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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Chiusura Contratti

Come chiudere un contratto evitando problemi



Confconsumatori riparte: siamo di nuovo al tuo fianco Le attività riprendono e con loro tutti i servizi dedicati ai cittadini. Dallo Sportello online alle truffe digitali, fino ai problemi di viaggio: ecco dove trovare ascolto, informazioni e assistenza.

Parma, 26 agosto 2026 – Le porte riaprono, le attività ripartono e Confconsumatori torna pienamente operativa.

Ma più che dirvi semplicemente “siamo tornati”, vogliamo ricordarvi perché siamo qui.

Perché una bolletta incomprensibile, un acquisto che si trasforma in un problema, un contratto che non torna, una truffa online o una vacanza finita male possono lasciare una domanda molto semplice: “E adesso, cosa faccio?”

È proprio da questa domanda che vogliamo ripartire.

Hai un problema? Raccontacelo online

Non sempre si sa subito a chi rivolgersi. E non sempre è facile capire quali siano i propri diritti.

Per questo uno dei primi strumenti da tenere a portata di clic è lo Sportello online di Confconsumatori “Spiegaci il tuo problema”.

La procedura è semplice: attraverso il form è possibile indicare l’argomento, descrivere sinteticamente ciò che è accaduto e formulare la propria richiesta. È inoltre possibile allegare un documento utile alla valutazione del caso.

Un modo diretto per compiere il primo passo: raccontare il problema a chi può aiutarti a inquadrarlo.

👉 Spiegaci il tuo problema: accedi allo Sportello online di Confconsumatori

Truffe digitali: meglio non sentirsi mai “troppo furbi per cascarci”

Un SMS apparentemente inviato dalla banca. Una telefonata molto convincente. Un link che sembra autentico. Un acquisto online che nasconde una trappola.

Le frodi digitali cambiano rapidamente linguaggio e modalità e possono colpire chiunque.

Per questo resta in primo piano SMACCO ALLA TRUFFA, il progetto di Confconsumatori dedicato alla prevenzione e al contrasto delle frodi digitali.

Lo Sportello online offre un primo orientamento ai cittadini alle prese con phishing, smishing, vishing, furti di identità digitale e di account, falsi operatori bancari, e-commerce fraudolenti e truffe nei pagamenti con carte o bonifici.

Una regola, però, vale sempre: quando qualcosa non convince, non avere fretta di cliccare, pagare o fornire dati personali. E se la truffa è già avvenuta, non perdere tempo pensando che ormai non ci sia più nulla da fare.

👉 Scopri lo Sportello online SMACCO ALLA TRUFFA

Vacanza finita, problema rimasto? C’è lo Sportello del Turista

Agosto sta per salutarci, ma non necessariamente lo fanno anche i problemi delle vacanze.

Voli cancellati o in ritardo, bagagli smarriti, strutture diverse da quelle promesse, problemi con pacchetti turistici e trasporti possono continuare a richiedere attenzione anche una volta disfatte le valigie o per chi è ancora in viaggio.

Anche nell’estate 2026 è tornato lo Sportello del Turista di Confconsumatori, arrivato alla sua ventunesima edizione e, da quest’anno, accessibile anche online.

Un presidio dedicato ai viaggiatori per ricevere informazioni, consulenza e assistenza sui disservizi legati a turismo e trasporti.

Perché i tuoi diritti non vanno in vacanza.

👉 Scopri lo Sportello del Turista 2026

Ripartiamo da qui: dai problemi reali delle persone

Essere nuovamente operativi significa soprattutto questo: tornare ad ascoltare, informare e tutelare.

Dietro ogni richiesta non c’è semplicemente una “pratica”. C’è una persona che vuole capire cosa è successo, quali diritti ha e quali passi può compiere.

Ed è qui che Confconsumatori vuole continuare a fare la differenza: rendendo la tutela più vicina e accessibile, anche attraverso gli strumenti online.

Quindi sì, siamo tornati.

E se durante l’estate hai messo un problema nel cassetto pensando “ci penserò a settembre”, forse è arrivato il momento di tirarlo fuori.

  • Agosto, 26
  • 1110
  • Assicurazioni, Casa e Utenze, Chiusura Contratti, Internet, Pratiche commerciali scorrette, Risparmio e Investimenti, Smacco alla Truffa, Turismo e Trasporti
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Liquidazione Soly Italy Operation: Confconsumatori al fianco dei consumatori coinvolti Domande di insinuazione entro l'11 aprile: l’associazione offre supporto per tutelare i creditori

Parma, 31 marzo 2026 – Confconsumatori ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini coinvolti nella procedura di liquidazione giudiziale della Soly Italy Operations S.r.l., società attiva nell’installazione e manutenzione di impianti fotovoltaici. La procedura è stata aperta dal Tribunale di Milano il 31 dicembre 2025 e coinvolge centinaia di consumatori che avevano avviato rapporti contrattuali con l’azienda.

La procedura di liquidazione

Secondo le comunicazioni ufficiali, l’udienza per l’esame dello stato passivo è fissata per il 12 maggio 2026. Per partecipare alla procedura, i creditori devono presentare domanda di insinuazione al passivo entro il termine previsto dalla legge: 11 aprile 2026 (30 giorni prima dell’udienza). Le domande presentate oltre tale data saranno considerate tardive dal Tribunale.

Chi è coinvolto

Sono interessati tutti i consumatori che:

  • hanno stipulato contratti per impianti fotovoltaici con Soly Italy Operation;
  • hanno versato acconti o pagamenti non seguiti dall’installazione;
  • attendono interventi di manutenzione o riparazione;
  • vantano crediti non soddisfatti.

Il supporto di Confconsumatori

Confconsumatori mette a disposizione dei cittadini:

  • verifica della posizione creditoria;
  • assistenza nella predisposizione della domanda di insinuazione;
  • informazioni aggiornate sulla procedura;
  • supporto tramite gli sportelli territoriali dell’associazione.

L’obiettivo è garantire ai consumatori la possibilità di far valere i propri diritti in modo corretto e nei tempi previsti.

Cosa fare adesso

1. Recupera la documentazione

Contratto, preventivi, fatture, ricevute di pagamento, scambi di email o messaggi con l’azienda.

2. Verifica la tua posizione creditoria

Rivolgiti a Confconsumatori per capire se e come puoi insinuarti al passivo.

3. Presenta la domanda entro l’11 aprile 2026

Il rispetto della scadenza è fondamentale per evitare che la domanda venga considerata tardiva.

4. Contatta gli sportelli territoriali

Gli operatori Confconsumatori possono assisterti nella compilazione e nell’invio della domanda.

Confconsumatori continuerà a monitorare la procedura di liquidazione della Soly Italy Operation e a fornire aggiornamenti ai cittadini coinvolti.

Per informazioni e assistenza, è possibile rivolgersi agli sportelli territoriali o allo sportello online dell’associazione.

  • Marzo, 31
  • 3401
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Chiusura Contratti
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Senza linea per quasi due mesi: 2.250 euro di danni Odissea telefonica per un utente di Grosseto rimasto vittima di una migrazione fallita nel ritorno dal nuovo al vecchio gestore.

Grosseto, 2 marzo 2021 – Un consumatore di Grosseto era stato convinto a cambiare gestore telefonico con la promessa di una tariffa di favore, poi rivelatasi fasulla. Accortosi della cosa, l’utente ha espresso il legittimo diritto al ripensamento ottenendo però di rimanere senza linea fissa. L’utente di è così rivolto a Confconsumatori per portare la questione in tribunale, far valere i suoi diritti e chiedere un risarcimento.

UTENZA E RIPENSAMENTO – Come spesso accade, alcuni consumatori vengono contattati da call center e indotti a cambiare gestore telefonico in nome di inesistenti tariffe telefoniche di favore. Tuttavia, entro 14 giorni è possibile esercitare – quando il contratto telefonico avviene a distanza – il diritto di ripensamento che permette all’utente di essere automaticamente e senza penalità trasferito al precedente operatore. Questa è la prima fondamentale decisione assunta dal Tribunale di Grosseto quale giudice d’appello nella controversia risolta con la sentenza del 24 febbraio 2021.

Purtroppo, come spesso avviene, questo ri-trasferimento dal nuovo gestore a quello precedente, per l’esercizio del diritto di ripensamento del consumatore, comporta dei disagi non sempre facilmente risolvibili.

IL CASO – Nel caso in questione, un utente di Grosseto che aveva cambiato gestore convinto della bontà dell’offerta, aveva poi scoperto che in realtà non gli era stata riservata nessuna tariffa di favore e aveva esercitato il suo diritto al ripensamento. Trovando difficoltà a comunicare e a far valere i suoi diritti, l’utente di è rivolto a Confconsumatori Grosseto.

Nonostante le varie diffide inviate da Confconsumatori al nuovo gestore, l’utente era rimasto senza linea telefonica fissa per oltre un mese e mezzo. La carenza dell’utenza telefonica fissa dell’abitazione costituisce una grave violazione del diritto costituzionale alla comunicazione come ribadito dalla sentenza del Tribunale di Grosseto, con conseguente ristoro del danno non patrimoniale o esistenziale.

LA SENTENZA – L’utente, tramite Confconsumatori aveva deciso di portare la questione in Tribunale: in primo grado il Giudice di Pace aveva negato, a fronte della provata assenza di linea telefonica, qualsiasi risarcimento in capo al gestore telefonico. L’utente, non si è dato per vinto, e con l’ausilio dell’Avvocato Ilaria Nunziata ha impugnato la sentenza di primo grado ottenendo giustizia.

Infatti, il Tribunale di Grosseto, quale Giudice d’appello, ha statuito la responsabilità del nuovo operatore nella fase di rientro al vecchio operatore ed ha quantificato, secondo equità il danno non patrimoniale dalla soppressione del diritto alla comunicazione ed al patema d’animo soggettivamente patito, superando qualsivoglia limitazione di danno contenuta nella carta dei servizi e nei vari regolamenti AGCOM, determinando giusto – secondo equità – un risarcimento di 2.250 euro per un mese e mezzo d’assenza della linea domestica.

Confconsumatori Toscana, tramite lo sportello grossetano, tratta purtroppo ancora troppi casi simili che spesso vedono l’utente particolarmente vessato nei suoi diritti.  Gli interessati possono contattare lo sportello grossetano al numero 0564,417849 oppure scrivere a grosseto@confconsumatori.it

Scarica QUI la sentenza del Giudice di Pace di Grosseto

  • Marzo, 2
  • 1995
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Acquisti e Garanzie, Chiusura Contratti, Dalle Sedi, Pratiche commerciali scorrette, Telefonia, Toscana
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Energia: meno di 1 anno al Mercato Libero C’è chi ancora è all’oscuro e chi se ne approfitta per accaparrarsi clienti: cosa sapere per non farsi fregare e arrivare pronti al luglio 2020

Parma, 5 luglio 2019 – Continuano le telefonate scorrette, per indurre i consumatori a cambiare contratto o operatore con informazioni parziali se non del tutto scorrette, approfittando della diffusa impreparazione sul tema. Tra esattamente un anno sarà completo il passaggio al Mercato Libero dell’Energia, ma sono ancora tanti i consumatori che non hanno le idee chiare e che sono chiamati a informarsi. Confconsumatori Parma ha attivato da diversi anni lo sportello “Energia: diritti a viva voce” per fornire assistenza e informazioni.

  • Luglio, 5
  • 4837
  • Casa e Utenze, Chiusura Contratti, ENERGIA: Diritti a viva voce, Pratiche commerciali scorrette
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Iscrive di nascosto la figlia all’agenzia matrimoniale Condannata un’agenzia matrimoniale della provincia di Messina che ha convinto una madre a versare 730 euro per un contratto illegale

Messina, 12 aprile 2019 – Una madre troppo apprensiva, un’agenzia matrimoniale scorretta e una figlia (peraltro già fidanzata) ignara di tutto: sembrano gli ingredienti per una commedia degli equivoci, invece sono i protagonisti di un fatto vero, accaduto in Sicilia, a Messina. La madre, preoccupata per la figlia, è stata convinta da un’agenzia matrimoniale a sottoscrivere un contratto illegalmente, all’insaputa figlia (peraltro già fidanzata all’epoca). Grazie all’intervento di Confconsumatori la vicenda ha avuto un lieto fine e la donna è riuscita ad annullare il contratto e a recuperare i 730 euro versati.

I FATTI – Nel 2016 una donna sui 60 anni, residente in provincia di Messina, si era recata insieme al compagno convivente in un’agenzia matrimoniale per richiedere informazioni. La donna, infatti, non era al corrente che la figlia aveva già un fidanzato in quel momento, e aveva confidato al titolare le sue apprensioni e il desiderio che la figlia potesse trovare l’anima gemella, magari con un incontro casuale. Il titolare, anziché limitarsi a illustrare la proposta commerciale dell’agenzia e invitare la donna a tornare con la figlia, ha approfittato dello stato emotivo della madre e, a suon di “Possiamo fare tutto, ci pensiamo noi, è per il bene di sua figlia”, l’ha convinta a sottoscrivere un contratto a nome della figlia (senza alcuna delega) e a versare immediatamente 730 euro. Di lì a poco, la madre si è resa conto di essere stata in qualche modo raggirata, ma a fronte del rifiuto da parte dell’agenzia di annullare il contratto, si è rivolta alla sede di Confconsumatori di Santa Teresa di Riva (ME).

IL CONTRATTO ILLEGALE – L’avvocato Carmelina Cilla di Confconsumatori, pur rilevando le ingenuità della madre, ha da subito inteso la mala fede dell’Agenzia (poi riconosciuta anche dal giudice) che non poteva assolutamente proporre alla donna un contratto intestato alla figlia, ignara e all’oscuro di tutto, la quale, peraltro, una volta informata dell’iniziativa della madre ha avuto modo di esprimere tutta la propria personale contrarietà. Falliti i tentativi di soluzione bonaria della vicenda, si è arrivati alla causa e alla sentenza, emessa nei giorni scorsi, del Giudice di Pace di Messina, che ha riconosciuto il diritto al rimborso della madre. L’Agenzia «in assoluta malafede – si legge nella sentenza – spinta dall’interesse ad acquisire una cliente, chiaramente sprovveduta e animata da preoccupazioni inesistenti sul futuro della figlia, l’ha convinta della validità della sua sottoscrizione, priva di apposita delega o procura, e della fattibilità delle prestazioni subdole offerte dal contratto».

Scarica la sentenza del Giudice di pace di Messina

  • Aprile, 12
  • 3312
  • Chiusura Contratti, Pratiche commerciali scorrette, Servizi e Società, Sicilia
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Senza linea per 7 mesi: 4000 euro di danni Sentenza esemplare per un utente di Grosseto rimasto vittima di una migrazione fallita e costretto a rinunciare al numero storico del telefono fisso

Grosseto, 4 gennaio 2019 – “Incastrato” tra un operatore e l’altro nel tentativo di migrare la linea telefonica e internet, dopo oltre 200 giorni di attesa e di solleciti inascoltati, un cittadino della provincia di Grosseto si era trovato costretto a rinunciare al proprio numero telefonico e ad avviare un nuovo contratto con un terzo fornitore. Tutto è accaduto nel 2012 ma, dopo numerosi tentativi di risolvere in via stragiudiziale andati a monte, lo sventurato consumatore ha dovuto attendere il dicembre 2018 per avere tra le mani la sentenza che gli riconosce ben 4 mila euro di danni, oltre le spese. Una sentenza esemplare.

LA MIGRAZIONE FALLITA – Nell’aprile del 2012 un cittadino della provincia di Grosseto, aderendo a una proposta allettante, aveva sottoscritto un contratto con una compagnia di telecomunicazioni per la migrazione della linea telefonica domestica e della connessione internet Adsl. Ben presto, però, l’utente si era trovato a fare i conti con una procedura farraginosa, aggravata dall’indolenza dei due operatori: la migrazione continuava a non andare a buon fine e il grossetano era rimasto senza telefono e senza internet.

I TENTATIVI DI CONCILIAZIONE – Nonostante l’invio di reclami tramite la Confconsumatori di Grosseto l’utente continuava ad essere vittima dello reciproco rimpallo di responsabilità tra le due società, inoltre il vecchio operatore continuava a pretendere il pagamento di bollette successive al mese di aprile, pur avendo attestato di aver acconsentito alla migrazione regolarmente. A distanza di ben 210 giorni dall’avvio della procedura di migrazione il cittadino, rimasto senza numero fisso e senza internet, si era trovato costretto a rinunciare al proprio numero telefonico storico, sottoscrivendo un contratto di nuova fornitura con un terzo operatore. Nel frattempo, tramite l’associazione, l’utente aveva avviato anche il tentativo di conciliazione presso il Co.Re.Com., fallito per il mancato accordo con le due compagnie. A quel punto non restava che la causa.

LA CAUSA – Assistito dai legali di Confconsumatori Grosseto, l’utente si era deciso a proporre una causa presso il Giudice di Pace di Grosseto. Purtroppo i tempi della giustizia non sono stati brevi visto che la causa, avviata nel 2013, è stata decisa solo prima di natale con la sentenza 952/2018 da parte del Giudice di Pace Valeria Bellisario. Ciò è stato causato dalla lunga istruttoria conseguente e dalla condotta delle due compagnie telefoniche, che sono arrivate a negare l’evidenza.

LA SENTENZA ESEMPLARE – A conti fatti, è valsa la pena di attendere i tempi della giustizia per il consumatore che si è visto finalmente riconoscere i danni patrimoniali e non patrimoniali chiesti in atto di citazione per la soppressione della sua utenza telefonica per oltre 7 mesi e la perdita del numero di telefono. Il Giudice ha ritenuto equa la richiesta di risarcimento per 4 mila di danni, oltre ad euro 400 per compensare la perdita di tempo, i fax, le telefonate e i reclami inviati costantemente in 7 mesi di calvario. In aggiunta il Giudice ha riconosciuto il diritto al rimborso dei costi vivi della nuova utenza telefonica chiesta ad altro gestore e ha stabilito che il vecchio gestore telefonico non poteva emettere fatture dopo aver cessato l’erogazione della linea, annullando di fatto le due fatture pendenti. Infine, il giudice ha condannato tutte e due le compagnie telefoniche in solido tra loro al pagamento delle spese processuali.

IL COMMENTO – “Un conto complessivo particolarmente salato, di quasi 8 mila euro a carico dei gestori – commenta Confconsumatori Grosseto – Si tratta di una sentenza esemplare che confidiamo possa disincentivare comportamenti omissivi e sconsiderati da parte dei gestori telefonici che non possono “accalappiare” i clienti con offerte succulente per poi lasciarli a loro stessi in caso di guai. Altra doverosa conclusione che si trova nella vicenda è l’insufficiente efficace delle procedura deflattive delle controversie telefoniche perché in tale sedi, anche davanti ai Co.re.com., non si parla mai di risarcimento danni veri e propri per gli utenti che, al contrario, hanno pieno diritto“.

Scarica la sentenza Giudice di Pace di Grosseto

  • Gennaio, 4
  • 4307
  • Casa e Utenze, Chiusura Contratti, Internet, Pratiche commerciali scorrette, Telefonia, Toscana
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Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
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Cellulare:  347.0834207
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Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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