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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Accesso alla giustizia e conciliazioni

ADR e conciliazione
Nel 2015 l’Italia ha recepito la Direttiva 2013/11/UE e le conciliazioni paritetiche sono entrate a far parte di diritto nelle ADR, le procedure di risoluzione alternativa delle controversie.
Per avere maggiori informazioni sulle procedure, visionare i regolamenti e scaricare i moduli per la domanda di conciliazione, qui  tutti i SITI DI RIFERIMENTO delle Aziende con cui Confconsumatori ha sottoscritto accordi per la conciliazione paritetica



AGCM sanziona Revolut: accolti i rilievi di Confconsumatori L’Autorità multa la piattaforma fintech per 11,5 milioni di euro: confermate le contestazioni dell’esposto Confconsumatori del 2024 sulle informazioni ingannevoli nei servizi di investimento.

7 aprile 2025 – AGCM: 11,5 milioni di euro di sanzioni a Revolut

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso il procedimento PS12974, pubblicato il 2 aprile 2026, accertando la scorrettezza di tre pratiche commerciali adottate da Revolut. Le sanzioni complessive ammontano a 11,5 milioni di euro.

Accolti i rilievi sollevati da Confconsumatori

Di particolare rilievo per l’associazione è la sanzione da 5 milioni di euro relativa alla presentazione ingannevole delle caratteristiche e dei costi dei servizi di investimento. Si tratta degli stessi profili segnalati da Confconsumatori nell’esposto del 19 luglio 2024, redatto dall’Avv. Antonio Pinto, Responsabile del settore prodotti finanziari.

Azioni frazionate: informazione non chiara e rischi non evidenziati

Nell’esposto, Confconsumatori aveva denunciato che la comunicazione commerciale di Revolut poteva indurre i consumatori a ritenere di acquistare “azioni”, mentre in realtà venivano proposte azioni frazionate, strumenti con diritti e rischi significativamente diversi. Tra gli elementi critici segnalati figuravano la mancanza del diritto di voto, limiti alla trasferibilità e un maggiore rischio di controparte.

L’AGCM ha confermato che Revolut non ha fornito un’informativa chiara e immediatamente comprensibile su tali aspetti, né sui costi reali del servizio, nonostante claim come “0% di commissioni”.

Trasparenza e correttezza: principi irrinunciabili

Il provvedimento ribadisce che, quando si offrono servizi finanziari al pubblico retail, l’informazione deve essere completa, trasparente e comprensibile sin dal primo contatto promozionale. Non è conforme alla disciplina consumeristica pubblicizzare genericamente l’acquisto di “azioni” e solo successivamente rivelare che il prodotto presenta natura, rischi e diritti differenti.

Le dichiarazioni

«Il provvedimento dell’AGCM conferma la fondatezza del lavoro svolto da Confconsumatori a tutela dei risparmiatori», afferma l’Avv. Antonio Pinto. «Avevamo segnalato che la comunicazione di Revolut poteva risultare decettiva su elementi essenziali della decisione di investimento. L’Autorità ha oggi accertato la scorrettezza di quei profili».

«Questa decisione rappresenta un risultato importante non soltanto per l’associazione, ma per tutti i consumatori che operano attraverso piattaforme digitali», aggiunge Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori. «Il mercato fintech non può diventare uno spazio in cui le informazioni essenziali vengono semplificate o omesse a danno degli utenti».

L’impegno di Confconsumatori

L’associazione continuerà a monitorare il settore dei servizi bancari e finanziari digitali affinché l’innovazione tecnologica si sviluppi nel rispetto delle regole di trasparenza, correttezza e piena consapevolezza delle scelte economiche dei consumatori.

Per assistenza rivolgiti ai nostri sportelli:
Spiegaci il tuo problema – CONFCONSUMATORI
DOVE SIAMO – CONFCONSUMATORI
  • Aprile, 7
  • 3268
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Risparmio e Investimenti
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Liquidazione Soly Italy Operation: Confconsumatori al fianco dei consumatori coinvolti Domande di insinuazione entro l'11 aprile: l’associazione offre supporto per tutelare i creditori

Parma, 31 marzo 2026 – Confconsumatori ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini coinvolti nella procedura di liquidazione giudiziale della Soly Italy Operations S.r.l., società attiva nell’installazione e manutenzione di impianti fotovoltaici. La procedura è stata aperta dal Tribunale di Milano il 31 dicembre 2025 e coinvolge centinaia di consumatori che avevano avviato rapporti contrattuali con l’azienda.

La procedura di liquidazione

Secondo le comunicazioni ufficiali, l’udienza per l’esame dello stato passivo è fissata per il 12 maggio 2026. Per partecipare alla procedura, i creditori devono presentare domanda di insinuazione al passivo entro il termine previsto dalla legge: 11 aprile 2026 (30 giorni prima dell’udienza). Le domande presentate oltre tale data saranno considerate tardive dal Tribunale.

Chi è coinvolto

Sono interessati tutti i consumatori che:

  • hanno stipulato contratti per impianti fotovoltaici con Soly Italy Operation;
  • hanno versato acconti o pagamenti non seguiti dall’installazione;
  • attendono interventi di manutenzione o riparazione;
  • vantano crediti non soddisfatti.

Il supporto di Confconsumatori

Confconsumatori mette a disposizione dei cittadini:

  • verifica della posizione creditoria;
  • assistenza nella predisposizione della domanda di insinuazione;
  • informazioni aggiornate sulla procedura;
  • supporto tramite gli sportelli territoriali dell’associazione.

L’obiettivo è garantire ai consumatori la possibilità di far valere i propri diritti in modo corretto e nei tempi previsti.

Cosa fare adesso

1. Recupera la documentazione

Contratto, preventivi, fatture, ricevute di pagamento, scambi di email o messaggi con l’azienda.

2. Verifica la tua posizione creditoria

Rivolgiti a Confconsumatori per capire se e come puoi insinuarti al passivo.

3. Presenta la domanda entro l’11 aprile 2026

Il rispetto della scadenza è fondamentale per evitare che la domanda venga considerata tardiva.

4. Contatta gli sportelli territoriali

Gli operatori Confconsumatori possono assisterti nella compilazione e nell’invio della domanda.

Confconsumatori continuerà a monitorare la procedura di liquidazione della Soly Italy Operation e a fornire aggiornamenti ai cittadini coinvolti.

Per informazioni e assistenza, è possibile rivolgersi agli sportelli territoriali o allo sportello online dell’associazione.

  • Marzo, 31
  • 3327
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Chiusura Contratti
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Spoofing bancario: il Giudice di Pace condanna la banca al rimborso per una truffa via SMS Importante sentenza ottenuta da Confconsumatori: la sicurezza dei servizi bancari è responsabilità anche dell’istituto di credito

Catania, 9 marzo 2026 – Una significativa sentenza del Giudice di Pace di Randazzo (Catania) (n. 1/2026, pubblicata il 27 febbraio 2026) rafforza la tutela dei consumatori vittime di frodi informatiche. Il giudice ha infatti condannato un istituto di credito al rimborso di 1.490,50 euro sottratti a una cliente tramite una sofisticata truffa realizzata con la tecnica dello SMS spoofing.

La decisione è stata ottenuta grazie all’assistenza dell’avv. Maurizio Mariani di Confconsumatori Sicilia.

La truffa tramite SMS apparentemente inviato dalla banca

Nel dicembre 2023 la cliente aveva ricevuto sul proprio cellulare un messaggio che sembrava provenire direttamente dalla banca. L’SMS segnalava un presunto accesso anomalo al conto corrente e invitava a inserire alcuni codici di verifica per bloccare operazioni sospette.

Il messaggio risultava particolarmente credibile perché:

  • proveniva dallo stesso numero utilizzato realmente dalla banca
  • appariva nella stessa conversazione dei precedenti messaggi ufficiali
  • riportava il logo perfettamente identico a quello dell’istituto.

Convinta di comunicare con la propria banca, la cliente ha seguito le istruzioni ricevute. Solo pochi minuti dopo ha scoperto un addebito non autorizzato di 1.490,50 euro.

La banca rifiuta il rimborso

Dopo aver presentato denuncia ai Carabinieri, la cliente ha richiesto il rimborso alla banca, che ha però negato ogni responsabilità, attribuendo l’accaduto a una presunta imprudenza della cliente.

Con l’assistenza di Confconsumatori, la vicenda è quindi approdata davanti al Giudice di Pace di Randazzo.

La decisione del giudice

Il giudice ha accolto le ragioni della consumatrice e condannato la banca al rimborso integrale della somma sottratta, oltre interessi e spese legali. Secondo la sentenza, l’istituto di credito non ha dimostrato di aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie per prevenire operazioni fraudolente.

Tra le carenze rilevate:

  • assenza di sistemi di autorizzazione preventiva delle operazioni
  • mancata autenticazione rafforzata
  • mancanza di sistemi di allerta per operazioni sospette.

Frodi informatiche: la banca deve prevenire il rischio

La decisione conferma un orientamento sempre più diffuso: la sottrazione fraudolenta delle credenziali tramite tecniche come phishing e spoofing rientra nel rischio professionale prevedibile delle banche. Per questo motivo gli istituti di credito devono adottare tutte le tecnologie disponibili per prevenire le frodi.

Confconsumatori: “Tutele sempre più forti”

«Si vanno consolidando le tutele per i consumatori vittime di frodi informatiche sempre più sofisticate», dichiarano l’avv. Maurizio Mariani e il Presidente nazionale di Confconsumatori, avv. Carmelo Calì. «La sentenza chiarisce che gli istituti di credito devono adottare misure concrete ed efficaci per proteggere i propri clienti dalle truffe digitali».

Per aiutare i cittadini a riconoscere le truffe online, prevenirle e affrontarle con gli strumenti giusti, Confconsumatori ha avviato “Smacco alla Truffa”, il progetto nazionale dedicato alla prevenzione e al contrasto delle frodi online, finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025.

Al centro dell’iniziativa ci sono lo Sportello online nazionale e quelli territoriali, pensati come punti di riferimento semplici e accessibili per tutti i consumatori. Qui è possibile ricevere informazioni, orientamento e una prima assistenza gratuita sulle principali truffe digitali, tra cui phishing, smishing, vishing, furto di identità digitale, sottrazione di account, acquisti online fraudolenti e truffe legate ai pagamenti digitali.

Per contattare lo sportello online: Spiegaci il tuo problema – CONFCONSUMATORI

Per gli sportelli territoriali: Sportelli territoriali dedicati – CONFCONSUMATORI

Leggi l’intera sentenza QUI

  • Marzo, 9
  • 4532
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Privacy e Protezione dei dati personali, Smacco alla Truffa
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Assegno circolare falso: l’Arbitro Bancario condanna la banca per carenze nei controlli Grazie all’intervento di Confconsumatori, recuperati 10.500 euro per una cittadina romana truffata nella vendita online di un orologio di pregio

Il caso: truffa online e assegno circolare contraffatto

Una grave vicenda di truffa legata alla compravendita online di un orologio di valore si è conclusa con una decisione favorevole per la consumatrice, assistita da Confconsumatori. L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), Collegio di Roma, ha infatti riconosciuto la responsabilità dell’istituto bancario per gravi carenze nei controlli sull’autenticità di un assegno circolare poi risultato falso, disponendo il rimborso integrale di 10.500 euro. I fatti risalgono al 22 dicembre 2024, quando la cliente, dopo aver messo in vendita un orologio di pregio su un portale internet, riceveva un’offerta di acquisto pari a 10.500 euro. Il presunto acquirente consegnava un assegno circolare dello stesso importo, che veniva mostrato al Direttore della filiale bancaria di riferimento per una verifica preliminare.

Le rassicurazioni della banca e l’incasso del titolo

Il Direttore della filiale confortava la cliente, dichiarando di aver contattato telefonicamente la banca emittente e confermando la regolarità dell’assegno. Fidandosi di tali rassicurazioni, il 23 dicembre 2024 la cliente si recava in filiale insieme all’acquirente, procedeva all’incasso del titolo e consegnava l’orologio. Solo pochi giorni dopo, il 26 dicembre 2024, la cliente si accorgeva dello storno dell’importo dal conto corrente, con causale “immagine non coerente con i dati CIT”. In un primo momento, l’assegno veniva dichiarato impagato per un presunto errore di digitazione del numero; successivamente, il 30 dicembre 2024, emergeva la verità: l’assegno circolare era falso e contraffatto.

Il ricorso all’ABF e la decisione favorevole

La consumatrice, assistita dall’avvocato Barbara D’Agostino di Confconsumatori, dopo il diniego di rimborso da parte dell’istituto bancario, proponeva ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Il Collegio dell’ABF, esaminando la documentazione e la copia dell’assegno, ha rilevato numerose e macroscopiche anomalie rispetto al modello previsto dalla Circolare ABI, evidenziando come i controlli effettuati dalla banca fossero del tutto inadeguati. Dalla stessa difesa dell’istituto è emerso che le verifiche si erano limitate a controlli marginali e a un riscontro esclusivamente telefonico, senza alcuna verifica scritta o preventiva più approfondita.

Responsabilità della banca e violazione della diligenza professionale

Secondo l’ABF, la condotta dell’istituto bancario è stata gravemente negligente. La banca avrebbe potuto – e dovuto – effettuare controlli più accurati e tempestivi, anche semplicemente ritardando l’incasso del titolo per consentire verifiche tecnicamente adeguate, riducendo così il rischio di frode. Il Collegio ha quindi concluso che l’istituto non può andare esente da responsabilità per aver omesso le cautele necessarie nella verifica dell’autenticità dell’assegno circolare, causando un danno economico diretto alla cliente.

Il commento di Confconsumatori

«Il Collegio – commentano l’avvocato Barbara D’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio, e l’avvocato Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori – ha accertato che la banca è responsabile sia per gli specifici oneri di verifica dell’autenticità dell’assegno circolare, sia per il doveroso riscontro con la banca emittente, che deve essere effettuato secondo i criteri della diligenza professionale ex art. 1176, comma 2, c.c. Si tratta di una vittoria importante per Confconsumatori – proseguono – poiché l’ABF ha riconosciuto il rimborso dell’intero importo dell’assegno circolare falsificato, riaffermando il principio di tutela del consumatore nei confronti di condotte bancarie superficiali».

Per assistenza puoi rivolgerti ai nostri sportelli:

I nostri sportelli territoriali DOVE SIAMO – CONFCONSUMATORI

Online per assistenza dedicata alle truffe digitali: Sportello online sulle truffe – CONFCONSUMATORI

Se vuoi consultare l’intera sentenza leggi QUI

Finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025

  • Gennaio, 22
  • 3786
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Smacco alla Truffa
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Alloggio popolare inutilizzabile: Confconsumatori ottiene 11 mesi di rimborso Un cittadino di Parma paga affitto e spese senza poter entrare in casa: grazie a Confconsumatori arrivano i rimborsi.

Un alloggio assegnato ma di fatto inutilizzabile per quasi un anno: è quanto accaduto a un cittadino di Parma che si è rivolto allo sportello di Confconsumatori Parma per tutelare i propri diritti. L’assegnazione dell’appartamento di edilizia residenziale pubblica risaliva a gennaio 2024, ma l’utente ha potuto entrarne in possesso solo a dicembre 2024, a causa della mancanza del contatore del gas, requisito indispensabile per rendere l’alloggio abitabile.

Canoni pagati, casa mai utilizzata: l’intervento di Confcosumatori e del Difensore Civico Emilia Romagna

Nonostante l’impossibilità di utilizzare l’immobile, il cittadino ha continuato a pagare regolarmente canoni di locazione e spese condominiali per ben 11 mesi. Le numerose segnalazioni inviate all’Ente gestore, anche tramite Confconsumatori, non hanno mai ricevuto risposte né soluzioni concrete. Una volta ottenuto finalmente l’accesso all’alloggio, l’utente ha chiesto il rimborso delle somme versate per un servizio mai goduto.
Di fronte al silenzio dell’Ente, Confconsumatori Parma, nell’aprile 2025, ha deciso di rivolgersi al Difensore Civico dell’Emilia-Romagna, avviando una verifica approfondita del caso.

Rimborsi riconosciuti

Grazie a questo intervento, l’Ente gestore ha ufficialmente riconosciuto:

  • il rimborso dei canoni di locazione pagati per 11 mesi, tramite compensazione sui canoni futuri;
  • il rimborso delle spese condominiali sostenute nel periodo di inutilizzabilità dell’alloggio.

Confconsumatori: i diritti si possono far valere

«Questo risultato dimostra che attivare gli strumenti di tutela previsti dalla legge è fondamentale – dichiara Clara Arcari, responsabile di Confconsumatori Parma –. Solo grazie all’intervento del Difensore Civico regionale siamo riusciti a ottenere per il nostro associato i rimborsi dovuti. È un esempio concreto di come la collaborazione tra enti possa funzionare a beneficio dei cittadini».

Confconsumatori è al fianco dei cittadini per difendere i loro diritti e trasformare i disservizi in soluzioni concrete.

  • Dicembre, 29
  • 2390
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Perdita occulta bolletta acqua: un caso risolto con successo da Confconsumatori Grazie alla conciliazione e alla corretta documentazione, una consumatrice assistita da Confconsumatori Parma paga oltre l’80% in meno

Ricevere una bolletta dell’acqua da migliaia di euro a causa di una perdita occulta è una situazione sempre più frequente e spesso mette in grande difficoltà i consumatori. Confconsumatori Parma ha seguito un caso emblematico conclusosi con una riduzione drastica dell’importo richiesto. Nel caso specifico, una consumatrice ha ricevuto una fattura superiore ai 12.000 euro, generata da consumi anomali dovuti a una perdita non visibile in una tubatura esterna all’abitazione.

Il caso: una perdita improvvisa e un intervento immediato

La vicenda prende avvio nel luglio 2024, quando una cittadina parmense si accorge della presenza di una perdita in una tubatura esterna all’abitazione. Agisce subito adottando tutte le misure necessarie per limitare i danni e ripristinare l’impianto, quindi:

  • chiude immediatamente il contatore dell’acqua;
  • contatta un geometra di fiducia;
  • fa intervenire una ditta specializzata che, nella stessa giornata, individua il punto della perdita e crea una nuova tubazione realizzando un bypass dell’impianto che isola quello danneggiato.

L’intervento consente di risolvere il problema e permette alla consumatrice di riprendere il normale utilizzo dell’acqua. La ditta rilascia un documento pro-forma di quanto effettuato, ma non emette immediatamente fattura definitiva.

Nel frattempo, come previsto dal protocollo del gestore del servizio idrico, la consumatrice invia la segnalazione ufficiale al gestore, allegando la documentazione disponibile. Successivamente arriva la fattura con consumi anomali, generati dal misuratore durante il periodo della perdita, con un importo complessivo superiore ai 12.000 euro. Dopo il periodo estivo, la ditta viene nuovamente contattata per completare i lavori di ripristino del giardino e rifacimento della pavimentazione rimossa per consentire la riparazione della tubatura.

Solo nel mese di dicembre 2024 viene emessa la fattura definitiva dei lavori. A quel punto, l’associata trasmette al gestore anche il secondo modulo, con allegate: la fattura finale, la documentazione fotografica e la dichiarazione di fine lavori. Nonostante ciò, il gestore del servizio idrico nega l’applicazione dell’agevolazione, sostenendo che tra la segnalazione della perdita e la sua riparazione sarebbero trascorsi più di 90 giorni, termine massimo previsto dal regolamento.

Il ruolo della conciliazione e di Confconsumatori

La Dott.ssa Francesca Campanini, responsabile energia di Confconsumatori Parma, ha presentato un reclamo formale, che tuttavia riceve esito negativo. A quel punto, procede con la domanda di conciliazione nei confronti del gestore del servizio idrico. Durante la fase conciliativa, è stato possibile dimostrare: la cronologia puntuale degli eventi, la riparazione tecnica della perdita effettiva avvenuta nei tempi previsti, grazie al documento pro-forma rilasciato dalla ditta; e che il ritardo nella fatturazione finale non era imputabile alla consumatrice. La documentazione prodotta ha consentito di superare l’interpretazione rigida del termine dei 90 giorni. La conciliazione si è conclusa con un risultato estremamente favorevole: la fattura è stata ricalcolata, passando da oltre 12.000 euro a poco più di 2.000 euro. Un risparmio di circa 10.000 euro, ottenuto grazie alla corretta gestione del caso, alla documentazione conservata dalla consumatrice e al supporto tecnico-legale dello sportello Confconsumatori.

Se ti trovi in situazioni simili contatta i nostri sportelli territoriali per ricevere assistenza qualificata: insieme possiamo difendere i tuoi diritti.

  • Dicembre, 23
  • 3459
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
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Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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