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Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

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Telemarketing, ora si convochino le associazioni dei consumatori La Associazioni dei consumatori commentano l'incontro tra il ministro del Mimit e il presidente dell'Agcom

Parma-Roma, 19 luglio 2023 – «Accogliamo positivamente l’incontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella». Lo affermano le Associazioni dei consumatori Adoc, Acu, Adiconsum, Adusbef, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu, Federconsumatori, Lega Consumatori, Mdc, Movimento consumatori, Udicon e Unc.

«È giusta – dichiarano – l’attenzione che il ministro sta riponendo su una pratica sempre più odiosa per i consumatori come quella del telemarketing selvaggio. Il ministro ha chiesto correttamente di rafforzare le tutele dei consumatori in materia di telemarketing. Su questo tema, da tempo le associazioni dei consumatori sono impegnate per intensificare gli strumenti volti a ridurre i disagi dei consumatori e, a tal proposito, attraverso il recente progetto sul Registro pubblico delle opposizioni, promosso dal Mimit, si stanno cercando di individuare e superare i limiti di questo strumento per renderlo più efficace. È opportuno, inoltre, in vista della fine del mercato tutelato, in cui si stanno moltiplicando le telefonate indesiderate a tutti i clienti, riattivare strumenti utili a difesa dei consumatori e rafforzare tutele e controlli da parte delle autorità tra i call center. Serve prevedere da subito la semplificazione delle norme per la denuncia delle violazioni e dei raggiri che sono ancora troppo farraginose per mettere fine ai comportamenti illeciti e un cambio di normativa per rendere inderogabile la scelta di essere iscritto al Registro».

Domani il ministro proseguirà il confronto anche con il presidente della Autorità garante per la privacy, Pasquale Stanzione.

«Chiediamo, dunque, un incontro quanto prima con il ministro Urso e con le autorità garanti – concludono le associazioni dei consumatori – per continuare lungo questo percorso per garantire ai consumatori diritti e tutele contro il telemarketing selvaggio».

  • Luglio, 18
  • 1743
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Telemarketing: il ministro Urso incontra Agcom e Garante privacy Consumatori: bene faro su Registro opposizioni, ma servono norme più incisive per tutelare dalle telefonate moleste e contratti estorti con l’inganno

«Riteniamo positiva la decisione del Governo di accendere un faro sul fenomeno del telemarketing, ma al tempo stesso crediamo servano nuove e più incisive norme per tutelare i consumatori non solo dalle telefonate commerciali, ma anche dai contratti estorti con l’inganno».

Lo affermano le associazioni dei consumatori Assoutenti, Adoc, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Mdc, Ctcu, Unc, Adiconsum e Adusbef, Udicon commentando gli incontri che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, terrà domani e mercoledì con Agcom e Garante della Privacy.

«In vista dell’addio al mercato tutelato dell’energia si stanno intensificando le proposte commerciali telefoniche per spingere gli utenti a cambiare fornitore – spiegano le associazioni –. Telefonate che spesso avvengono nonostante l’utente chiamato abbia dato adesione al Registro Pubblico delle Opposizioni. In alcuni casi i contratti di fornitura vengono estorti con l’inganno da call center e operatori, con la conseguenza che i consumatori si ritrovano a dover pagare per servizi che non hanno richiesto».

«Per tale motivo ci attendiamo a breve una convocazione da parte di Agcom e Garante Privacy affinché ascoltino le istanze degli utenti vittime del telemarketing, e chiediamo al Governo di studiare soluzioni normative non solo per frenare il telemarketing selvaggio, ma anche per impedire l’odiosa pratica dei contratti stipulati telefonicamente in modo scorretto o ingannevole, prevedendo la decadenza degli stessi quando avviati attraverso illegalità e sanzioni pesanti non solo per i call center, ma anche per le società che si rivolgono ad operatori poco seri».

  • Luglio, 17
  • 1827
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Registro pubblico delle opposizioni: scopri come fermare le chiamate di telemarketing Con una campagna informativa, Confconsumatori aiuta i cittadini a conoscere il nuovo RPO

Parma, 17 luglio 2023 – È partita la campagna informativa istituzionale, sostenuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con le associazioni dei consumatori, tra cui Confconsumatori, che ha l’obiettivo di promuovere il Registro pubblico delle opposizioni, uno strumento gratuito ed efficace in grado di tutelare i cittadini dalle chiamate di telemarketing indesiderate.

Anche per i cellulari

Dal 27 luglio 2022, il servizio di opposizione al telemarketing è stato esteso a tutti i numeri nazionali, compresi i cellulari. È possibile iscriversi gratuitamente al nuovo RPO, indicando i numeri per i quali non si desidera ricevere proposte di telemarketing via telefono. L’iscrizione al servizio annulla i consensi precedentemente dati per la pubblicità, ad eccezione di quelli che riguardano i contratti continuativi (ad esempio quelli energetici o telefonici), e non agisce sui consensi espressamente autorizzati successivamente all’iscrizione. La mancata iscrizione viene considerata come un consenso implicito al contatto. Infine, l’opposizione può riguardare anche la pubblicità cartacea nel caso in cui l’indirizzo sia presente negli elenchi telefonici pubblici.

I diritti in sintesi

Con il nuovo RPO, dunque, tutti i cittadini intestatari di un contratto telefonico hanno diritto di:

  1. Opposizione al telemarketing (all’invio di materiale pubblicitario, vendita diretta, comunicazione commerciale, compimento di ricerche di mercato) svolto tramite telefono e posta tradizionale.
  2. Annullamento dei consensi al telemarketing rilasciati in precedenza per il trattamento delle numerazioni tramite telefono (con o senza l’intervento di un operatore umano), ad esclusione di quelli nell’ambito di contratti attivi con carattere di continuità (per esempio con i gestori di utenze del settore telefonico o energetico).
  3. Divieto di comunicazione a terzi, trasferimento e diffusione di dati personali degli iscritti al Registro pubblico delle opposizioni, da parte del titolare del trattamento per lo svolgimento di telemarketing non riferibile alle attività, ai prodotti o ai servizi offerti dal titolare stesso.

La campagna informativa

Per tre mesi Confconsumatori – attraverso i propri canali – contribuirà a informare i cittadini rispetto ai vantaggi e alle caratteristiche del servizio. In particolare, le persone potranno trovare sulle pagine Facebook e Instagram dell’associazione una rassegna di post dedicati, inoltre gli associati riceveranno tutte le informazioni riguardanti il nuovo RPO anche tramite newsletter.

Per tutti i dettagli sul servizio e sulle modalità di iscrizione si invita a consultare l’indirizzo www.registrodelleopposizioni.it

  • Luglio, 17
  • 3058
  • Privacy e Protezione dei dati personali, Progetti e Attività, Registro pubblico delle opposizioni
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Phishing e truffe online: anche Eni allerta i consumatori Circolano online comunicazioni, messaggi, post e contenuti sponsorizzati fraudolenti, erroneamente attribuiti ad Eni

Parma, 5 aprile 2023 – Le truffe online continuano a rappresentare un’emergenza a livello nazionale, che Confconsumatori contrasta sensibilizzando, informando e assistendo i cittadini. Oggi arriva da Eni la segnalazione che, negli ultimi mesi, è stata rilevata online la presenza di comunicazioni, messaggi, post e contenuti sponsorizzati, erroneamente attribuiti alla società. Questi messaggi, sfruttando indebitamente l’immagine e il nome di Eni, rinviavano l’utente, attraverso link presenti nel testo, a siti web, fake account e pagine social appositamente creati e non appartenenti ad Eni. “Si tratta di iniziative fraudolente, campagne di disinformazione e profilazione indebita contro le quali Eni – dicono dalla società – opera quotidianamente, in stretta collaborazione con le Autorità competenti“. Spesso, all’interno dei contenuti fraudolenti, si fa riferimento a programmi di sostegno, sovvenzioni o bonus economici di varia natura, come rendite economiche periodiche fisse o buoni carburante, per invogliare l’utente ad aderire all’iniziativa e conseguire un illecito profitto.
Per garantire ai consumatori massima trasparenza e sicurezza, anche Eni desidera dunque informare i cittadini e contribuire alla prevenzione del phishing e delle truffe telematiche.

LE TIPOLOGIE DI TRUFFE

Come ricorda la società, le truffe online possono presentarsi sotto diverse forme: dai “falsi investimenti finanziari” che, facendo leva sull’attrattività di temi come “investimenti” e “bonus economici”, inducono l’utente a fornire i propri dati e versare somme di denaro, alle Job scam, in cui la vittima è contattata per un’offerta di lavoro da parte di sedicenti recruiter o figure dirigenziali e riceve la richiesta di una somma da anticipare per l’acquisto di materiale tecnico.

Vi sono, poi, le Romance scam, in cui una persona sotto falsa identità, dopo aver stabilito una relazione affettiva con l’utente-vittima, manifesta un urgente bisogno di denaro per risolvere delle problematiche, o il Money muling, in cui il truffatore trasferisce del denaro, ottenuto illegalmente, sfruttando il conto corrente della vittima come “ponte di passaggio” per un altro conto corrente di approdo. Alla vittima viene promessa e/o riconosciuta una piccola percentuale della somma trasferita; tuttavia, si tratta di riciclaggio di denaro mirato a schermare tanto il reale mittente quanto il vero destinatario della transazione.
Tali frodi online vengono spesso veicolate tramite la tecnica di attacco cosiddetto “phishing”, la quale consiste nell’invio di messaggi che imitano nell’aspetto le forme di comunicazione di un’organizzazione conosciuta, riportandone talvolta il nome, al fine di indurre in errore l’utente.

I CONSIGLI 

Per evitare di cadere vittima di truffe online, la società indica alcuni accorgimenti:
• Leggere con attenzione i messaggi ricevuti, in quanto, quelli di natura fraudolenta, sono spesso scritti in maniera approssimativa, con errori ortografici e grammaticali, e quindi più facilmente riconoscibili.
• Verificare sempre la correttezza della dicitura dei domini Internet. Ad esempio, quelli che appartengano a Eni o alle sue società controllate terminano solitamente con eni.com, eniplenitude.com, versalis.com.
• Se il messaggio ricevuto contiene un link, è opportuno verificare attentamente il mittente, così come, evitando di cliccare, la corrispondenza fra il testo del link e l’effettivo indirizzo.
• Qualora ci siano dei dubbi in merito al mittente, è opportuno evitare di aprire gli allegati, in quanto potrebbero contenere virus o malware.
• Non fornire credenziali di accesso, password, codice fiscale o altri dati sensibili.
• In caso di dubbi in merito la legittimità di una comunicazione proveniente da una specifica società, utilizzare i canali ufficiali della stessa per le opportune verifiche.
Sul sito di Eni è disponibile una sezione con informazioni utili per gli utenti che temono di essere vittime di un tentativo di truffe: https://www.eni.com/it-IT/truffe-phishing.html.

  • Aprile, 5
  • 4859
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Truffa via Sms: restituiti 9.000 euro a Bari Prima l’Sms allarmistico poi la telefonata e i prelievi sul conto, ma per l’Abf, i sistemi di sicurezza dell’intermediario non erano sufficienti a impedire la frode

Bari, 28 marzo 2023 – Ancora un lieto fine che conferma, però, la frequenza preoccupante di casi di frodi telematiche di nuova generazione. Grazie all’intervento di Confconsumatori, l’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto a un cittadino di Bitonto (BA) il diritto al rimborso di 9.000 euro, sottratti attraverso un bonifico fraudolento effettuato a seguito di una truffa che combina più tecniche, “Sms spoofing” e “Vishing”, purtroppo ormai ben nota.

UNA TRUFFA COLLAUDATA – La truffa di cui era rimasto vittima il cittadino pugliese è quella dell’ormai nota tecnica dell’“SMS spoofing” seguito da “Vishing”. Prima era arrivato l’sms, in apparenza proveniente dal canale ufficiale dell’Intermediario (Sms Spoofing), che allarmava il consumatore con la minaccia di un accesso anomalo all’home banking. Dopo pochi minuti, era seguita la telefonata dal sedicente operatore dell’Istituto (Vishing) che, sfruttando la vulnerabilità del cittadino confuso e preoccupato, aveva portato a compimento la truffa riuscendo ad accedere al conto e ad effettuare operazioni. Si tratta di frodi ben congegnate e sempre più frequenti, che si scontrano, spesso, con il rifiuto, da parte dell’Istituto di Credito, a rimborsare il cliente danneggiato. Questa volta, però, grazie all’intervento di Confconsumatori Bitonto – Sede provinciale di Bari e degli avvocati Nuccia Lisi e Filomena Panzarino, il consumatore si è rivolto all’Arbitro Bancario Finanziario che ha condannato l’Istituto a rimborsare l’intera somma sottratta.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – Il cittadino truffato, assistito da Confconsumatori, non riuscendo ad ottenere un rimborso dall’Intermediario, si è rivolto all’Arbitro finanziario bancario che ha riconosciuto il diritto del correntista al rimborso totale dei 9.000 euro, sottratti attraverso un’operazione di bonifico fraudolenta. «Il Collegio di Bari – ha commentato l’avvocato di Confconsumatori, Nuccia Lisi, – ha accolto il ricorso, condividendo pienamente la tesi da noi prospettata e affermando, invero, che la descrizione in termini generali del processo di autorizzazione delle operazioni effettuate sul canale di pagamento così come effettuato dall’Intermediario nel caso in esame, in assenza di ulteriori evidenze in merito alla corretta autenticazione in base al sistema con codice *****id, non è sufficiente al fine di ritenere assolto l’onere probatorio gravante sull’intermediario».

Scarica la decisione dell’Arbitro.

INFORMAZIONI E ASSISTENZA – Confconsumatori ha lanciato l’iniziativa “Chi ha paura del web?” per offrire ai cittadini materiali gratuiti e iniziative di formazione in materia di digitalizzazione e sul tema della prevenzione e del contrasto delle truffe online. Tra queste si ricorda il webinar “Prima e dopo la truffa digitale: strumenti di tutela del cittadino”: con esperti che hanno illustrato le truffe di nuova generazione.

Chi desidera ricevere informazioni specifiche o assistenza può rivolgersi allo sportello online dell’associazione: https://www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/ oppure alle sedi territoriali i cui recapiti sono elencati qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Marzo, 28
  • 4876
  • Internet, Privacy e Protezione dei dati personali, Puglia
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Furto del bancomat: cliente non riceve l’SMS alert, e la Banca è costretta a rimborsare In un complesso equilibro di responsabilità tra intermediari finanziari, l'Abf ha infine riconosciuto all'associata di Confconsumatori il diritto al rimborso di 1.130 euro

Milano, 20 marzo 2023 – La nostra associata era da poco rientrata dal supermercato quando si è accorta che il portafogli, in cui si trovava anche il bancomat, era stato rubato. Appena si è resa conto del furto ha disposto il blocco della carta e sporto denuncia, ma i ladri erano già riusciti a portare via dal conto, attraverso due prelievi agli sportelli ATM e tre pagamenti, la somma di 1.630 euro. L’Abf si è trovato di fronte a un rimpallo delle responsabilità tra le due banche a cui la donna si è rivolta per ottenere un rimborso: quella presso cui la donna aveva il proprio corrente, e quella che aveva emesso la carta di debito.

La decisione dell’Abf

Con l’assistenza di Confconsumatori, la donna ha sporto inizialmente reclamo alla prima banca (denominata dall’Abf intermediario A) che, da parte sua, ha negato il rimborso e attribuito invece la responsabilità alla società emittente della carta. Ma anche il reclamo inviato al secondo intermediario (intermediario B) non è andato a buon fine, e a quel punto la nostra associata, per ottenere giustizia, ha deciso di presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Di fronte all’Abf, la prima banca – quella presso cui la cittadina era cliente – ha obiettato che il furto era avvenuto per “colpa grave” della donna, che non avrebbe custodito correttamente il PIN della carta di pagamento. La seconda banca, emittente della carta, ha invece cercato di ritirarsi dal giudizio appellandosi al “difetto di legittimazione passiva”.

L’Abf ha però respinto questa eccezione, dichiarando che “vi è una sostanziale mancata allegazione di elementi coerenti e riscontrabili intesi a dimostrare la mancanza di legittimazione passiva in capo all’intermediario B la cui denominazione è apposta chiaramente sulla carta e i cui termini difensivi sono confessori ovvero quantomeno contraddittori”. Rispetto alla presunta colpa grave della cliente, l’Arbitro ha invece stabilito che, anche nel caso in cui la cliente avesse conservato in modo imprudente il PIN insieme alla carta, il secondo intermediario è, in questo caso specifico, responsabile per non aver avere attivato il servizio di SMS alert, che avrebbe potuto evitare alcune delle operazioni fraudolente. In particolare, per l’Abf:

“Tale servizio è ritenuto fondamentale presidio di sicurezza a tutela dell’utente, anche in considerazione dell’obbligo di buona fede nell’esecuzione del contratto. Pertanto, la
mancata attivazione del servizio di sms-alert o altro servizio assimilabile costituisce un profilo di responsabilità dell’intermediario (da inadeguata organizzazione imputabile
esclusivamente al medesimo intermediario), da cui questi può andare esente solo dimostrando l’esplicito rifiuto dell’utente ad avvalersene: nella fattispecie non rinvenibile“.

Per maggiori dettagli invitiamo a leggere la pronuncia integrale cliccando sul bottone qui sotto.

Leggi la decisione dell’Abf

  • Marzo, 20
  • 3114
  • Dalle Sedi, Lombardia, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti
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