.