logo
Iscriviti DONA IL TUO 5X1000
HOME CHI SIAMO CONSIGLIO DIRETTIVO LA STORIA TRASPARENZA DOVE SIAMO ISTITUZIONI & MEDIA PROGETTI MAPPA SITO ARCHIVIO NEWS
HOME
CHI SIAMO
CONSIGLIO DIRETTIVO LA STORIA TRASPARENZA
DOVE SIAMO ISTITUZIONI & MEDIA
PROGETTI
MAPPA SITO ARCHIVIO NEWS

CATEGORIE

  • Accesso alla giustizia e conciliazioni
  • Acquisti e Garanzie
    • Chiusura Contratti
  • Alimentazione
  • Assicurazioni
  • Casa e Utenze
    • Compravendita e locazione
    • Mutui
  • Internet
  • Pratiche commerciali scorrette
  • Privacy e Protezione dei dati personali
  • Progetti e Attività
    • Più sai più sei
    • Anziano fragile
    • ENERGIA: Diritti a viva voce
    • Bella Nonno!
    • CONFOOD
    • Consumatori 2.0
    • PERIODICO “CONFCONSUMATORI NOTIZIE”
    • Io sono Originale
    • NOI & UNICREDIT
    • Terminati
      • PIU’CONCORRENZA,PIU’DIRITTI
      • OCCHI APERTI!
      • GUARDA CHE TI RIGUARDA!
      • RCAuto Risparmiare si può
      • GUIDO SICURO
      • Patti Chiari
      • ENERGIA: Incontri Territoriali
      • CONSUMERLAB
      • STELLA POLARE – SPORTELLI PILOTA
  • Risparmio e Investimenti
  • Salute
  • Servizi e Società
    • Rapporti con Pubblica Amministrazione
  • Telefonia
  • Turismo e Trasporti
    • Patente e multe
  • TV
  • Dalle Sedi
    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Calabria
    • Campania
    • Friuli Venezia Giulia
    • Emilia Romagna
    • Liguria
    • Lazio
    • Lombardia
    • Marche
    • Molise
    • Piemonte
    • Puglia
    • Sardegna
    • Sicilia
    • Toscana
    • Umbria
    • Veneto

TAG CLOUD

ABF acqua aereo agenzia consumatori aiuto consumatori alzheimer Arera assicurazioni auto azionista banca Banca Etruria bollette bond argentina BPV conciliazione coronavirus difesa consumatore diritti consumatore energia Energia: diritti a viva voce garanzia gas internet investimenti MPS nave pacchetti turistici parmalat parte civile passeggero Poste protezione consumatori rcauto rimborso risarcimento risparmio salute Salva Banche sicurezza alimentare sostenibilità treno truffa turismo Veneto Banca

MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Alimentazione

La sicurezza alimentare è un diritto. Confconsumatori ha promosso numerose e decise battaglie, anche giudiziarie, a tutela della salute dei consumatori e per una informazione corretta e completa.
Confconsumatori ha formulato una proposta di definizione della “qualità alimentare” alle imprese di produzione, di trasformazione, di distribuzione e alle Istituzioni per rendere trasparente la formazione del prezzo lungo l’arco della filiera e per introdurre norme di comportamento etico per un’etica di filiera.

Nel 2013-14 l’associazione ha realizzato un progetto di educazione al consumo Confood. Compra qualità, risparmia in casa. Tra gli obiettivi: rendere il cittadino consumatore più consapevole del percorso dal produttore alla tavola, più accorto nella selezione degli alimenti, più attento a evitare gli sprechi in cucina (risparmio in casa e non in negozio). Qui le schede informative e i video.

A giugno 2019 ha preso avvio il progetto Più sai, Più sei, dedicato a Sicurezza e Benessere alimentare. Attivi un call center, uno sportello online e uno spazio virtuale integrato con Facebook, per scoprire tante curiosità in tema di dieta bilanciata, corretta composizione dei pasti, spesa sostenibile, etichette alimentari, allerte, frodi, fake news e tanto altro, per porre quesiti e ricevere assistenza.

All’interno del progetto “Generazione F – Generiamo Futuro”, finanziato dal MIMIT ai sensi del D.M. 6/5/2022 art. 5 e realizzato tra ottobre 2023 e novembre 2024, una intera linea di attività è stata dedicata al tema del consumo sostenibile di cibo, per una alimentazione sana, consapevole, equa e rispettosa dell’ambiente. Si veda la seguente sezione del sito Generazione F – Sostenibilità e Alimentazione per scaricare le infografiche realizzate, rivedere i webinar, leggere gli articoli di approfondimento pubblicati e tanto altro.

Vai all’ Archivio articoli “Alimentazione”



Educazione alimentare con Confconsumatori: le infografiche Le infografiche targate Confconsumatori contengono sono pensate per aiutare i cittadini a conoscere aspetti essenziali del mondo dell'alimentazione

Parma, 5 luglio 2024 – Confconsumatori ha ideato un nuovo modo per stare vicino ai suoi associati e non solo che desiderano migliorare le proprie competenze legate al mondo dell’alimentazione, sana e sostenibile: stiamo parlando delle infografiche, agili riassunti pronti da scaricare e stampare con cui potrai ottenere informazioni utili per affrontare in autonomia alcune scelte che si presentano nel quotidiano, legate ad esempio all’acquisto degli alimenti e alla loro conservazione.
Il comodo formato è pensato sia per la stampa sia per la consultazione digitale: può dunque essere apposta sul frigorifero, o scaricata sullo smartphone per averla sempre con sé.

Ecco le infografiche realizzate da Confconsumatori:

  • 1 – Congelato o surgelato?
  • 2 – Come scongelare in sicurezza
  • 3 – Certificazioni istituzionali
  • 4 – Altre certificazioni diffuse
  • 5 – Data di scadenza e TMC
  • 6 – Metodi di conservazione
  • 7 – Vetro, plastica e acciaio
  • 8 – Pellicola, alluminio e carte per alimenti
  • 9 – Muffe e alimenti
  • 10 – Spunti per idee antispreco

Le infografiche fanno parte di una campagna informativa e formativa articolata, attraverso cui Confconsumatori invita i cittadini a diventare più consapevoli sulle ricadute che possono avere le proprie scelte in termini di impatto ambientale, per perseguire un’alimentazione sostenibile: ovvero sana, equa, e rispettosa dell’ambiente.

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Luglio, 5
  • 3111
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro
  • More

Congelato o surgelato? Come conservare gli alimenti sotto zero Conoscere la catena del freddo ci aiuta a consumare cibi sicuri e di qualità

Parma, 1° luglio 2024 – Quando acquistiamo e consumiamo prodotti che vengono conservati a temperature inferiori allo zero è bene che conosciamo il funzionamento della “catena del freddo”, cioè il processo di mantenimento dei prodotti surgelati a una temperatura costante e comunque inferiore ai -18°C lungo tutto il percorso dalla produzione alla vendita, comprese le fasi di trasporto, stoccaggio ed esposizione.

Il mantenimento dei prodotti a queste temperature è fondamentale per evitare l’innescarsi di processi di scongelamento, anche parziali, e il successivo ricongelamento che, non verificandosi con le stesse condizioni in cui è avvenuta la surgelazione iniziale, determina non solo un’alterazione delle proprietà nutrizionali e organolettiche dell’alimento, ma favorisce anche lo sviluppo di microrganismi, il cui numero potrà variare a seconda delle temperature e della durata del ricongelamento.

SICUREZZA ALIMENTARE

Dunque, lo scopo della catena del freddo è quello di conservare al meglio il prodotto, garantendone integrità, standard igienici e sicurezza alimentare. Ogni consumatore, per accertarsi che il prodotto acquistato non sia andato incontro a fenomeni di scongelamento, deve innanzitutto controllare che non sia completamente ammassato, che la confezione sia integra e che non sia parzialmente o totalmente ricoperta di brina, e che, una volta aperta la confezione, il prodotto non presenti segni di scongelamento.

Inoltre, per essere certi di mangiare un prodotto di qualità, ci sono alcune raccomandazioni da seguire:

  • acquistare i surgelati alla fine della spesa: ciò ridurrà l’esposizione degli stessi alla temperatura ambiente;
  • utilizzare le borse termiche per il trasporto;
  • depositare il prodotto il prima possibile nel congelatore domestico;
  • osservare scrupolosamente le informazioni riportate sulle confezioni;
  • evitare l’acquisto di prodotti visibilmente danneggiati o con superficie umida.

CONGELARE E SURGELARE: LE DIFFERENZE 

Attenzione: sebbene siano usati spesso come sinonimi, i concetti di “congelare” e “surgelare” hanno due significati diversi! Fondamentalmente, la differenza è data prevalentemente dalla temperatura e dal tempo di lavorazione. Quando parliamo di surgelazione, ci riferiamo a un processo che può essere effettuato solo a livello industriale e che sottopone gli alimenti a temperature inferiori a -18°C, permettendoci di ottenere un prodotto le cui proprietà nutritive e organolettiche rimangono inalterate. Questo processo dà origine a microcristalli di ghiaccio che non danneggiano la struttura biologica del prodotto. Se volessimo replicare questo processo a livello domestico, avremmo bisogno di un abbattitore di temperature (spesso presente nelle cucine della ristorazione). I prodotti surgelati sono quelli disponibili nei supermercati nelle apposite aree.

Contrariamente alla surgelazione, che deve avvenire in tempi molto brevi, il processo di congelamento è invece un processo lento. Il prodotto congela se esposto a temperature comprese tra 0°C e -15°C formando cristalli di ghiaccio più grandi. Infatti, quando si parla di prodotti preparati in casa, si fa riferimento a questo processo. Sebbene il congelamento sia un modo efficace per prolungare la durata di conservazione degli alimenti, non può inibire l’attività enzimatica al 100%, quindi la qualità originale si deteriora nel tempo.

CONGELARE A CASA

Adesso che i concetti sono ben distinti, ecco alcune indicazioni utili per congelare in casa dei prodotti alimentari:

La preparazione dei cibi da congelare è il primo passo importante. Frutta e verdura vanno lavate sotto acqua corrente e asciugate con cura prima di essere congelate in appositi sacchetti adatti a questo tipo di conservazione.

Occorre poi considerare le dimensioni dei prodotti. Carne e pesce non devono essere di grandi dimensioni, ma tagliate a fettine sottili, adagiate con cura in sacchetti da congelamento e messi in freezer. Se si tratta di un freezer di grandi dimensioni, cercate di posizionare i cibi accanto alle pareti dello stesso, il processo sarà velocizzato.

Esistono comunque alcuni alimenti che è sconsigliato congelare in casa come ad esempio i fritti, l’aglio, la cipolla, la salvia e i chiodi di garofano che, se congelati, cambiano sapore. Mele, uva, banane, avocado e pesche si anneriscono. Pomodori, cetrioli, sedano e lattuga deperiscono. Formaggi a pasta molle e maionese, invece, perdono consistenza.

Occorre infine ricordare sempre di etichettare tutto ciò che si congela. In genere, un freezer di ottima qualità (4 stelle) garantisce una buona conservazione per circa 12 mesi.

SCONGELARE CORRETTAMENTE

È molto importante fare attenzione al modo in cui si scongela il cibo, per evitare la proliferazione di batteri e mantenere inalterate le proprietà del prodotto. Lo scongelamento deve avvenire in frigorifero e non a temperatura ambiente. Questo perché lasciare l’alimento congelato o surgelato a temperatura ambiente implica che la superficie del prodotto possa raggiungere la temperatura ambientale in tempi abbastanza rapidi e tali da permettere la ripresa della proliferazione batterica. Tuttavia, esistono anche delle strade alternative come l’utilizzo del microonde, lo scongelamento sotto acqua corrente fredda a circa 15°C (l’alimento deve essere ancora contenuto nel suo imballo primario) oppure procedendo direttamente con la cottura.

Una volta scongelati, è opportuno conservare i prodotti alimentari tra 0°C e +4°C e utilizzarli entro 24 ore.

Dobbiamo poi tenere a mente di:

  • cuocere il cibo scongelato prima del consumo per eliminare i batteri;
  • non ricongelare il cibo dopo averlo scongelato;
  • seguire sempre le istruzioni di conservazione del produttore per garantire che gli alimenti restino sicuri;
  • conservare gli alimenti scongelati nella confezione originale o in un contenitore appropriato per evitare contaminazioni.
Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Luglio, 1
  • 4796
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
  • More

Innovazione e alimentazione: i microrganismi sono una risorsa per la filiera Da millenni la biotecnologia interviene nella produzione di cibo, per renderla più sicura ed efficiente

Parma, 20 giugno 2024 – La parola “innovazione”, quando applicata al cibo, può suscitare diffidenza nel consumatore. Si tratta in realtà di un’alleata che ha permesso, anche nel settore alimentare, di compiere nel tempo grandi progressi. L’innovazione scientifica e industriale, infatti, ha permesso di ottenere prodotti alimentari molto più sicuri, di qualità e soprattutto sostenibili.

LE BIOTECNOLOGIE “GIALLE”

Ma cosa sono le biotecnologie impiegate nella filiera alimentare, dette anche biotecnologie gialle? Si tratta di procedimenti scientifici basati sull’uso di cellule o enzimi di origine microbica, animale o vegetale, per ottenere la sintesi di nuovi composti, la degradazione di composti nocivi o la trasformazione di materie prime.

Anche se questa terminologia può intimidire, le biotecnologie esistono in moltissimo tempo, e già in millenni passati servivano per preparare ad esempio alimenti fermentati come birra, vino, yogurt, formaggio e non solo. Bisognerà aspettare metà Ottocento perché Pasteur arrivi comprendere e descrivere, individuando i microrganismi responsabili di tali trasformazioni, processi comuni come quelli alla base della preparazione della birra e della fermentazione del latte.

LA “NEOFOBIA”

La paura di ciò che non si conosce è sempre esistita (anche ai tempi di Pasteur), e prende il nome di “neofobia“. Il marketing o la politica, ad esempio, hanno imparato a sfruttare in alcuni contesti la preoccupazione dei consumatori, facendo leva sulla paura del nuovo. Per questo è importante essere consapevoli rispetto a ciò che mangiamo, e informarsi quanto possibile per imparare a sfatare miti (e timori) senza fondamento.

QUALI BIOTECNOLOGIE

Le biotecnologie in campo alimentare si possono distinguere in le possiamo dividere in:

  • Tradizionali: tutte quelle tecniche convenzionali come fermentazioni e reazioni enzimatiche per produrre alimenti come vino, birra, pane e formaggio. Sono tecnologie usate da secoli, e sono ormai ben accette ai consumatori.
  • Innovative: si tratta dello sviluppo innovativo di processi tradizionali, poco conosciuti e spesso meno accettati dal consumatore. Le biotecnologie innovative permettono di aumentare e stabilizzare la produttività agricola, migliorare la resistenza delle piante ai parassiti o alle malattie, ma anche di migliorare le caratteristiche nutrizionali degli alimenti come, ad esempio, diminuire la tossicità o il potenziale allergenico di un alimento, aumentare le componenti nutritive come le vitamine, e molto altro.

Oggi le biotecnologie partono dal campo e dalle sue esigenze, e si prendono in considerazione anche gli scarti che vengono trasformati, trattati attraverso bioprocessi, per aumentarne il valore.  In questo modo, possiamo ottenere biofertilizzanti, bio pesticidi, oppure creare nuovi materiali biodegradabili.

Ad esempio, nelle biofactories (letteralmente bioindustrie), sfruttando le biotecnologie, si possono ottenere nuovi materiali, nuovi ingredienti o nuove molecole.

In queste industrie, si utilizzano le microalghe facendole crescere in verticale in contenitori di vetro e nutrendole con scarti dell’industria alimentare per ottenere pigmenti, vitamine, composti farmaceutici, biocarburanti. Una prova è rappresentata da Astaxantina che è una molecola, di colore rosso, usata come integratore alimentare, colorante naturale e antiossidante.

L’IMPORTANZA DEI MICRORGANISMI NELLA FERMENTAZIONE E NON SOLO

Sappiamo che i microrganismi entrano in contatto con il nostro corpo attraverso gli alimenti. Solitamente si è abituati a pensare ai microrganismi solo in termini negativi, dunque ai microrganismi patogeni o che alterano le qualità degli alimenti. Dobbiamo invece ricordare che, sin dall’alba dei tempi, i microrganismi sono stati usati per conservare gli alimenti attraverso la fermentazione.

Gli alimenti fermentati sono prodotti attraverso una crescita microbica controllata e la conversione di componenti attraverso l’attività enzimatica. In questo gruppo possiamo avere alimenti che contengono ancora cellule vitali al momento del consumo, oppure che non li contengo, come il pane.

Il consumo di questi alimenti produce effetti benefici nel nostro organismo, per esempio modulando il nostro microbiota nel caso di alimenti che contengono ancora cellule vitali al momento del consumo, o, anche quando non sono più presenti cellule vitali del prodotto finito, modificando il profilo nutrizionale degli alimenti degradando alcune sostanze e producendone altre.

Nel mondo ci sono più oltre 5000 tipologie di alimenti fermentati. In Europa la maggior parte sono prodotti lattiero-caseari, ma esistono in generale anche numerosi derivati di:

  • Soia fermentata (come salsa di soia, miso e natto)
  • Prodotti ittici fermentati (come la colatura di alici)
  • Altri legumi e cereali fermentati (come tempeh – spesso di soia, ma anche di altri legumi – oppure lievito madre)

Diventa quindi fondamentale tutelare la biodiversità microbica che, attraverso le collezioni microbiche,  rappresenta una risorsa preziosa per la scienza e per l’industria. Questa tutela ha infatti ricadute positive in vari settori come quello dei farmaci, degli alimenti e della tutela dell’ambiente.

Tra i batteri da prendere in considerazione, ricoprono un ruolo centrale i batteri lattici, che vengono usati per fermentare i cibi da almeno 4000 anni. Sono utilizzati in tutto il mondo soprattutto nei prodotti fermentati del latte, tra cui yogurt, formaggio, burro, kefir, impasti acidi dei prodotti da forno o nei vegetali fermentati. Questi microrganismi sono ritenuti sicuri, hanno un alto grado di tolleranza a stress e hanno un metabolismo semplice che produce numerose molecole di interesse in vari settori.

BIOTECNOLOGIE E SOSTENIBILITÀ

Le biotecnologie possono infine essere sfruttate anche per lo sviluppo di alimenti come la carne coltivata in laboratorio, sempre più diffusi a livello globale, oppure anche per lo sviluppo di proteine dell’uovo che possono essere utilizzate a livello industriale. Le applicazioni delle biotecnologie in campo alimentare sono ancora tutte da esplorare, ma ciò che sappiamo è che la ricerca scientifica può compiere progressi interessanti anche nell’ottica di ottenere una maggiore sostenibilità della filiera.

I processi biotecnologici risultano quindi di notevole importanza anche per il raggiungimento dell’economia biocircolare promossa dall’Unione Europa: anche la valorizzazione degli scarti, infatti, può coinvolgere enzimi o microrganismi con lo scopo di raggiungere l’obiettivo zero waste (spreco zero).

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Giugno, 20
  • 3849
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
  • More

Spesa alimentare sostenibile: il webinar di Confconsumatori per imparare a orientarsi tra le etichette Incontro online il 7 giugno insieme agli esperti dell’Università di Parma e di EthicsGo

Parma, 30 maggio 2024 – Sentiamo parlare ogni giorno di sostenibilità, soprattutto in campo alimentare. Spesso, però, per il consumatore è difficile distinguere ciò che è realmente prodotto nel rispetto delle persone e del Pianeta a causa del moltiplicarsi di campagne di marketing ingannevoli, basate sul greenwashing e su altre comunicazioni non veritiere. Per aiutare i cittadini ad acquistare consapevolmente e a scegliere alimenti in linea con i propri valori Confconsumatori organizza venerdì 7 giugno, dalle 17 alle 18, il webinar intitolato “Spesa alimentare sostenibile: come orientarsi tra slogan ed etichette”.

L’INCONTRO

Il webinar è parte di un ciclo di tre incontri incentrati sul consumo sostenibile di cibo, per educare a un’alimentazione sana, consapevole e rispettosa dell’ambiente. Dopo i saluti del presidente di Confconsumatori Marco Festelli, interverranno Francesca Scazzina, docente di Fisiologia della nutrizione dell’Università degli Studi di Parma, e Giuseppe Patat, fondatore di EthicsGo. A moderare il webinar – realizzato nell’ambito del progetto “Generazione F” – sarà Chiara Dall’Asta, docente di Chimica degli alimenti dell’Università di Parma.

 

Scarica la locandina

PER PARTECIPARE

È possibile partecipare al webinar, ad accesso libero e gratuito, iscrivendosi al link: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_T8CkfADNRsG-7aSH8P9_sA#/registration.

IL PROGETTO

L’educazione al consumo sostenibile di cibo è uno dei temi al centro di “Generazione F – Generiamo Futuro”, un progetto di Confconsumatori finanziato dal MIMIT (D.M. 6/5/2022 art. 5). Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.confconsumatori.it nella sezione dedicata al progetto.

  • Maggio, 30
  • 1791
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
  • More

Imballaggi sostenibili: quali sono, e perché sceglierli? Esistono numerose soluzioni sicure ed efficienti, che possono contribuire a ridurre il tuo impatto sul Pianeta

Parma, 18 dicembre 2023 – Ogni settimana il nostro carrello della spesa si riempie di confezioni che, dopo pochi giorni, sono destinate a diventare rifiuti. All’interno della filiera alimentare, gli imballaggi (spesso chiamati con il termine inglese packaging) rappresentano di certo uno strumento efficace per agevolare il trasporto e la conservazione dei prodotti. Da un punto di vista ecologico, però, gli imballaggi (soprattutto quelli in plastica) hanno un impatto molto significativo: per questo è importante conoscerli, sceglierli preferibilmente realizzati in materiali riciclati, e utilizzarli il meno possibile. In questo articolo vedremo quali sono le tipologie di imballaggi più diffuse e come si smaltiscono, e scopriremo quali sono oggi le principali tipologie di packaging sostenibili disponibili sul mercato.

UN MARE DI PLASTICA 

Quando acquistiamo beni alimentari, non sempre ci soffermiamo a riflettere sulle ricadute ambientali che può avere la confezione in cui sono conservati. Si stima che, annualmente, finiscano negli oceani diversi milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, che sono responsabili dell’inquinamento delle acque e causano notevoli danni alla fauna selvatica e alla vita marina.

Fig.1 Inquinamento da plastica Fonti: Servizio di Ricerca del Parlamento europeo EPRS

La presenza di questi materiali nelle acque dei mari e degli oceani ha delle conseguenze significative su diversi aspetti come:

  • La vita marina;
  • La salute umana;
  • L’economia;
  • Il clima.

Attraverso la catena alimentare, i consumatori si ritrovano a loro volta a ingerire inconsapevolmente microplastiche che erano prima state ingerite dai pesci. Come si evince dai dati riportati dal Servizio di Ricerca del Parlamento europeo EPRS, la maggior parte dei rifiuti, circa il 49%, deriva da plastiche monouso: una delle caratteristiche che contraddistinguono molto spesso gli imballaggi alimentari.

Fig. 2 Tipi di rifiuti Fonte Commissione Europea

Per avere un’idea della quantità di plastica presente sul nostro Pianeta basta pensare che, secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), ogni anno nel mondo ne vengono prodotte 460 milioni di tonnellate. Inoltre, la produzione risulta più che raddoppiata dal 2000 e potrebbe quasi triplicare fino a 1.231 milioni di tonnellate entro il 2060.

Un altro problema riguarda il tempo di utilizzo degli oggetti in plastica: quasi due terzi dei rifiuti proviene da plastica con un ciclo di vita inferiore a cinque anni, soprattutto imballaggi alimentari (40%).

LA SICUREZZA DEGLI IMBALLAGGI

Quando si parla di imballaggi alimentari occorre ricordare che essi, oltre ad essere pratici e funzionali, devono rispettare gli standard di sicurezza per evitare la contaminazione del prodotto e garantire la corretta conservazione degli alimenti. Le normative dell’Unione Europea richiedono il rispetto degli standard di produzione per indicare che i materiali utilizzati nell’imballaggio sono idonei al contatto con gli alimenti e non contengono sostanze dannose per la salute dei consumatori e/o riducono le proprietà organolettiche degli alimenti.
La normativa di riferimento per i MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) è il Regolamento (CE) n. 1935/2004, che stabilisce i requisiti generali che devono soddisfare tutti i beni legati all’alimentazione. Tuttavia, la creazione del MOCA è disciplinata dal Regolamento (CE) n. 2023/2006 stabilisce una serie di pratiche e requisiti di sicurezza che tutti i produttori devono seguire. In pratica, per garantire la conformità e la sicurezza del MOCA, i produttori devono utilizzare:

  • Materiali di partenza adeguati al processo di produzione;
  • Uffici idonei e personale formato;
  • Sistema di controllo qualità efficace e documentato.

Il Regolamento (UE) n. 10/2011 costituisce una specifica misura del Regolamento (CE) n. 1935/2004, che stabilisce norme particolari per la fabbricazione e la commercializzazione di materiali e oggetti in materia plastica che dovrebbero venire a contatto con gli alimenti (o sono venuti a contatto con gli alimenti o si prevede che entrino in contatto con gli alimenti).
Questo regolamento si applica a tutti i materiali e gli articoli realizzati esclusivamente in plastica, inclusi:

  • Materiali, articoli e parti realizzati esclusivamente in plastica;
  • I materiali plastici multistrato sono tenuti insieme da un adesivo;
  • Materie plastiche rivestite o rivestite;
  • Lo strato o rivestimento che forma il sigillo di plastica del coperchio o della chiusura.

Il Regolamento UE 2020/1245, invece, rivede le restrizioni sulle sostanze consentite nei prodotti in plastica. Viene inoltre sottolineata l’importanza di una comunicazione chiara a tutti, soprattutto agli operatori economici che utilizzano i prodotti della zona intermedia, sui prodotti finiti in plastica e sui prodotti che si trovano al loro interno.

Gli imballaggi in plastica sono utilizzati da anni nell’industria alimentare come soluzione economica e conveniente per l’imballaggio alimentare ma, come abbiamo visto, questi prodotti hanno un enorme impatto sull’ambiente, dall’inquinamento degli oceani alle significative emissioni di gas serra derivanti dalla produzione e dallo smaltimento. Per questo è fondamentale conoscere le alternative, e acquistare consapevolmente.

I PACKAGING SOSTENIBILI

Scegliere un packaging sostenibile e “green” significa optare per soluzioni alimentari naturali, biodegradabili e riciclabili al 100%.
Vediamo quali sono oggi le opzioni migliori:

  1. Borse e sacchetti di carta certificata: con sacchetti e buste in carta certificata è possibile ottenere imballaggi green, imballaggi ecologici riciclabili e compostabili al 100%, perfetti per l’economia circolare.
  2. Packaging bio food in PLA: si tratta di una plastica biodegradabile ricavata dall’amido di mais, utilizzata per cibi e bevande fredde.
  3. Imballaggio green in CPLA: un materiale derivato sempre dall’amido di mais trattato mediante un processo di cristallizzazione. Pertanto, l’origine naturale dell’imballaggio rimane invariata, ma aumenta la resistenza al calore del prodotto. CPLA è un imballaggio ecologico che può resistere a temperature fino a 80-85 gradi ed è molto apprezzato per la gestione dei rifiuti compostabili e biodegradabili.
  4. Packaging ecosostenibile in bagassa: la bagassa è un composto biodegradabile ottenuto dalla polpa della canna da zucchero, sfruttando non la materia prima ma gli scarti di lavorazione. Sul mercato viene considerato un’alternativa agli imballaggi in polistirolo.

Quando si parla di sostenibilità dei packaging è indispensabile saper interpretare correttamente le varie sigle e simboli presenti sugli imballaggi allo scopo di smaltire correttamente i rifiuti. Cominciamo con i simboli più comuni:

Il simbolo può indicare che il materiale è riciclabile e che l’imballaggio è realizzato con materiali riciclati.
Si trova principalmente negli imballaggi multicolori di carta, cartone e cellulosa.

 

 

Questo è simbolo di riciclabilità: si trova principalmente sugli imballaggi in plastica e può indicare che l’imballaggio è riciclabile e che parte del materiale che lo compone è riciclato. All’interno sono presenti i numeri 1-6, che indicano il tipo di plastica in base a un codice univoco. Attenzione: se leggi il numero 7, significa che il materiale non è riciclabile!

 

Questo simbolo indica che il produttore segue un sistema di raccolta rifiuti: in Italia lo si trova soprattutto su prodotti importati.

 

 

Questo simbolo ci ricorda che è opportuno appiattire i rifiuti riciclabili per ridurne il volume: è particolarmente indicato per le bottiglie in tetrapak o in plastica.

 

 

Ecco infine alcuni tra i simboli più diffusi associati allo smaltimento della plastica. Il più comune e conosciuto è il PET, che sta per polietilene tereftalato: quando si incontra questo simbolo, significa che si è di fronte a materiali plastici non riciclabili.

 

COMPOSTABILE O BIODEGRADABILE?

Si incontrano spesso sugli imballaggi anche i termini compostabile e biodegradabile. Sebbene possano sembrare sinonimi, questi due termini sono diversi tra di loro. La “biodegradabilità” appartiene ai materiali organici che vengono scomposti in sostanze più semplici da microrganismi naturali fino a diventare acqua, metano e anidride carbonica. La biodegradabilità si riferisce quindi alla capacità di un materiale di subire una degradazione biologica. In poche parole, è la capacità di rompersi sotto l’influenza di fattori biologici.

La “compostabilità“, invece, è una caratteristica dei materiali organici che si trasformano in compost durante il procedimento del compostaggio. Il compost è il risultato della biodegradazione aerobica dei rifiuti organici. Per essere compostabile deve degradarsi in meno di tre mesi e superare i test di ecotossicità. Gli imballaggi compostabili non devono essere gettati nell’ambiente, ma devono essere inseriti tra i rifiuti organici per essere trattati in impianti di compostaggio industriale.

È importante infine ricordare che alcuni prodotti potrebbero richiedere istruzioni speciali per il riciclaggio; quindi, è sempre meglio leggere attentamente le istruzioni sull’etichetta e controllare le normative del comune di residenza.

ALCUNI CONSIGLI

Se desideri diventare un consumatore più responsabile, puoi adottare alcuni comportamenti che ti aiuteranno a ridurre l’impronta ecologica della tua spesa. Oltre ad acquistare alimenti contenuti in packaging sostenibili, prova a mettere in pratica questi accorgimenti:
Ecco alcuni esempi di comportamenti sostenibili:

  • Quando scegli i tuoi prodotti, opta per quelli che presentano imballaggi ridotti o che comunque sono composti da materiale riciclabile, cercando sempre di evitare l’uso di sacchetti usa e getta ma preferendo confezioni riutilizzabili (come, ad esempio, quelle di tela).
  • Se possibile, orienta i tuoi acquisti verso prodotti sfusi e utilizza contenitori riutilizzabili di tua proprietà, che magari, a loro volta, hanno già avuto una vita come imballaggi in precedenza.

Ricorda infine che, nella strada verso una maggiore sostenibilità, sono anche i piccoli gesti di ognuno a fare la differenza!

Fonti
https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_289_allegato.pdf

https://pensoinverde.it/blogs/sostenibilita/packaging-sostenibile

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R1245&from=IT

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/giornata-mondiale-dell-ambiente-10-numeri-sull-inquinamento-da-plastica

https://www.itscompostable.com/packaging-sostenibile/differenza-tra-biodegradabile-e-compostabile/

Finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Dicembre, 18
  • 4150
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
  • More

Farina di grillo: etichette più chiare per tutelare il Made in Italy Confconsumatori all’Audizione odierna alla Camera con 4 proposte: trasparenza in etichetta, formazione, marchio universale del vero Made in Italy e turismo integrato

Parma, 6 marzo 2023 – Questo pomeriggio Confconsumatori Aps ha partecipato all’Audizione della X Commissione (Attività Produttive, Commercio E Turismo) riguardante l’“Indagine conoscitiva sul Made in Italy: valorizzazione e sviluppo dell’impresa italiana nei suoi diversi ambiti produttivi”, avanzando alcune proposte concrete. La più urgente riguarda la trasparenza delle etichette alimentari: Confconsumatori ha chiesto che chi deciderà di utilizzare farine di “acheta domesticus” per la produzione di alimenti riporti tra gli ingredienti non il nome zoologico dell’animale ma il termine comune di “grillo/i domestico/i”. L’associazione, inoltre, ha presentato ulteriori proposte per la valorizzazione del Made in Italy, relative a: (in)formazione del consumatore europeo; creazione di un marchio universale che contraddistingua i prodotti (non solo nel Food) realmente Made in Italy al 100% e, infine, necessità di politiche integrate sul turismo.

IN ETICHETTA “GRILLO”, NON “ACHETA” – Oggi è possibile commercializzare in Europa la polvere sgrassata di “acheta domesticus”, ma Confconsumatori ha chiesto di garantire al consumatore la massima trasparenza in etichetta, ove dovrebbe comparire non il nome zoologico dell’animale (acheta domesticus) ma il nome comune (grillo domestico). “In attesa di una legislazione italiana sull’allevamento e la produzione di insetti approvati dalla CE – ha chiarito il presidente di Confconsumatori, Marco Festelli – ricordiamo che la farina di grillo, oltre ad essere totalmente avulsa dalle tradizioni gastronomiche italiane e mediterranee, è giuridicamente trattata come allergene (alla stregua dei crostacei). Un’indicazione chiara in etichetta è doverosa sia per prevenire reazioni allergiche, sia per tutelare chi produce prodotti tradizionali”.

MARCHIO UNIVERSALE PER IL 100% MADE IN ITALY – Molti prodotti italiani “Doc” utilizzano materie prime non italiane. Confconsumatori ritiene importante identificare con il marchio “Made in Italy” quei prodotti che siano interamente realizzati in Italia con componenti esclusivamente italiane. Questo non solo nel Food, ma anche in altri settori di eccellenza, come la manifattura italiana. “Ove non fosse possibile avere filiere (food e non food) unicamente e totalmente italiane – ha precisato Marco Festelli – sarà comunque doveroso incrementare la qualità, la tracciabilità e la sicurezza dei prodotti italiani a marchio con una ricerca mirata di innovazioni che giustifichino il livello elevato delle caratteristiche di questi prodotti rispetto agli altri presenti sul mercato (ovviamente con dati reali e misurabili)”.

FORMAZIONE DEI CONSUMATORI – Accrescere la cultura del consumatore italiano ed europeo circa il significato di “Made in Italy” potrebbe portare, secondo Confconsumatori, a un significativo aumento dei consumi dei prodotti italiani. “Occorre – ha detto Marco Festelli – far crescere la conoscenza su marchi di qualità, sia per il food che per il non food, lavorazioni, produzioni e tradizioni culturali italiane per aumentare la consapevolezza del consumatore nella valutazione del costo/qualità del prodotto”.

TURISMO INTEGRATO DI QUALITÀ – “Il turismo è un atto di consumo – dichiara Marco Festelli – e come tale, oltre a garantire tutela e salvaguardia, merita un’adeguata valorizzazione dell’esperienza turistica “Made in Italy”, che presenta eccellenze senza pari a livello globale”. Confconsumatori propone di lavorare anzitutto sull’integrazione dei servizi (di informazione, turistici e di mobilità), studiando abbonamenti unici e un unico portale nazionale, per facilitare l’esperienza del turista. Inoltre, si propone di rilanciare il turismo rurale, connesso alla valorizzazione dei prodotti del territorio.

Scarica il parere integrale depositato da Confconsumatori in occasione dell’Audizione.

  • Marzo, 6
  • 30459
  • Alimentazione, Progetti e Attività
  • More
Pagina 3 di 16«12345...10...»Ultima »

SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
Cerca lo sportello a te più vicino nell'area
DOVE SIAMO
APPROFONDIMENTI
Diritti del Consumatore
Il reclamo: i 10 errori più frequenti
Come non rovinarsi la vacanza
LINK UTILI
Condizioni Generali del servizio
Privacy Policy
Cookie Policy
Confconsumatori APS
Riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Iscritta al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}