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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Alimentazione

La sicurezza alimentare è un diritto. Confconsumatori ha promosso numerose e decise battaglie, anche giudiziarie, a tutela della salute dei consumatori e per una informazione corretta e completa.
Confconsumatori ha formulato una proposta di definizione della “qualità alimentare” alle imprese di produzione, di trasformazione, di distribuzione e alle Istituzioni per rendere trasparente la formazione del prezzo lungo l’arco della filiera e per introdurre norme di comportamento etico per un’etica di filiera.

Nel 2013-14 l’associazione ha realizzato un progetto di educazione al consumo Confood. Compra qualità, risparmia in casa. Tra gli obiettivi: rendere il cittadino consumatore più consapevole del percorso dal produttore alla tavola, più accorto nella selezione degli alimenti, più attento a evitare gli sprechi in cucina (risparmio in casa e non in negozio). Qui le schede informative e i video.

A giugno 2019 ha preso avvio il progetto Più sai, Più sei, dedicato a Sicurezza e Benessere alimentare. Attivi un call center, uno sportello online e uno spazio virtuale integrato con Facebook, per scoprire tante curiosità in tema di dieta bilanciata, corretta composizione dei pasti, spesa sostenibile, etichette alimentari, allerte, frodi, fake news e tanto altro, per porre quesiti e ricevere assistenza.

All’interno del progetto “Generazione F – Generiamo Futuro”, finanziato dal MIMIT ai sensi del D.M. 6/5/2022 art. 5 e realizzato tra ottobre 2023 e novembre 2024, una intera linea di attività è stata dedicata al tema del consumo sostenibile di cibo, per una alimentazione sana, consapevole, equa e rispettosa dell’ambiente. Si veda la seguente sezione del sito Generazione F – Sostenibilità e Alimentazione per scaricare le infografiche realizzate, rivedere i webinar, leggere gli articoli di approfondimento pubblicati e tanto altro.

Vai all’ Archivio articoli “Alimentazione”



Stop allevamenti in gabbia: indagine drammatica sulle quaglie Il video diffuso dalla coalizione End the Cage Age per chiedere al nuovo Governo di sostenere il divieto di allevamento in gabbia, già annunciato dalla Commissione UE e richiesto dai cittadini europei

Roma, 3 novembre 2022 – Una nuova indagine, realizzata dal team investigativo di Essere Animali e diffusa  dalla coalizione italiana End the Cage Age, documenta le condizioni di due allevamenti di quaglie  situati in Lombardia e Veneto, le regioni italiane con il maggior numero di allevamenti di questa specie,  fornendo un quadro sconvolgente. Pur essendo poco conosciuto, l’allevamento di quaglie per la  produzione di uova e carne coinvolge in Italia un numero di animali tutt’altro che irrisorio. Nel 2021,  nel nostro Paese, sono state macellate oltre 8,5 milioni di quaglie (dati BDN, Banca Dati Nazionale  del Ministero della Salute). 

Dalle immagini raccolte emerge che gli animali sono allevati all’interno di capannoni, rinchiusi in gabbie  spoglie e prive di qualunque arricchimento ambientale, delle dimensioni di circa 1 metro di lunghezza  per 0,5 metri di larghezza, disposte in serie una a fianco all’altra e su più piani. All’interno di ciascuna  gabbia sono ammassate circa 50 quaglie che, una volta raggiunta la maturità sessuale, risultano avere  a disposizione ognuna una superficie di soli 100 cmq, ovvero uno spazio di 10 cm x 10 cm. 

In tali condizioni, gli animali non possono in alcun modo muoversi liberamente e soddisfare le proprie  esigenze comportamentali come correre, volare, esplorare e razzolare. Inoltre, densità elevate  impediscono agli animali più deboli di trovare riparo da animali più aggressivi, provocando un aumento  degli episodi di aggressività, la cui causa è da ricercare anche nella totale assenza di arricchimenti  ambientali, come ad esempio un substrato dove razzolare e becchettare o in cui fare i bagni di sabbia.  Le quaglie manifestano il loro disagio beccandosi o strappandosi a vicenda le penne. 

Le immagini dell’investigazione mostrano un elevato numero di quaglie prive di parte del piumaggio e  alcuni animali agonizzanti o morti all’interno delle gabbie. Inoltre, ogni volta che sono spaventate, ad  esempio all’entrata del personale in allevamento, le quaglie tentano di fuggire e istintivamente  spiccano il volo, colpendo con la testa il piano superiore delle gabbie, la cui altezza è di soli 20 cm, e  rischiando di ferirsi gravemente. 

Un’ulteriore problematica è causata dalla pavimentazione in rete metallica delle gabbie, che può  causare agli animali malformazioni e ferite alle zampe, aumentando così il rischio di infezioni e  malattie, ma anche essere una trappola mortale per i pulcini, che possono rimanere incastrati con le  zampe nelle maglie della rete.

“Non si tratta di piccole aziende familiari, gli allevamenti di quaglie sono sistemi intensivi dove gli  animali vengono rinchiusi in condizioni drammatiche. È vergognoso che in Europa simili metodi di  allevamento siano ancora consentiti”, commenta la coalizione. 

Attualmente non esiste una legislazione specie-specifica che tuteli le quaglie allevate per la  produzione di uova o carne nell’Unione europea. Le quaglie allevate per la produzione di uova  trascorrono tutti gli 8 mesi della loro vita in gabbia, mentre quelle allevate per la carne sono macellate  a 5-6 settimane di vita. 

Lo stress e la frustrazione che derivano da queste condizioni di stabulazione, oltre a provocare  sofferenza agli animali, indeboliscono il loro sistema immunitario e aumentano la possibilità che  contraggano malattie, la cui trasmissione è facilitata dall’estrema vicinanza tra individui. Le  conseguenze non riguardano solo il benessere degli animali, poiché il frequente utilizzo di antibiotici  somministrati negli allevamenti intensivi aumenta il rischio che patogeni, pericolosi anche per la salute  umana, sviluppino resistenze ad antibiotici normalmente utilizzati in medicina umana. 

Lo scorso 30 giugno 2021, la Commissione europea si è impegnata a vietare definitivamente l’uso  delle gabbie negli allevamenti entro il 2027. Entro il 2023 verrà presentata una proposta legislativa per  avviare la transizione e la graduale dismissione. Un risultato straordinario ottenuto grazie ai 1,4 milioni  di persone che hanno firmato l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age, la prima  riguardante le condizioni degli animali negli allevamenti intensivi a raggiungere questo obiettivo. 

“Nell’Unione europea, milioni di animali allevati a scopo alimentare sono ancora rinchiusi in gabbia. È  giunto il momento di vietare questo crudele metodo di allevamento. Il ruolo dell’Italia e del nuovo  Governo italiano può essere fondamentale in questo importante passo di civiltà. Chiediamo a  Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura e a Orazio Schillaci, Ministro della Salute di prendere  una posizione netta contro l’utilizzo delle gabbie, sostenendo l’impegno preso dalla Commissione  europea e promuovendo anche a livello nazionale l’adozione di una normativa che ne vieti l’utilizzo”, 

conclude la coalizione. 

APPROFONDIMENTI 

  • Il video dell’investigazione negli allevamenti italiani di quaglie. 

Foto credit: End the Cage Age  / Essere Animali 


L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “End the Cage Age” è stata lanciata nel 2018 per chiedere la fine dell’uso di ogni tipo di gabbia per allevare animali a scopo alimentare, sostenuta da oltre 170 associazioni in 28 paesi: la più grande coalizione europea di ONG mai riunitasi. L’Iniziativa si è conclusa come da normativa europea un anno dopo, con il risultato eccezionale di 1,4 milioni di firme certificate. 

In Italia la campagna è sostenuta da 22 organizzazioni: Amici della Terra, Animal Aid, Animal  Equality Italia, ALI – Animal Law Italia, Animalisti Italiani, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA,  Essere Animali, HSI/Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per  l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA,  Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.

  • Novembre, 4
  • 4318
  • Alimentazione, Progetti e Attività, Servizi e Società
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“Fare il cibo: tra innovazione, tradizione e impatto sociale”: l’evento il 16 ottobre a Parma, a Lostello della Cittadella L’incontro sul tema dell’alimentazione, organizzato da Confconsumatori in collaborazione con Emc2, si terrà domenica alle 16

Parma, 13 ottobre 2022 – In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, nata per celebrare la nascita della FAO (Food and Agriculture Organization), Confconsumatori organizza, in collaborazione con la cooperativa sociale Emc2, un incontro rivolto alla cittadinanza: si terrà la prossima domenica 16 ottobre, a partire dalle ore 16, “Fare il cibo: tra innovazione, tradizione e impatto sociale. Dialogo sulla filiera alimentare per una produzione migliore, una nutrizione migliore, un ambiente migliore”. L’evento sarà ospitato da Lostello della Cittadella, spazio gestito da Emc2.

L’INCONTRO – L’iniziativa è volta a sensibilizzare la cittadinanza rispetto al valore sociale della produzione alimentare e ad accrescere la conoscenza relativa alle tecniche e ai processi produttivi; due, in particolare, i temi che verranno affrontati: nel suo intervento, dal titolo “Tecnologia e tradizione: innovare per preservare”, il prof. Arnaldo Dossena, rappresentante di Clust-ER Agrifood Emilia-Romagna tratterà dell’evoluzione dell’alimentazione nel tempo, in funzione dei cambiamenti culturali, della diversa disponibilità di cibo e delle innovazioni tecnologiche intervenute nei metodi di produzione e conservazione. A seguire, Luca Salsi, coordinatore del settore di agricoltura sociale e trasformazione della Cooperativa sociale Emc2, racconterà l’esperienza dell’Ortobottega, nel Podere di Vigheffio, dove la produzione e la vendita di verdure di stagione diventa occasione di inclusione sociale e di crescita individuale e collettiva.

L’evento sarà introdotto dalla presidente di Confconsumatori Mara Colla, a cui seguiranno i saluti istituzionali dell’assessora alla Partecipazione, Associazionismo, Quartieri del Comune di Parma Daria Jacopozzi e gli interventi di Monica Comelli, Community manager de Lostello, e di Paolo Lommi, Responsabile servizi educativi di Emc2. Al termine del pomeriggio si terrà un piccolo rinfresco con protagoniste le verdure dell’Ortobottega.

L’incontro è patrocinato dal Comune di Parma ed è realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna a sostegno di iniziative di informazione e educazione rivolte ai consumatori, con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico.

PER PARTECIPARE – La partecipazione all’evento è gratuita e a ingresso libero; gradita la prenotazione. Per registrarsi è possibile contattare lo sportello di Confconsumatori Parma al numero 0521 230134 o all’indirizzo mail parma@confconsumatori.it. I partecipanti riceveranno in omaggio la guida Benessere e Sicurezza Alimentare, realizzata da Confconsumatori in collaborazione con l’Università di Parma.

SCARICA LA LOCANDINA

 

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020

  • Ottobre, 13
  • 3065
  • Alimentazione, Dalle Sedi, Emilia Romagna, Progetti e Attività, sitoer
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Acquisti alimentari: cittadini europei preoccupati dal prezzo della spesa Secondo l'indagine Eurobarometro 2022, il prezzo del cibo è il primo fattore che influenza la spesa, seguito dalla sicurezza alimentare

Parma, 30 settembre 2022 – Qual è la prima cosa che valutano i cittadini europei quando acquistano prodotti alimentari? Secondo l’indagine Eurobarometro 2022, quest’anno è la convenienza a guidare le scelte dei consumatori dell’UE.

L’INDAGINE – Per realizzare lo studio sono stati intervistate 27.000 persone, con l’obiettivo di valutare il livello di informazione e di consapevolezza dei cittadini europei in materia di acquisti alimentari. Diversamente dal passato, il prezzo degli alimenti è risultato il primo fattore che influenza le persone.

“Dal nostro ultimo sondaggio del 2019 sono successe molte cose, non ultime una pandemia mondiale e lo scoppio di una guerra in Europa. Tali eventi hanno avuto conseguenze drammatiche, e non sorprende che per molti europei l’aumento del costo della vita influisca più di prima sulle scelte alimentari“, ha affermato Bernhard Url, direttore esecutivo dell’EFSA.

“D’altra parte la sicurezza alimentare rimane importante per molti di essi, ed è incoraggiante vedere che quasi la metà si preoccupa di mangiare in modo sano nella stessa misura in cui si preoccupa dei rischi alimentari“.

Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, la prima preoccupazione riguarda i residui di pesticidi negli alimenti (40%) e i residui di antibiotici, ormoni o steroidi nella carne (39%).  Un numero minore di persone, invece, teme le malattie delle piante (11%), l’uso delle nuove biotecnologie nella produzione alimentare (8%) e le nanotecnologie applicate ad essa (5%).

L’Eurobarometro 2022 evidenzia anche che la maggioranza dei cittadini europei riconosce che lo stato dell’ambiente, degli animali e delle piante hanno un impatto sulla salute umana, nonostante questi elementi non siano ancora in cima alla classifica delle preoccupazioni dei consumatori.

E IN ITALIA? – In particolare, nel nostro Paese sono sicurezza alimentare e provenienza degli alimenti a guadagnarsi il primo posto. Agli occhi dei consumatori sarebbero due fattori più importanti anche rispetto al prezzo, che arriva solamente al quarto posto, dietro al gusto.

LEGGI I RISULTATI DELL’INDAGINE

 

 

  • Settembre, 30
  • 3508
  • Alimentazione, Salute
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Nuova etichettatura sul benessere animale: primo passo contro le #BugieInEtichetta I partiti si impegnino in campagna elettorale con i cittadini affinché non vi siano menzogne nelle etichette sul benessere animale e sia obbligatorio indicare l’uso delle gabbie.

Milano, 3 agosto 2022 – “Da quanto abbiamo appreso, è stato raggiunto un primo importante risultato contro le #BugieInEtichetta, ma il nostro lavoro in difesa degli animali allevati, dei cittadini e delle aziende realmente impegnate nella transizione verso un maggior benessere animale non si ferma certo qui. Grazie all’intervento del Ministro della Salute Roberto Speranza, nel testo portato dal Governo in Conferenza Stato-Regioni sono infatti state recepite alcune modifiche positive al decreto che istituisce l’etichettatura nazionale volontaria sul benessere animale” dichiarano le associazioni Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, The Good Lobby, WWF Italia.

Dopo due anni intensi di impegno contro la pessima proposta originaria – inspiegabilmente difesa dal Ministro delle Politiche Agricole del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli – che avrebbe favorito, ancora una volta, gli interessi degli allevamenti industriali a carattere intensivo che lavorano ai limiti di legge, le 14 associazioni della coalizione contro le #BugieInEtichetta accolgono con favore le modifiche apportate dal Ministro Speranza al decreto interministeriale che istituisce il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale – SQNBA da cui nascerà l’etichettatura istituzionale su base volontaria.

Si tratta solo di un primo passo, che dovrà necessariamente essere seguito dalla definizione adeguata degli standard di benessere per le diverse specie. “Continueremo a seguire attentamente i lavori per assicurare che le bugie ai cittadini, presenti nella bozza di decreto, che Speranza ha fatto uscire dalla porta, non rientrino dalla finestra con l’approvazione di standard inadeguati e incoerenti con il benessere animale per le singole specie allevate e/o con la scelta di un’etichettatura poco trasparente”.

“Per impedire raggiri ai consumatori e dare risposta a 1,4 milioni di cittadini che hanno chiesto di eliminare le gabbie negli allevamenti – continuano le 14 associazioni – chiediamo a tutti i partiti, alle formazioni politiche e ai loro leader impegnati in campagna elettorale di far sapere subito ai cittadini, a cui chiedono il voto, se faranno battaglia per un’etichettatura istituzionale volontaria SQNBA che non dica bugie, ad esempio nascondendo l’uso delle gabbie, elemento che invece, per garantire trasparenza, dovrà necessariamente essere presente in etichetta.”

A questo si aggiunge la necessità di un’interpretazione chiara dei livelli progressivi indicati nel decreto, che devono essere applicati a metodi di allevamento differenti (almeno due nell’allevamento al coperto e due in quello all’aperto), in modo da garantire trasparenza e chiarezza sull’etichetta. Sarà inoltre essenziale prevedere meccanismi di controllo adeguati, al fine di intercettare e disincentivare in modo efficace possibili comportamenti illeciti, prevedendo la revoca definitiva per coloro che non rispettano i requisiti pur essendo certificati SQNBA.

“Da parte nostra – concludono le 14 associazioni della coalizione contro le #BugieInEtichetta – ci impegniamo a far sapere subito quali partiti, formazioni politiche e leader prenderanno questo chiaro e netto impegno per la trasparenza in etichetta a tutela di animali allevati, cittadini e aziende impegnate nella reale transizione verso un maggior benessere animale.”

*Le associazioni che aderiscono alla coalizione sono: Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, The Good Lobby, WWF Italia

 

  • Agosto, 4
  • 4251
  • Alimentazione, Progetti e Attività
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Benessere animale: le associazioni inviano un appello a Conte e al Movimento 5 Stelle Le associazioni per animali, ambiente e diritti dei consumatori chiedono di fermare o modificare il decreto truffa sul benessere animale: "Domani è troppo tardi"

Parma, 26 luglio 2022 – Riportiamo di seguito il comunicato congiunto diffuso dalle 14 associazioni della coalizione #BugieinEtichetta a seguito dell’ingresso degli attivisti di Animal Equality ed Essere animali in un allevamento di suini, dove hanno trovato scrofe in gabbia, suinetti morti e animali feriti: situazioni all’ordine del giorno che verrebbero etichettate come “benessere animale” dalla proposta del Ministro Patuanelli.

>>> FOTO AZIONE: https://we.tl/t-SfhjXIsGMS

Milano, 26/07/2022 –  Le 14 associazioni della Coalizione Contro le #BugieinEtichetta lanciano un appello pubblico al Presidente e capo politico del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e nuove immagini che mostrano il rischio enorme nel bollare come benessere animale i prodotti che arrivano da allevamenti intensivi, senza un chiaro percorso di transizione e un’etichettatura progressiva e trasparente per i consumatori. 

Domani infatti in Conferenza Stato-Regioni si terrà il voto sul decreto che istituirebbe l’etichetta volontaria Benessere Animale (SQNBA) in tutta Italia e il Movimento 5 Stelle oggi ha l’occasione e il potere di fare la propria parte per milioni di animali e di consumatori, domani sarà troppo tardi. 

Per richiamare l’attenzione sulla gravità della proposta attuale, gli attivisti delle associazioni Animal Equality ed Essere Animali hanno raccolto foto e testimonianze da un allevamento intensivo di maiali, che mostrano quali sono i luoghi che verrebbero venduti ai consumatori come luoghi del “benessere animale”: scrofe in gabbia, suinetti morti, animali feriti, stressati e maiali costretti a convivere ancora vivi con cumuli di animali deceduti all’interno delle gabbie. 

Le gabbie stesse sono state indicate dalla Commissione europea come una delle pratiche più crudeli dell’industria e per questo l’intenzione delle istituzioni è quella di vietarle entro il 2027. A questo si aggiunge che l’Italia è attualmente in violazione delle direttive europee per quanto riguarda il taglio routinario della coda dei suinetti, una pratica che viene eseguita, legalmente grazie alla deroga, in maniera indiscriminata e senza anestesia su oltre l’80% dei maiali nel nostro Paese, nonostante sia vietata per legge [dati Ministero della Salute, 2022]. 

Ad oggi, il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli – senatore eletto dai cittadini tra le fila del Movimento – non ha mostrato la minima intenzione di rivedere la proposta di decreto che finirebbe per bollare queste crudeltà e queste violazioni come “benessere animale”, nascondendo agli occhi dei consumatori le reali condizioni di allevamento degli animali. 

Il Ministro, infatti, finora ha sempre rifiutato di dar seguito alle richieste delle 14 associazioni della Coalizione contro le #BugieinEtichetta, che rappresentano non solo centinaia di migliaia di cittadini che hanno a cuore animali, ambiente e diritti dei consumatori, ma che hanno anche costantemente proposto soluzioni concrete per modificare un’etichetta che, così com’è stato concepita, sarebbe una vera e propria truffa nei confronti dei cittadini. 

Nell’appello indirizzato al Presidente Giuseppe Conte si sottolinea come: “il citato decreto, senza significative modifiche, realizzerebbe una vera e propria #BugiaInEtichetta nei confronti di cittadini-consumatori, una beffa per le aziende che hanno investito nella transizione verso un maggior benessere animale e, ovviamente, sarebbe un irrimediabile danno per il benessere degli animali negli allevamenti.” 

Le associazioni richiamano quindi l’attenzione del Presidente Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle sulla linea politica promossa e portata avanti dal M5S, per tramite del ministro Patuanelli, che se rimanesse tale sarebbe nettamente in contrasto con le attese e la fiducia riposta da milioni di italiani. 

La soluzione di merito c’è ed è a portata di mano, serve un intervento politico urgente per evitare che i soldi pubblici di milioni di cittadini e consumatori italiani vengano utilizzati nel modo peggiore. 

*Le associazioni che aderiscono alla coalizione sono: Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, The Good Lobby, WWF Italia

  • Luglio, 26
  • 3612
  • Alimentazione
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Basta #BugieinEtichetta: un tweetstorm rivolto ai Ministri Patuanelli e Speranza Le associazioni animaliste, ambientaliste e dei consumatori contro il progetto di etichettatura sul benessere animale

Roma, 29 marzo 2022 – La Coalizione Contro le #BugieInEtichetta – composta da 14 associazioni animaliste, ambientaliste e dei consumatori – ha lanciato un tweetstorm, a cui hanno aderito oltre 20.000 tweet, rivolto ai Ministri dell’Agricoltura e della Salute, Stefano Patuanelli e Roberto Speranza, per chiedere di fermare l’approvazione del progetto di etichettatura nazionale sul benessere animale, privo dei criteri necessari a garantire un maggiore rispetto degli animali allevati a scopo alimentare e della necessaria trasparenza e chiarezza nei confronti dei consumatori.

Le associazioni chiedono ai Ministri di modificare il decreto in base alle proposte della società civile, inviate più volte e sempre rigettate dagli uffici dei Ministeri senza alcun reale confronto.

La proposta portata avanti dai Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute con Accredia prevede infatti la certificazione con il claim in etichetta “benessere animale” anche per prodotti provenienti da animali allevati secondo standard al ribasso, tipici delle forme di allevamento intensivo.

Tale certificazione inoltre garantirebbe accesso ai fondi PAC e PNRR, favorendo ancora una volta gli allevamenti a carattere intensivo, piuttosto che la transizione verso sistemi più sostenibili e  che tengano in maggiore considerazione le necessità degli animali allevati.

Le associazioni chiedono di rivedere un sistema di etichettatura fuorviante, incapace – vista l’assenza di livelli di qualità crescenti chiaramente indicati in etichetta – di favorire una reale transizione e di garantire informazioni veritiere e trasparenti ai consumatori, che si troverebbero di fatto ingannati al momento dell’acquisto senza poter acquisire una consapevolezza reale circa i metodi di allevamento.

Le associazioni hanno chiesto più volte la revisione del decreto in alcuni, precisi, punti essenziali: l’introduzione di almeno cinque livelli diversificati per ogni specie chiaramente visibili in etichetta, la cancellazione dei riferimenti alla diminuzione delle emissioni di gas serra nella definizione di benessere animale – azione importante e necessaria ma del tutto scollegata da questa certificazione – e la considerazione dei bisogni etologici di specie, della densità di animali e delle condizioni di trasporto tra i criteri atti a determinare il benessere animale.

Senza queste modifiche essenziali, etichettare con il claim “benessere animale” i prodotti sarà un mero atto di inganno nei confronti dei consumatori e degli allevatori che già hanno avviato una transizione, a scapito di una maggiore tutela degli animali allevati.

*Le associazioni che aderiscono alla coalizione #BugieInEtichetta sono: Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, The Good Lobby, WWF Italia

  • Marzo, 29
  • 4203
  • Alimentazione, Salute
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
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e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
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Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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