Non tutte le storie di frode si concludono con una perdita. In questa sezione raccogliamo le good news: casi risolti, rimborsi ottenuti, decisioni favorevoli, interventi efficaci delle autorità e risultati concreti, raggiunti grazie all’assistenza di Confconsumatori.
Raccontare le buone notizie significa rafforzare la fiducia dei cittadini, dimostrare che reagire è possibile e offrire esempi concreti di tutela. Ogni caso rappresenta un precedente utile, uno strumento di consapevolezza e un incoraggiamento per chi si trova ad affrontare una situazione simile.
Perché conoscere i propri diritti è il primo passo; sapere che possono essere fatti valere è il secondo.
- Il Collegio ABF di Bari ha riconosciuto un rimborso parziale a un imprenditore vittima di smishing e vishing, accertando la responsabilità della banca per non aver bloccato un’operatività manifestamente anomala. Leggi la decisione QUI.
- SMS spoofing: banca condannata a rimborsare oltre 8.300 euro. Tramite Confconsumatori l’ABF ha accolto il ricorso di un correntista vittima di una sofisticata truffa via SMS, ritenendo responsabile la banca anche per non aver rilevato le evidenti anomalie nelle operazioni. Leggi la sentenza QUI.
- Il Tribunale di Perugia ha esclusa la colpa grave del cliente vittima di smishing e spoofing e ha condannato la banca, ritenendo insufficienti le misure tecniche adottate per prevenire l’inserimento di SMS fraudolenti nei canali ufficiali. Leggi la sentenza QUI.
- Il Tribunale di Bologna ha riconosciuto il rimborso al cliente vittima di vishing. La banca è stata ritenuta responsabile perché l’sms di alert era troppo generico rispetto all’e‑mail più chiara. Secondo il giudice, lo stesso avviso dettagliato dell’e‑mail doveva essere inviato anche via sms. Leggi la sentenza QUI.
- Un’inchiesta giornalistica ha smascherato la filiera dietro la truffa degli SMS dei finti CUP: una rete organizzata di numeri a pagamento, call center e intermediari che sfruttano messaggi “urgenti” per trattenere le vittime al telefono e prosciugare il credito. Portare alla luce questo sistema è un passo concreto per informare i cittadini e contrastare un fenomeno che colpisce migliaia di persone.
- Il Collegio arbitrale dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) della Consob ha riconosciuto un principio fondamentale a tutela dei risparmiatori che operano nel trading e nei servizi di investimento online. In sintesi: un semplice link cliccabile alla documentazione informativa NON basta. Se la piattaforma non obbliga l’utente ad aprire e consultare la scheda prodotto prima di confermare l’ordine – oppure l’intermediario non è in grado di dimostrarlo – l’obbligo informativo non può considerarsi assolto. Inoltre, il risparmiatore ha diritto al risarcimento dei danni, ottenendo il rimborso della perdita subita nell’acquisto del prodotto finanziario online. Leggi la decisione QUI.
- Un importante traguardo arriva anche dalla sentenza da una sentenza di Monza: nelle truffe digitali più evolute, il cittadino non può essere lasciato solo: l’intermediario deve condividere la responsabilità, perché il rischio d’impresa non può essere scaricato sul consumatore. Leggi l’intera sentenza QUI.
- Spoofing bancario: consumatrice rimborsata grazie a Confconsumatori. Una vittima di SMS spoofing recupera 1.490,50 euro: il Giudice di Pace di Randazzo condanna la banca per insufficienti sistemi di sicurezza. Un’altra vittoria che rafforza il principio: nella prevenzione delle frodi digitali le banche devono fare la loro parte. Leggi la sentenza QUI.
- Il Giudice di Pace di Empoli ha condannato la banca per un bonifico fraudolento eseguito tramite malware, ribadendo che spetta all’intermediario dimostrare l’autorizzazione dell’operazione e l’assenza di colpa grave del cliente. Riconosciuta anche la responsabilità dell’istituto per carenze nei sistemi di sicurezza e nel monitoraggio delle operazioni. Leggi la sentenza QUI.
