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Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
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Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Lombardia

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Sostenibilità alimentare e spreco: come cambia il rapporto tra cittadini e cibo Un’analisi delle abitudini quotidiane nelle città e delle iniziative che promuovono scelte più sane e responsabili.

Arriva il contributo dello sportello di Milano per il progetto LESS che punta su formazione, contesto sociale e lotta allo spreco per sviluppare un percorso di informazione che unisce formazione di base e interventi più ampi sul territorio.

Parlare di alimentazione sana e sostenibile significa affrontare un tema complesso, che non riguarda soltanto la scelta degli alimenti o la corretta gestione delle scadenze, ma coinvolge anche il contesto economico e sociale in cui le persone vivono. L’idea secondo cui “siamo ciò che mangiamo”, resa celebre da Feuerbach, può essere riletta anche in senso inverso: spesso mangiamo ciò che siamo, e ciò che siamo è fortemente influenzato dal ritmo e dalle condizioni della vita metropolitana. La capacità di spesa, la rapidità delle giornate, i tempi di lavoro e la crescente diffusione di nuclei familiari composti da una sola persona determinano scelte alimentari poco equilibrate.

Alimentazione e contesto sociale: come la vita metropolitana influenza le scelte quotidiane

Nelle grandi città la colazione a casa è spesso sostituita da un caffè al volo, il pranzo è consumato nelle mense aziendali o ridotto a un panino veloce, mentre la cena è affidata ad aperitivi, pasti precotti o surgelati. Lo stesso vale per molti bambini e ragazzi, che adottano abitudini simili a causa degli impegni quotidiani delle famiglie. Non si tratta soltanto di scarsa informazione, ma di una necessità dettata da tempi e costi che condizionano profondamente la vita urbana. Accanto alla tradizionale formazione sulla corretta alimentazione — lettura delle etichette, gestione delle scadenze, prevenzione dello spreco — è stato attivato un lavoro di rete che coinvolge vari soggetti: dai gestori del welfare aziendale ai responsabili delle mense scolastiche, fino alle associazioni di volontariato che operano sul territorio. Tra queste ultime, un ruolo importante è ricoperto da realtà come il Pane Quotidiano, che trasformano lo spreco alimentare residuo in risorsa per la comunità.

Artigianalità, sostenibilità e costo dei prodotti: una sfida per i consumatori

Sono stati coinvolti anche artigiani del settore gastronomico, con iniziative dedicate ai prodotti dolciari e al valore dell’artigianalità. È stato inoltre approfondito il tema del cibo come strumento di prevenzione, capace — se consumato correttamente — di contribuire al benessere e ridurre il ricorso ai medicinali. Tuttavia, parlare di prodotti biologici, filiere sostenibili e artigianalità non è semplice in un contesto economico difficile. Spiegare che un panettone artigianale può costare più del doppio di un prodotto industriale, o che una scelta sostenibile può avere un prezzo maggiore, significa confrontarsi con un limite reale. Anche uno studio recente di Centromarca evidenzia come la sostenibilità sia un tema sempre più sentito, soprattutto dai giovani, ma comunque condizionato dal costo finale al consumatore.

Educazione alimentare e inclusione sociale: il ruolo centrale dell’informazione

E’ importante fornire consigli concreti, non ideali difficilmente attuabili. Ad esempio, suggerire torte fatte in casa per la colazione dei bambini può essere sensato, ma non realistico per chi ha poco tempo a disposizione. Meglio indicare alternative gestibili, come ridurre le porzioni di prodotti confezionati, abbinarli alla frutta o dedicare ai prodotti preparati in casa i fine settimana. L’attenzione mostrata dai cittadini dimostra che il tema è sentito, ma anche che il contesto richiede alle associazioni dei consumatori un ripensamento del proprio ruolo. Oltre alla tutela quotidiana, diventa sempre più importante lavorare su formazione, inclusione e interventi legati ai grandi cambiamenti sociali, accompagnando le persone verso scelte più consapevoli e sostenibili.


LE.S.S. Progetto finanziato dal MLPS – DG Terzo settore e responsabilità sociale imprese – Avviso n.2/2023

  • Dicembre, 4
  • 1299
  • Dalle Sedi, LESS, Lombardia
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Buoni fruttiferi postali senza l’indicazione della scadenza e della prescrizione, Poste Italiane condannata a rimborsare 15mila euro Il Tribunale di Monza si è pronunciato a favore di una famiglia che si era rivolta a Confconsumatori

Monza, 9 giugno 2025 – Tra il 1999 e il 2001 avevano intestato ai tre figli sei Buoni fruttiferi postali, dei quali nel 2024 Poste italiane aveva rifiutato il rimborso sostenendo che il diritto fosse prescritto. Per questo – dopo essersi rivolti a Confconsumatori, con l’assistenza dell’avvocato Sabrina Contino – avevano intentato una causa civile contro Poste, chiedendo la restituzione dell’intero capitale nominale, circa 15mila euro, più gli interessi. E il Tribunale di Monza, con sentenza del 4 giugno 2025, ha accolto la domanda risarcitoria, condannando Poste Italiane al pagamento del capitale sottoscritto maggiorato degli interessi convenzionali e di mora.

IL CASO – La vicenda ha coinvolto una famiglia composta da marito, moglie e tre figli, ai quali i genitori avevano cointestato due buoni l’uno. Erano convinti che i sei buoni – sottoscritti in due diverse occasioni, i primi tre il 2 agosto 1999 e gli altri tre il 24 dicembre 2001 – avessero durata ventennale, ma in realtà tre avevano la durata di 7 anni e altri tre avevano la durata di 11 anni. Poste Italiane però, all’atto della sottoscrizione, aveva omesso ogni informazione sulla serie di appartenenza dei buoni, sulla durata e sulla prescrizione. Sui 3 buoni sottoscritti nel 1999 Poste non aveva apposto il tagliando che indica la serie, i rendimenti e il periodo di prescrizione (come previsto dal Dm dell’8 ottobre del 1998, all’epoca vigente), mentre in occasione della sottoscrizione degli altri 3 buoni nel 2001 non aveva consegnato il foglio informativo con la descrizione delle caratteristiche degli investimenti, come prescritto dalla normativa vigente.

LA SENTENZA – Il Tribunale di Monza ha riconosciuto il diritto dei clienti al risarcimento danni in relazione alla violazione da parte di Poste Italiane dei doveri informativi cui era tenuta, necessari per rendere conoscibili ai clienti le condizioni dei buoni sottoscritti, tra cui la durata e la scadenza. Il Tribunale ha statuito che «gli obblighi di informazione, quale l’obbligo di apporre la scadenza sul buono ovvero di dare al risparmiatore informazioni precise al momento della sottoscrizione al fine di individuare la data di scadenza dei Bfp, gravanti su Poste Italiane, costituiscono parte integrante del programma negoziale scaturente dalla sottoscrizione dei buoni. Per tale ragione, l’omessa indicazione della data di scadenza, come si evince dagli atti (per i buoni CB derivante dalla mancata apposizione del tagliando, mentre per quelli AA3 dalla mancata consegna del foglio informativo), costituisce un’ipotesi di inadempimento contrattuale giuridicamente rilevante e imputabile a Poste Italiane».

QUI la sentenza

  • Giugno, 19
  • 6828
  • Dalle Sedi, Lombardia, Risparmio e Investimenti
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Monza, correntista di Poste italiane vittima di truffa online: risarcito con l’intervento dello Sportello online di Confconsumatori Prelevati dal conto 2.480 euro con il sistema del "phishing". La pronuncia dell'Arbitro finanziario in seguito all'intervento dell'associazione

Parma, 12 dicembre 2024 – Si erano finti dipendenti di Poste italiane e gli avevano sottratto il pin della carta tramite sms, prelevandogli poi dal conto 2.480 euro. Il correntista è riuscito a recuperare gran parte della somma rivolgendosi allo Sportello online di Confconsumatori.
IL CASO – Il risparmiatore, residente in provincia di Monza e associato a Confconsumatori, l’estate scorsa si era rivolto all’associazione tramite lo Sportello online segnalando di essere rimasto vittima di una truffa online. Successivamente alla scadenza della sua carta collegata al libretto Smart di Poste italiane, in attesa di avere la nuova carta, aveva ricevuto una telefonata da parte di un soggetto che si era qualificato come dipendente di Poste italiane e che lo aveva informato di una carta in scadenza. Inoltre, pochi dopo il contatto telefonico, aveva ricevuto un sms con un codice numerico che veniva indicato dai truffatori come il nuovo pin della carta. E il risparmiatore, convinto di comunicare effettivamente con Poste italiane, aveva risposto al messaggio scrivendo il pin della sua precedente carta, come richiesto. Così facendo, era caduto nell’inganno: una classica tipologia di “phishing”.
Nei giorni successivi, avendo necessità di prelevare del denaro contante, il correntista si era rivolto allo sportello del suo ufficio postale e si era reso conto di un ammanco di 2.480 euro, pur non avendo mai personalmente utilizzato la sua carta, prelevati tramite sei operazioni nell’arco di quattro giorni che non erano state segnalate dall’attivazione di alcun servizio “alert”.
IL RECLAMO – Il risparmiatore ha subito presentato autonomamente reclamo e Poste italiane, riconoscendo una propria responsabilità parziale in merito a una falla nel sistema di sicurezza relativo all’invio della nuova carta, gli ha riconosciuto un rimborso di 1.240 euro, pari al 50% della somma perduta.
LA TUTELA – Il correntista si è rivolto in seguito a Confconsumatori tramite lo Sportello online che fornisce assistenza a distanza. L’associazione ha investito della questione l’Arbitro bancario finanziario, chiedendo il rimborso del rimanente 50% della somma sottratta. Il Collegio di Milano dell’Abf si è pronunciato riconoscendo un rimborso di ulteriori 640 euro a favore del risparmiatore.
Lo sportello online di Confconsumatori è contattabile a questo link: https://www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/.
  • Dicembre, 12
  • 2307
  • Dalle Sedi, Lombardia, Risparmio e Investimenti
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Trenord: le associazioni dei consumatori scendono in campo per difendere Giorgio Dahò, leader dei Pendolari lombardi "Assurda richiesta risarcitoria per aver denunciato disservizi: offriamo l’assistenza legale"

Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa di Confconsumatori Lombardia insieme con altre associazioni lombarde.

Milano, 12 giugno 2024 – Le associazioni dei consumatori scendono in campo per difendere Giorgio Dahò, del Comitato pendolari della linea Milano-Lecco-Sondrio-Tirano, uno dei cinque rappresentanti dei viaggiatori alla Conferenza regionale del trasporto pubblico locale (Tpl), figura “storica” del pendolarismo lombardo ora denunciata da Trenord che gli chiede un risarcimento da 10mila euro per aver segnalato le inefficienze del servizio.

“È assurdo che chi segnala i disservizi e si batte per tutelare la categoria dei pendolari venga denunciato da un colosso come Trenord – affermano le associazioni dei consumatori – In una democrazia sana questo genere di comportamenti non può essere tollerato, ed è per questo che abbiamo deciso di scendere in campo offrendo assistenza legale a Dahò e raccogliendo firme di solidarietà per affiancarlo nella giusta battaglia verso un miglior servizio ferroviario in favore dei pendolari lombardi”.

  • Giugno, 12
  • 3409
  • Dalle Sedi, Lombardia
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Buoni fruttiferi postali: Poste di nuovo condannata per mancanza del foglio informativo Confconsumatori Milano ha permesso a due fratelli di recuperare oltre 40.000 euro

Milano, 23 aprile 2024 –  Una nuova sentenza positiva per Confconsumatori nella campagna “buono tradito“: ancora una volta, il Giudice ha condannato Poste per non avere consegnato – a dei clienti titolari di Buoni fruttiferi postali – il foglio informativo analitico. Gli associati di Confconsumatori Milano, con l’aiuto dell’avvocato Sabrina Contino, hanno potuto recuperare oltre 40.000 euro.

LA VICENDA

Due associati milanesi, fratello e sorella, erano convinti di essere in possesso di buoni dalla durata ventennale, sottoscritti anni prima dalla madre. In realtà, i buoni avevano solo durata settennale, ma al momento della sottoscrizione Poste aveva omesso di fornire alla cliente l’informazione relativa alla scadenza e di consegnarle il foglio informativo.

LA SENTENZA

Con l’aiuto dello sportello di Milano di Confconsumatori, gli associati si sono rivolti al Giudice, che ha ribadito che “la consegna del foglio informativo contenente le condizioni dei buoni, ivi compresa la loro durata, non può che assumere un’importanza centrale nella conclusione del contratto” e, come conseguenza dell’inadempimento, ha accolto la domanda di risarcimento dei danni condannando Poste al pagamento del capitale perduto, oltre agli interessi che sarebbero maturati nel periodo della durata del buono fruttifero.

Leggi la sentenza

PER ASSISTENZA

Per problematiche relative a buoni fruttiferi postali prescritti, è possibile rivolgersi alle sedi di Confconsumatori elencate all’indirizzo www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori.

  • Aprile, 23
  • 7174
  • Lombardia, Risparmio e Investimenti
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Altra truffa tramite SMS spoofing: la banca deve rimborsare quasi 9.000 euro Per l'Arbitro bancario finanziario i sistemi di sicurezza adottati dall'istituto non erano sufficienti a impedire bonifici fraudolenti

Milano, 3 novembre 2023 – Un’altra recente truffa realizzata tramite SMS spoofing ha portato alla luce la vulnerabilità del sistema di sicurezza online di un noto gruppo bancario italiano. La storia coinvolge una donna che, assistita dalla sede di Milano dell’associazione Confconsumatori, è infine riuscita a ottenere un rimborso di quasi 9.000 euro a seguito di una frode informatica che si sarebbe potuta evitare, se l’istituto avesse attivato sistemi di tutela più efficaci.

SMS FRAUDOLENTI

Lo scorso autunno la donna aveva ricevuto un SMS apparentemente proveniente dalla banca, che la informava del blocco del suo servizio di home banking. Il messaggio conteneva un link per “riattivare” l’account, attraverso cui venivano richieste le credenziali della cliente. Dopo aver verificato la situazione e confermato il blocco del suo home banking, la donna – inconsapevole della truffa – ha inserito le credenziali nel link fornito per poi accorgersi che l’home banking, però, continuava a non funzionare. Dopo aver contattato il servizio clienti della banca, che non ha saputo aiutarla prontamente, la cliente ha scoperto di essere stata vittima di furto: tre bonifici non autorizzati, per un totale di 8.871 euro, avvenuti poco dopo la ricezione dell’SMS fraudolento.

MANCANZA DI SICUREZZA

Con l’assistenza di Confconsumatori, la donna si è rivolta all’Arbitro bancario finanziario (Abf) per contestare la vulnerabilità del sistema di sicurezza della banca. Infine, l’Abf ha accolto il ricorso, sottolineando che la banca non ha fornito la prova di aver implementato tutte le misure necessarie per garantire l’autenticazione forte, come richiesto dalla normativa. In particolare, la banca non ha dimostrato l’inserimento del PIN nel “mobile token”, uno strumento fisico utilizzato per l’autenticazione sull’home banking, da parte dei truffatori, ed è stata così condannata a rimborsare interamente la cliente vittima della truffa.

Questa vicenda sottolinea l’importanza di una maggiore attenzione verso la sicurezza online da parte degli intermediari finanziari al fine di proteggere i propri clienti da truffe informatiche sempre più sofisticate. Gli utenti, d’altro canto, devono usare la massima prudenza e verificare l’autenticità delle comunicazioni che ricevono: in caso di comunicazioni sospette, è sempre bene contattare direttamente la propria banca per avere conferma di trovarsi di fronte a SMS ed e-mail non contraffatti.

Le truffe bancarie digitali sono purtroppo in continuo aumento. Per ricevere supporto e informazioni invitiamo a rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori, oppure a contattare – per assistenza a distanza – lo Sportello online dell’associazione.

Leggi la decisione dell’Abf

 

 

  • Novembre, 3
  • 4021
  • Dalle Sedi, Lombardia, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti
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Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

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