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MATERA

MATERA
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Telefono: 0835.1766729
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Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
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E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Privacy e Protezione dei dati personali



Garante della privacy, sanzione a Enel Confconsumatori chiede il blocco delle vendite mediante telemarketing e teleselling per i contratti di energia elettrica e gas

Parma, 1° marzo 2024 – Il Garante della privacy, con un provvedimento dell’8 febbraio reso pubblico oggi, ha comminato ad Enel Energia una sanzione amministrativa pecuniaria di oltre 79 milioni di euro per gravi carenze nel trattamento dei dati personali di numerosi utenti del settore dell’energia elettrica e del gas, realizzate a fini di telemarketing.

IL CASO

Il procedimento trae origine da un’indagine della Guardia di finanza a seguito della quale l’Autorità aveva già applicato a quattro società sanzioni per 1 milione e 800mila euro e confiscato banche dati utilizzate per attività illecite. Alcune società promuovevano i servizi di compagnie nel settore dell’energia elettrica e del gas mediante contatti telefonici a potenziali clienti utilizzando elenchi acquisiti illecitamente, senza osservare le disposizioni previste dall’Autorità in materia di telemarketing. Ai potenziali clienti veniva proposto il cambio di gestore verso Enel Energia e, in seguito alla stipula di un contratto, venivano ricontattati affinché cambiassero nuovamente gestore. Le società di telemarketing non risultavano avere alcun contratto di collaborazione o per prestazione di servizi con Enel Energia.

L’assenza di efficaci misure di sicurezza ha reso possibile a quelle società di riversare nei sistemi di Enel Energia 978 contratti relativi a 595 utenti. Dal 2015 al 2022 sarebbero stati introdotti a Enel Energia circa 9.300 contratti, di cui 1.640 nei soli dieci mesi del 2022 antecedenti l’ispezione della Guardia di finanza alla compagnia energetica, senza che nessuna delle società fosse ufficialmente inserita nel circuito della rete di vendita di Enel Energia. Inoltre l’Autorità ha accertato gravi carenze di sicurezza dei sistemi di Enel Energia destinati alla gestione dei clienti e all’attivazione dei servizi, privi delle misure per prevenire le attività illecite dei procacciatori abusivi.

LA SANZIONE

Alla luce delle gravi violazioni riscontrate, il Garante della privacy ha irrogato ad Enel Energia una sanzione di 79.107.101 euro, la più alta mai applicata dall’Autorità. Inoltre, il Garante ha ingiunto a Enel Energia di comunicare ai 595 interessati gli esiti del procedimento.

IL COMMENTO

Il provvedimento del Garante è un apripista rispetto a diverse irregolarità che quotidianamente gli sportelli di Confconsumatori riscontrano nel trattamento dei dati degli utenti, in particolare sulle utenze domestiche. La fine del mercato tutelato, in particolare, ha determinato un aggravamento della posizione dei consumatori che continuano a subire un telemarketing sempre più aggressivo.

«Confconsumatori – dichiara Carmen Agnello, responsabile Energia dell’associazione – terrà sotto osservazione l’evoluzione della vicenda al fine di assicurare una corretta tutela dei consumatori coinvolti. Invitiamo i cittadini a rivolgersi alle nostre sedi per segnalare casi simili che li riguardano».

Per il presidente nazionale di Confconsumatori, Marco Festelli «questa è la prova che la richiesta rivolta al Governo e al Parlamento da tutte le associazioni nazionali a tutela dei consumatori di sospendere il telemarketing e il teleselling in materia energetica è giusta e sacrosanta. Oggi, alla luce del totale mercato libero, occorre una moralizzazione della vendita di energia e le società energetiche devono dimostrare di potersi meritare certi strumenti».

Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi agli sportelli locali di Confconsumatori (contatti su https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/) o utilizzare lo sportello online (https://www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).

  • Marzo, 1
  • 4116
  • Casa e Utenze, Pratiche commerciali scorrette, Privacy e Protezione dei dati personali
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Truffe bancarie online, altre due vittorie di Confconsumatori: restituiti 14.500 euro a un correntista barese Le pronunce dell’Arbitro bancario finanziario

Bari, 21 febbraio 2024 – Grazie all’intervento di Confconsumatori, l’Arbitro bancario finanziario ha riconosciuto a un cittadino barese il diritto al rimborso di 14.500 euro sottratti con due bonifici fraudolenti tramite una truffa bancaria online che combina più tecniche ormai ben note, “Sms spoofing” e “Vishing”.

IL PRIMO CASO – La truffa di cui era rimasto vittima il cittadino pugliese era cominciata con l’arrivo di un sms, in apparenza proveniente dal canale ufficiale della banca (“Sms spoofing”), che allarmava il risparmiatore con la minaccia di un accesso anomalo all’home banking. Dopo pochi minuti il correntista aveva ricevuto la telefonata da un sedicente operatore dell’istituto bancario (“Vishing”) che aveva avuto accesso al conto corrente sfruttando la vulnerabilità del cittadino confuso e preoccupato. Il conto infatti era bloccato, poiché occorreva che il titolare compilasse in banca il modulo di verifica: invitato dal truffatore a provvedere, il malcapitato correntista si era recato in filiale e con l’ignara connivenza degli operatori aveva compiuto l’operazione decisiva per concretizzare la frode. Così l’operatività online del conto si era sbloccata e il truffatore aveva potuto completare l’azione criminosa. Il tutto nell’arco di due giorni.

LA TUTELA – Grazie all’intervento degli avvocati di Confconsumatori, Nuccia Lisi e Filomena Panzarino, il risparmiatore si è rivolto all’Arbitro bancario finanziario, che ha condannato l’istituto bancario a rimborsare l’intera somma sottratta.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – Il cittadino truffato, non riuscendo ad ottenere un rimborso dalla banca, con l’assistenza di Confconsumatori si è rivolto all’Abf che gli ha riconosciuto il diritto al rimborso totale dei 14.500 euro sottratti attraverso due bonifici fraudolenti. «Il Collegio di Bari – hanno commentato gli avvocati di Confconsumatori, Nuccia Lisi e Filomena Panzarino – ha accolto il ricorso, condividendo pienamente la tesi da noi prospettata. È stato riconosciuto il difetto probatorio nel processo di autorizzazione delle operazioni sul canale di pagamento online della banca, soggetto intermediario tenuto a un obbligo di diligenza professionale secondo il parametro dell’accorto banchiere. Inoltre l’arbitro ha riconosciuto un ulteriore e importante principio: “i meccanismi per il monitoraggio delle operazioni volte a prevenire, rilevare e bloccare il traffico dei pagamenti fraudolenti dovrebbero essere attivati prima dell’autorizzazione finale del prestatore dei servizi di pagamento».

IL SECONDO CASO – Lo stesso collegio barese dell’Arbitro bancario finanziario si è pronunciato anche a a favore di una risparmiatrice residente a Bitonto (Bari), che ha riconosciuto – sempre grazie all’intervento degli avvocati di Confconsumatori, Nuccia Lisi e Filomena Panzarino – il diritto della correntista al rimborso di 773,88 euro da parte di Postepay. In base allo stesso principio richiamato nel caso precedente, il Collegio ha ritenuto “non assolto l’onere relativo alla prova dell’autenticazione delle operazioni, illecitamente eseguite da terzi sulla carta di debito intestata alla consumatrice e da lei disconosciute”.

L’ASSISTENZA – La sede provinciale di Bari di Confconsumatori è a Bitonto, in via Traetta n.116, dove è possibile rivolgersi per informazioni ed assistenza. I contatti di tutte le altre sedi di Confconsumatori sono su https://confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/. È possibile anche rivolgersi allo sportello online (https://confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).

  • Febbraio, 21
  • 2770
  • Dalle Sedi, Privacy e Protezione dei dati personali, Puglia, Risparmio e Investimenti
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Truffe Bonus cultura: «Urgente una riforma dello Spid» Confconsumatori ha aperto una casella mail dedicata a raccogliere le segnalazioni dei casi in tutta Italia e lavora agli indennizzi

Parma, 13 febbraio 2024 – Confconsumatori ha già raccolto in tutta Italia le segnalazioni di circa 140 ragazze e ragazzi che si sono visti sottrarre l’importo del Bonus cultura dall’app “18” con il sistema della contraffazione dell’identità digitale tramite lo Spid. Una truffa di portata nazionale che l’associazione sta affrontando da tempo, offrendo tutela alle vittime.

LA TRUFFA

Le modalità della truffa sono ormai consolidate: i malviventi riescono a far emettere un secondo Spid con il codice fiscale del vero beneficiario e così possono spendere i 500 euro destinati allo studente.

LA TUTELA

L’attività di Confconsumatori dedicata alla tutela di chi è colpito dalla truffa del Bonus cultura è coordinata a livello nazionale dalla sede di Siena, guidata dall’avvocato Duccio Panti, che sta monitorando le varie inchieste penali già aperte e si sta adoperando nei confronti dei provider che hanno rilasciato il secondo Spid affinché indennizzino le vittime.

LA PROPOSTA

Per Confconsumatori «è ormai urgente una profonda riforma dello Spid, affinché ad ogni persona corrisponda una sola identità digitale».

Gli interessati possono rivolgersi alla casella mail dedicata: bonuscultura@confconsumatori.it.

  • Febbraio, 13
  • 2878
  • Privacy e Protezione dei dati personali, Servizi e Società
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Bonus cultura, truffe a raffica per i diciottenni Confconsumatori estende la tutela a tutta Italia con un apposito canale di comunicazione

Parma, 12 gennaio 2024 – Dopo i casi di Siena, le truffe sul Bonus cultura si sono estese ai diciottenni di tutta Italia. E Confconsumatori è pronta ad offrire tutela con un apposito canale di comunicazione.

I CASI – La sede senese di Confconsumatori, diretta dal coordinatore provinciale, l’avvocato Duccio Panti, ha raccolto le segnalazione di oltre 50 ragazzi che non hanno potuto accedere al Bonus cultura a causa di una truffa ben organizzata. I ragazzi infatti hanno riscontrato il totale o parziale utilizzo della somma da parte di terzi che evidentemente sono riusciti a clonare l’identità dei titolari e ottenere un secondo Spid con il quale hanno avuto accesso al bonus statale con una falsa identità digitale. L’app 18 quindi è risultata facilmente aggirabile mediante la semplice duplicazione dell’identità digitale.

LA TUTELA – Il coordinatore Panti, dopo che i diciottenni vittime della truffa hanno sporto regolare denunce all’autorità giudiziaria penale che sta indagando, hachiesto un intervento al Governo, ai Ministeri, alle società pubbliche che gestiscono il servizio e alle società private che hanno rilasciato il secondo Spid falso in favore dei truffatori. In attesa di risposta è emerso che questi casi si stanno moltiplicando in tutta Italia: si registrano almeno altri 20 casi segnalati negli ultimi 2 giorni, tutti ragazzi che hanno subito la stessa truffa. A questo punto Confconsumatori ha deciso di estendere la tutela dei giovani cittadini truffati in tutta Italia attraverso uno strumento unico di comunicazione, la mail bonuscultura@confconsumatori.it. Chi ha subito la sottrazione del Bonus cultura può pertanto rivolgersi a questo canale unitario.

L’APPELLO – Per il presidente nazionale di Confconsumatori, Marco Festelli, «la truffa anche sul Bonus cultura allarga la frontiera delle insidie del sistema digitale che stiamo creando. Anche la malavita, evidentemente, è passata dalle truffe analogiche a quelle digitali e questo comporta doverose riflessioni e correttive da parte delle istituzioni. In primo luogo occorre probabilmente imporre uno stop alla prolificazioni delle identità digitali e conseguentemente disporre che qualsiasi cittadino possa ottenere il rilascio di un singolo Spid, così da far coincidere una identità ed un solo Spid».

Confconsumatori, sempre tramite il suo presidente, fa appello a tutte le istituzioni affinchè «in attesa delle indagini penali procedano comunque ad erogare il bonus ai ragazzi vittime incolpevoli di reati, anche per non creare sfiducia generale sugli strumenti digitali. Oltre all’assistenza alle vittime – spiega Marco Festelli – il canale dedicato consentirà all’associazione di monitorare il problema ed eventualmente avanzare proposte istituzionali».

  • Gennaio, 12
  • 5059
  • Internet, Privacy e Protezione dei dati personali
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Derubato con 10 operazioni bancarie fraudolente: cittadino di Grosseto “salvato” dallo Sportello online di Confconsumatori I truffatori erano riusciti a sottrargli attraverso delle ricariche telefoniche quasi 1.500 euro in un giorno, poi recuperati con l’assistenza dell’associazione

Parma, 15 novembre 2023 – Il fenomeno delle truffe bancarie digitali è ormai una realtà in costante aumento, come confermato anche dall’ultimo rapporto annuale della Polizia Postale. Ancora una volta Confconsumatori conferma il proprio ruolo attivo nella tutela e nella sensibilizzazione dei cittadini rispetto alle frodi telematiche: si è risolta positivamente, grazie allo Sportello online dell’associazione, la vicenda che ha visto protagonista un malcapitato abitante di Grosseto.

IL CASO

L’uomo aveva ricevuto sul cellulare un SMS di allerta ingannevole, apparentemente proveniente dalla propria banca (si tratta della tecnica, ormai ben nota, dell’SMS spoofing). Dopo avere cliccato sul link in esso contenuto, era stato chiamato da un sedicente operatore della banca che lo invitava a seguire una procedura di ripristino del conto corrente. Purtroppo, si trattava di una truffa: avendo ottenuto con l’inganno i dati del grossetano, in un singolo giorno, i malviventi sono riusciti a effettuare ben 10 ricariche telefoniche, per un totale di quasi 1.500 euro, tutte a favore della stessa persona. Alla fine, però, grazie all’intervento dell’Arbitro Bancario Finanziario (Abf), il cittadino è riuscito a ottenere giustizia.

MANCATI CONTROLLI

L’Abf, a cui l’uomo si è rivolto con l’assistenza dello Sportello online di Confconsumatori, ha chiarito che il truffatore aveva trasferito l’applicazione della banca e le credenziali del cliente su un altro dispositivo mobile: questa migrazione richiede specifici controlli di identità, dei quali la banca non ha saputo dare prova. Inoltre, l’Arbitro ha ribadito l’importanza di sospendere automaticamente l’operatività bancaria online e contattare il cliente per verifica, se si verificano più di tre operazioni di pagamento nella stessa giornata a favore dello stesso soggetto, secondo le normative vigenti.

ALCUNI CONSIGLI

Che fare per cercare di prevenire una truffa telematica? Ecco alcuni consigli:

  • Non considerare attendibili i soli SMS, anche se sembrano provenire dalla Banca;
  • Tenere a mente che la Banca non invia mai SMS con link incorporati;
  • Ricordare che la Banca non richiede mai credenziali e password tramite SMS;
  • Installare l’app bancaria sul telefono mobile per autenticare le operazioni di pagamento attraverso notifiche push;
  • Diffidare da telefonate di presunti operatori bancari, anche se sembrano provenire dal numero verde della propria banca: sempre meglio verificare contattando la propria filiale o recandovisi direttamente. In ogni caso, la banca non chiederà mai username, password o OTP (One Time Password) per pagamenti o revoche.

Per supporto e informazioni, è possibile rivolgersi allo Sportello online attraverso questo link: www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/. Per ricevere assistenza in presenza, sono invece disponibili le sedi territoriali di Confconsumatori sul sito www.confconsumatori.it.

Leggi la decisione dell’Abf

 

  • Novembre, 15
  • 1503
  • Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti
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Altra truffa tramite SMS spoofing: la banca deve rimborsare quasi 9.000 euro Per l'Arbitro bancario finanziario i sistemi di sicurezza adottati dall'istituto non erano sufficienti a impedire bonifici fraudolenti

Milano, 3 novembre 2023 – Un’altra recente truffa realizzata tramite SMS spoofing ha portato alla luce la vulnerabilità del sistema di sicurezza online di un noto gruppo bancario italiano. La storia coinvolge una donna che, assistita dalla sede di Milano dell’associazione Confconsumatori, è infine riuscita a ottenere un rimborso di quasi 9.000 euro a seguito di una frode informatica che si sarebbe potuta evitare, se l’istituto avesse attivato sistemi di tutela più efficaci.

SMS FRAUDOLENTI

Lo scorso autunno la donna aveva ricevuto un SMS apparentemente proveniente dalla banca, che la informava del blocco del suo servizio di home banking. Il messaggio conteneva un link per “riattivare” l’account, attraverso cui venivano richieste le credenziali della cliente. Dopo aver verificato la situazione e confermato il blocco del suo home banking, la donna – inconsapevole della truffa – ha inserito le credenziali nel link fornito per poi accorgersi che l’home banking, però, continuava a non funzionare. Dopo aver contattato il servizio clienti della banca, che non ha saputo aiutarla prontamente, la cliente ha scoperto di essere stata vittima di furto: tre bonifici non autorizzati, per un totale di 8.871 euro, avvenuti poco dopo la ricezione dell’SMS fraudolento.

MANCANZA DI SICUREZZA

Con l’assistenza di Confconsumatori, la donna si è rivolta all’Arbitro bancario finanziario (Abf) per contestare la vulnerabilità del sistema di sicurezza della banca. Infine, l’Abf ha accolto il ricorso, sottolineando che la banca non ha fornito la prova di aver implementato tutte le misure necessarie per garantire l’autenticazione forte, come richiesto dalla normativa. In particolare, la banca non ha dimostrato l’inserimento del PIN nel “mobile token”, uno strumento fisico utilizzato per l’autenticazione sull’home banking, da parte dei truffatori, ed è stata così condannata a rimborsare interamente la cliente vittima della truffa.

Questa vicenda sottolinea l’importanza di una maggiore attenzione verso la sicurezza online da parte degli intermediari finanziari al fine di proteggere i propri clienti da truffe informatiche sempre più sofisticate. Gli utenti, d’altro canto, devono usare la massima prudenza e verificare l’autenticità delle comunicazioni che ricevono: in caso di comunicazioni sospette, è sempre bene contattare direttamente la propria banca per avere conferma di trovarsi di fronte a SMS ed e-mail non contraffatti.

Le truffe bancarie digitali sono purtroppo in continuo aumento. Per ricevere supporto e informazioni invitiamo a rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori, oppure a contattare – per assistenza a distanza – lo Sportello online dell’associazione.

Leggi la decisione dell’Abf

 

 

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