Catania, 29 giugno 2015 – I fatti accaduti attorno al Catania calcio, oltre che gravi e penalmente rilevanti, hanno arrecato danni ai tifosi per diverse ragioni. In primo luogo per la violazione, nel campo dello sport, di quel valore fondamentale che è la "correttezza" nello svolgimento delle competizioni agonistiche oltre che della norma del Codice del consumo che fa riferimento alla "correttezza, trasparenza ed all’equità nei rapporti contrattuali". Inoltre i singoli tifosi hanno subito un danno tanto patrimoniale quanto morale. Il primo risiede nella violazione del contratto siglato al momento dell'acquisto dell'abbonamento allo stadio per la stagione calcistica o del biglietto della singola partita. Il secondo trova giustificazione nel diritto che ciascun tifoso ha di godere di una leale e reale manifestazione sportiva che, invece, è stata alterata nella sua essenza dai comportamenti illeciti che hanno costretto i tifosi ad assistere una partita falsata. Acquistare un biglietto per una partita di calcio o, ancor più, l’abbonamento allo stadio, è la prova evidente dell’importanza che si dà nel voler seguire la propria squadra.

«Ci costituiremo parte civile nel procedimento penale anche in considerazione del precedente del Tribunale di Bari in virtù del quale, grazie all'iniziativa di Confconsumatori, è stata ottenuta la condanna degli imputati a pagare 400 euro ad ogni tifoso che si era costituito nel processo» ha dichiarato l'avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia (info: 348-5152184).

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