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TURSI (MT)
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Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Risparmio e Investimenti

Confconsumatori combatte le frodi finanziarie a danno dei risparmiatori attraverso il ricorso all’Autorità giudiziaria e li assiste nelle conciliazioni con le banche.
Partecipa ai tavoli aperti dai principali Istituti di credito con l’obiettivo di migliorare i servizi ai consumatori.
Realizza seminari di informazione, anche al fine di promuovere il confronto di costi e qualità dei servizi, così favorendo l’introduzione della concorrenza nel sistema bancario.
Promuove iniziative di educazione finanziaria, o collabora alla loro realizzazione, spesso in sinergia con partner istituzionali.
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Siti utili per l’Educazione finanziaria

Portale CONSOB dedicato all’educazione finanziaria
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Portale dell’Educazione assicurativa di IVASS
Il progetto Trasparenza Semplice di ABI – Strumenti info-educativi diretti alla clientela
Museo del Risparmio

I DECALOGHI e le video pillole di Noi&UniCredit



Postepay: restituiti quasi 9.000 euro a una cliente vittima di spoofing Il nuovo Sportello online di Confconsumatori è a disposizione per assistere i cittadini vittime di truffe bancarie digitali

Catania, 31 gennaio 2023 – Arriva una nuova pronuncia a favore di una cittadina di Catania caduta vittima di truffa tramite l’”sms spoofing”. L’Abf ha condannato la società Postepay a risarcire alla donna 9.000 euro, sottratti attraverso numerosi prelievi fraudolenti.

LO SPOOFING – Nei mesi scorsi la risparmiatrice aveva ricevuto sul proprio cellulare un sms apparentemente proveniente dall’account “PosteInfo” – nome utilizzato nelle comunicazioni autentiche inviate da Postepay S.p.a. Si trattava però di sms spoofing: una tecnica molto utilizzata negli ultimi tempi e molto insidiosa, perché consente ai malviventi di introdursi nelle conversazioni originali dell’istituto bancario, raggirando facilmente l’utente, propenso a fidarsi di un sms proveniente da un account a lui noto.

Se le persone sono consapevoli del phishing, delle e-mail spam e dei rischi presenti in rete, non hanno invece altrettanta contezza dell’esistenza di truffe commesse mediante l’invio di sms (come lo smishing e, appunto, lo spoofing), e spesso non immaginano che un sms possa essere falsificato, intercettato e letto da malviventi capaci di estorcere con l’inganno informazioni personali e dati finanziari.

LA DECISIONE DELL’ABF – Con decisione del 21.12.2022, l’Arbitro Bancario e Finanziario Collegio di Palermo ha condannato Postepay al risarcimento di 8.891 euro, sottratti alla risparmiatrice grazie a 42 prelievi fraudolenti effettuati con carta Postepay, collegata alla rispettiva app sullo smartphone della malcapitata. L’Abf ha chiarito che PostePay non aveva adottato meccanismi di tutela del cliente idonei e, soprattutto, non aveva garantito l’attivazione di misure adeguate a scongiurare condotte fraudolente, come nel caso di numerose operazioni truffaldine ripetute. La donna, infatti, si è accorta che il suo conto era stato prosciugato solo quando le è stato negato un pagamento di poche decine di euro a mezzo POS. Il decreto legislativo n. 11/2010, modificato dal dl n. 218/2017, impone a Banche e Poste di impiegare sistemi volti ad assicurare che le credenziali di sicurezza non siano accessibili ad altri, e a verificare l’identità dell’utente che effettua le operazioni. Si tratta di una responsabilità di natura contrattuale, e il gestore ha l’onere di dimostrare l’eventuale colpa del cliente. In mancanza di tale colpa, l’Istituto è tenuto a risarcire.

La pronuncia favorevole dell’Abf – emessa in soli quattro mesi – contiene importanti valutazioni di tipo tecnico: “Proprio per tale ragione si tratta di una importante pronuncia, – hanno dichiarato gli avvocati Maurizio Mariani, che ha curato la pratica dinnanzi all’Abf, e Carmelo Calì, Vicepresidente nazionale di Confconsumatori –che ha visto inoltre la ricorrente avere ragione su tutti i fronti”.

ASSISTENZA VIA E-MAIL: LO SPORTELLO ONLINE – Da febbraio tutti i cittadini colpiti da truffe bancarie digitali possono rivolgersi per supporto e informazioni allo Sportello online di Confconsumatori: basta inviare la richiesta attraverso il link www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/, oppure scrivere una e-mail a sportello@confconsumatori.it. Gli esperti dell’Associazione, da tempo in prima linea per contrastare le frodi digitali, potranno assistere gli associati interamente via e-mail.


Vuoi prevenire il rischio di truffe telematiche?

Segui l’iniziativa “Chi ha paura del web?” di Confconsumatori, scarica i materiali gratuiti e partecipa alle iniziative di formazione.

IL WEBINAR – Nell’ambito dell’iniziativa, Confconsumatori ha organizzato il webinar “Prima e dopo la truffa digitale: strumenti di tutela del cittadino”: durante l’evento, numerosi esperti hanno affrontato il tema delle truffe di nuova generazione, con un’attenzione particolare anche a quello che accade all’estero, e fornito indicazioni e consigli utili sia per prevenire i rischi, sia per tutelarsi dai danni da frode digitale.

Rivedi il webinar

  • Gennaio, 31
  • 12506
  • Internet, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, Sicilia, Telefonia
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SMS Spoofing: due truffati e rimborsati a Roma e Massa Aumentano le frodi telematiche, sempre più sofisticate. Confconsumatori ha ottenuto due rimborsi da 12 mila e da 2.500 euro a Roma e a Massa

Roma-Massa, 23 gennaio 2023 – La fattispecie è più o meno la stessa: prima arriva l’sms dall’Istituto di Credito (apparentemente dal canale ufficiale della banca) che allarma il consumatore con una minaccia: l’imminente blocco della carta, un accesso anomalo all’home banking, ecc. Dopo pochi minuti, ecco la telefonata dal finto operatore dell’Istituto che, sfruttando la vulnerabilità del cittadino confuso e preoccupato, porta a segno la truffa ottenendo informazioni per accedere al conto o inducendo il consumatore ad autorizzare operazioni online. Si chiamano SMS Spoofing e Vishing, si tratta di frodi ben congegnate, sempre più frequenti e che si scontrano, spesso, con il rifiuto, da parte dell’Istituto di Credito, a rimborsare il cliente danneggiato. Ma vale la pena di insistere: Confconsumatori, particolarmente attiva sul fronte delle truffe telematiche, ha ottenuto due nuove importanti vittorie di fronte all’Arbitro Bancario Finanziario, a Roma e a Massa Carrara.

ROMA, RESTITUITI OLTRE 12 MILA EURO – Nel febbraio 2022 un cittadino di Roma aveva ricevuto un sms da un numero riconducibile all’Istituto di Credito presso il quale aveva il proprio conto corrente. Il messaggio invitava ad inserire con urgenza alcuni dati per evitare il blocco della carta associata al conto. Poco dopo era arrivata la telefonata del presunto addetto dell’Istituto il quale si offriva di guidare il cliente nelle operazioni di sblocco, dimostrando anche di conoscere la sua password. Al termine, un’altra telefonata, questa volta del centro antifrode, avvisava il romano di movimenti sospetti: sul conto, infatti, erano comparse varie operazioni – mai richieste – di pagamenti e prelievi per complessivi 12.248 €. L’Istituto di Credito aveva rifiutato ogni richiesta di rimborso, ma grazie all’intervento di Confconsumatori Roma il malcapitato si è rivolto all’Arbitro Bancario Finanziario e ha ottenuto la restituzione dell’intera somma sottratta.

«L’Arbitro – ha commentato l’avvocato Barbara d’Agostino, Presidente di Confconsumatori Lazio – ha statuito in pieno rispetto della normativa vigente che tutti i servizi di pagamento offerti elettronicamente devono essere prestati in maniera sicura, adottando tecnologie in grado di garantire l’autenticazione certa dell’utente e riducendo al massimo il rischio di frode. In questo caso, l’Istituto non ha prodotto una completa documentazione relativa alla registrazione, contabilizzazione e autenticazione delle operazioni disconosciute, non assolvendo in questo modo il proprio onere probatorio di autenticazione ed esecuzione, per tale motivo è stato condannato al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

Scarica la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario.

MASSA, RESTITUITI 2500 EURO – Una donna della provincia di Massa Carrara aveva ricevuto un messaggino all’interno del canale di comunicazione ufficiale utilizzato dalla sua banca, che la informava di un accesso anomalo al suo home banking. All’interno del messaggio c’era un link per accedere alla finta pagina di home banking, con tanto di accesso biometrico. Nel frattempo, la donna aveva ricevuto anche la telefonata del presunto operatore della banca e, in breve, dal suo conto erano spariti 2500 euro. Di fronte al rifiuto di restituire la somma da parte dell’Istituto è intervenuta la Confconsumatori, che ha ottenuto il rimborso per la propria associata davanti all’Abf. «Non era ravvisabile – ha commentato l’avvocato Francesca Galloni, vicepresidente regionale di Confconsumatori Toscana – la colpa grave dell’utente non essendoci indici di inattendibilità o anomalie del messaggio tali da consentire di ritenere che il cliente abbia tenuto una condotta gravemente colposa. È una decisione importante perché le truffe tramite Sms si fanno via via sempre più sofisticate per trarre in inganno il consumatore e la Banca difficilmente riesce a fornire la prova della colpa grave dell’utente».

Scarica la decisione dell’Arbitro bancario finanziario.


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IL WEBINAR – Nell’ambito dell’iniziativa, Confconsumatori ha organizzato il webinar “Prima e dopo la truffa digitale: strumenti di tutela del cittadino”: durante l’evento, numerosi esperti hanno affrontato il tema delle truffe di nuova generazione, con un’attenzione particolare anche a quello che accade all’estero, e fornito indicazioni e consigli utili sia per prevenire i rischi, sia per tutelarsi dai danni da frode digitale.

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  • Gennaio, 25
  • 6890
  • Internet, Lazio, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, Telefonia, Toscana
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Buoni postali Q: due vittorie rimettono tutto in gioco Dopo anni di battaglie, i consumatori si erano scontrati con la Cassazione che aveva negato i rimborsi. Ma ora da Grosseto arrivano due sentenze rivoluzionarie.

Parma, 20 gennaio 2023 – Due recenti sentenze ottenute da Confconsumatori a Grosseto rimettono in discussione le pronunce della Corte di Cassazione, la quale si era espressa a favore di Poste in merito alla questione dell’ingannevolezza dei buoni fruttiferi postali serie “Q/P”, annullando gli effetti di numerosissime precedenti vittorie ottenute dall’associazione davanti all’Arbitro Bancario Finanziario. Ora, però, una nuova speranza per gli intestatari dei buoni Q delusi viene da Grosseto, dove il Giudice ha, invece, condannato Poste al rimborso ritenendo di dover far prevalere “L’orientamento che tutela in via prioritaria l’affidamento riposto dal risparmiatore sulle risultanze letterali del buono postale fruttifero”.

I BUONI “Q/P”: I PRECEDENTI – La vicenda è quella annosa dei buoni fruttiferi postali serie Q emessi su carta intestata della precedente serie P (per questo ribattezzati “Q/P”) e distribuiti senza correggere la stampigliatura relativa ai tassi d’interesse applicati nell’ultima decade (dal 20° al 30° anno). Al momento della riscossione i beneficiari si trovavano applicato un interesse di molto inferiore rispetto a quanto riportato sul buono. Confconsumatori aveva ottenuto, per gli intestatari di buoni Q/P numerose vittorie davanti all’Arbitro Bancario Finanziario e aveva, successivamente, fatto appello al Governo e a Poste, che continuava a negare i rimborsi, per raggiungere un accordo bonario stragiudiziale. La battaglia in tribunale, invece, c’era stata ed era arrivata fino in Cassazione, dove era prevalsa la tesi di Poste, dispensata così dall’obbligo di rimborsare tantissimi italiani che avevano acquistato buoni con modulistica ingannevole.

LE DUE SENTENZE DI GROSSETO – Con due diverse sentenze del 16 gennaio 2023 (scaricale QUI e QUI), il Tribunale di Grosseto, Giudice Unico Claudia Frosini, in merito alla questione relativa alla fruttificazione dal 21mo al 30mo anno dei Buoni Postali Fruttiferi si è discostato dalle ultime quattro pronunce della Suprema Corte di Cassazione ritenendo di dover far prevalere “l’orientamento che tutela in via prioritaria l’affidamento riposto dal risparmiatore sulle risultanze letterali del buono postale fruttifero”. Il Tribunale ha evidenziato la tutela dell’affidamento del risparmiatore perché le indicazioni del buono “In mancanza di disposizioni o correzioni in senso contrario legittimavano l’insorgere di un affidamento contrattuale circa l’applicazione di interessi in misura differenziata”. In questi due casi i risparmiatori erano risultati vittoriosi anche dinanzi all’Abf di Banca d’Italia ma Poste non aveva adempiuto alle decisioni dell’arbitro; dovrà farlo adesso a fronte della pronuncia di condanna al pagamento degli interessi convenuti dal 21mo al 30mo anno, oltre agli interessi legali dalla domanda di pagamento dei due risparmiatori sino al saldo.

CONFCONSUMATORI NON SI FERMA – Per Filomena Lisi, componente del direttivo nazionale e coordinatrice della campagna “buono tradito”, “La battaglia di Confconsumatori, a tutela dei risparmiatori, continua in ogni sede, pur confidando in una soluzione negoziale attraverso il coinvolgimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Cassa Depositi e Prestiti che, nonostante siano stati più volte invitati a dialogare con le associazioni dei consumatori, non hanno mai risposto”. Le sedi territoriali dell’associazione sono a disposizione per assistere i risparmiatori titolari dei buoni postali; l’elenco con i recapiti è qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

Le sentenze del Tribunale di Grosseto sono scaricabili QUI e QUI

  • Gennaio, 20
  • 7305
  • Risparmio e Investimenti, Toscana
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Truffa della SIM clonata: restituiti quasi 3000 euro a Grosseto La Banca è stata condannata a rimborsare un’associata per inosservanza delle normative sulla protezione dei dati personali

Grosseto, 16 gennaio 2023 – Il nuovo anno si apre con un’importante sentenza a favore di una consumatrice grossetana, vittima di una truffa bancaria avvenuta grazie alla clonazione della SIM. Il Giudice di Pace di Grosseto ha condannato la Banca a restituire alla donna quasi 3.000 euro: l’Istituto, infatti, non aveva attivato i sistemi di sicurezza previsti dalla normativa per tutelare la cliente e i suoi dati.

LA VICENDA – Con “SIM swap fraud”, o truffa della SIM clonata, si intende il raggiro che prevede che i dati della scheda SIM di un utente – tra cui anche le credenziali bancarie – vengano carpiti in maniera fraudolenta dai malviventi. A seguito della truffa subìta dalla protagonista della vicenda, la Banca ha mantenuto un atteggiamento di chiusura sia di fronte al reclamo, sia di fronte alla conciliazione paritetica istituita con le associazioni dei consumatori. A quel punto l’associata, con l’aiuto di Confconsumatori, si è rivolta all’Arbitro bancario finanziario. Nonostante la decisione negativa dell’ABF, la donna non si è data per vinta e, alla fine, è riuscita a vedere riconosciuti i propri diritti.

LA SENTENZA – Con la sentenza n. 7/2023 il Giudice di Pace di Grosseto ha condannato l’Istituto alla restituzione di 2.893 euro, sottratti alla donna derubata delle proprie credenziali bancarie. Il Giudice ha valorizzato il decreto legislativo 11/2010, che impone alla Banca l’onere di provare che il pagamento è stato effettuato volontariamente dal cliente e con l’utilizzo dell’autenticazione (nel caso di specie a due fattori forti) prescritte dalla normativa tecnica.

Inoltre, di recente è arrivata dall’Agcom un’importante novità, che potrebbe ostacolare in futuro la truffa della SIM clonata: la nuova normativa impone agli operatori, per il cambio SIM, di identificarne personalmente il titolare.

L’ASSISTENZA DI CONFCONSUMATORI – Solo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, la sede di Grosseto di Confconsumatori ha assistito 60 consumatori rimasti vittime di truffe telematiche. “Abbiamo ottenuto circa una decina di arbitrati positivi, in 4/5 casi la domanda è stata respinta dall’ABF e vi sono ancora una trentina di procedure pendenti, oltre a 4/5 cause promosse per tutelare cittadini che hanno subìto il furto di notevoli importi”, spiegano da Confconsumatori Grosseto.

Le truffe bancarie online rappresentano oggi una vera e propria emergenza nazionale e Confconsumatori ritiene che ancora troppo spesso le Banche decidano di sottrarsi alle proprie responsabilità.

“Una posizione che – dichiara il presidente di Confconsumatori Marco Festelli – va anche a loro discapito, in quanto fa cadere la fiducia dei consumatori sull’affidabilità degli strumenti elettronici di pagamento e dei conti online”.

RISORSE UTILI – Confconsumatori è in prima linea non solo per tutelare ma anche per informare e formare i cittadini consumatori rispetto alle insidie del web: all’indirizzo www.confconsumatori.it/chi-ha-paura-del-web/ sono disponibili numerosi materiali pensati per aiutare i cittadini a stare al riparo dalle truffe. È possibile inoltre richiedere gratuitamente all’indirizzo sportello@confconsumatori.it il vademecum TRUFFE BANCARIE DIGITALI: conoscerle per proteggersi.

Leggi la sentenza
  • Gennaio, 16
  • 5571
  • Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, Toscana
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Estinzione anticipata: rimborsi su mutui e finanziamenti Dopo il caso Lexitor, per la Corte Costituzionale il consumatore ha diritto alla riduzione del costo totale del credito se restituisce in anticipo il finanziamento

Parma, 16 gennaio 2023 – Se il consumatore estingue anticipatamente il proprio debito, la banca o la finanziaria devono ridurre proporzionalmente tutti i costi sostenuti per accendere il contratto di finanziamento e rimborsare il cliente. A stabilirlo è la Corte Costituzionale che, a fine dicembre, ha sancito l’incostituzionalità delle precedenti limitazioni relative ai costi sostenuti dai consumatori: tutte le spese devono essere ridotte proporzionalmente in caso di estinzione anticipata.

LA SENTENZA – La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 263 del 22.12.22, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 11-octies, comma 2, del decreto-legge n. 73 del 2021 (convertito, con modificazioni, dalla L. 23 luglio 2021, n. 106), nella parte in cui limitava solo ad alcune tipologie di costi il diritto del consumatore ad ottenere la riduzione dei costi sostenuti per accendere un contratto di finanziamento. La norma riguardava i contratti conclusi dopo l’entrata in vigore della disciplina attuativa della direttiva 2008/48/CE (D.lgs 13 agosto 2010, n. 141), ma prima dell’entrata in vigore della legge n. 106 del 2021. «La Corte costituzionale – spiega Grazia Ferdenzi legale di Confconsumatori – ha ravvisato che tale limitazione costituisca una violazione dei vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea e, in particolare, della direttiva 2008/48/CE, come interpretato dalla Corte di giustizia con la sentenza Lexitor. In tale pronuncia, infatti, la Corte di giustizia della Ue ha chiarito che il diritto alla riduzione deve riferirsi a tutti i costi sostenuti dal consumatore, e che la riduzione deve operare in proporzione alla minore durata del contratto, conseguente alla restituzione anticipata».

GLI EFFETTI PER I CONSUMATORI – Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale spetterà, dunque, ai consumatori il diritto alla riduzione proporzionale di tutti i costi sostenuti in relazione al contratto di credito (compresi i contratti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, sia per prestiti personali sia per prestiti finalizzati all’acquisto di beni) anche qualora abbiano concluso i loro contratti prima dell’entrata in vigore della legge n. 106 del 2021. Tale possibilità si applica ai contratti di mutuo/finanziamento stipulati tra l’entrata in vigore del Decreto Legislativo che recepisce la direttiva 2008/48/CE (D. lgs 13 agosto 2010, n. 141) avvenuto il 19/09/2010 e l’entrata in vigore del decreto sostegni BIS (DL n. 73 del 2021) avvenuto il 25/7/2021. In particolare, ai consumatori che abbiano estinto anticipatamente un contratto di finanziamento acceso tra il 19/09/2010 e il 25/07/2021 avranno diritto ad ottenere il rimborso dei cosiddetti costi recurring (es. costi assicurativi e interessi) e costi up front (es. spese istruttorie e commissioni per l’attività di intermediazione).

VIGILARE SUI RIMBORSI – Per Confconsumatori si tratta di una pronuncia molto importante che segna un passo significativo a favore dei consumatori, che avranno, d’ora in avanti, il diritto ad ottenere la restituzione della quota a loro carico dei costi del contratto di finanziamento per il periodo di tempo nel quale non ne hanno goduto. «Confconsumatori – evidenzia Grazia Ferdenzi – è pronta, dunque, ad assistere coloro che abbiano estinto anticipatamente un contratto di credito nel caso in cui, come si teme, banche e finanziarie non si adeguino spontaneamente alla decisione della Corte Costituzionale sui rimborsi dovuti ai consumatori».

I cittadini che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite gli sportelli territoriali dell’associazione: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Gennaio, 16
  • 8922
  • Risparmio e Investimenti
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Rimborsi FIR: convocare tavolo tecnico Le associazioni dei consumatori e la rappresentanza dei risparmiatori hanno scritto al Ministero dell'Economia e al Governo chiedendo la convocazione del tavolo tecnico sul FIR

Treviso – Parma, 12 gennaio 2023 – Confconsumatori è tra i firmatari della lettera inviata al Ministro dell’Economia e delle Finanze, On.le Giancarlo Giorgetti, e al Governo per chiedere di convocare il tavolo tecnico, in precedenza istituito presso il MEF, allo scopo di affrontare le richieste avanzate lo scorso novembre a nome di tantissimi risparmiatori traditi che attendono ancora gli indennizzi promessi dall’istituzione del FIR (Fondo Indennizzo Risparmiatori). Di seguito si riporta per intero il testo della lettera sottoscritta dalle associazioni dei consumatori e dalla rappresentanza dei risparmiatori.

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RISPARMIO TRADITO: E’ ORA CHE LA POLITICA ONORI LE PROMESSE

Gentile Sig. Ministro,

le scriventi associazioni dei risparmiatori, già componenti della Cabina di regia istituita presso il Ministero dell’economia e delle finanze ai fini dell’elaborazione della legge in materia di indennizzi ai risparmiatori, richiamata la precedente comunicazione datata 14-11-2022 (all. 1), considerato che il D.L. 29-12-2022 n. 198, art. 3, c. 7, stabilisce la proroga al 30-06-2023 dell’operatività della Commissione tecnica per il completamento delle attività del Fondo Indennizzo Risparmiatori, considerato l’impegno formalmente assunto dal Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, On.le Giorgia Meloni (all. 2), vista ed esaminata l’intervista resa in data 30-12-2022 dall’On.le Massimo Bitonci al quotidiano Vicenza Più (all. 3), sono con la presente a chiederLe di Voler con urgenza convocare il tavolo tecnico, in precedenza istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, allo scopo di affrontare i temi di cui alla precedente comunicazione datata 14-11-2022 ed altre varie ed eventuali questioni in materia.

In attesa di un Suo cortese ma sollecito riscontro, Voglia gradire, gentile Sig. Ministro, i nostri più cordiali saluti.

Movimento Difesa del Cittadino – Veneto

Avv. Matteo Moschini

Vittime del Salva Banche

Avv. Letizia Vescovini

Coordinamento Associazioni banche popolari venete Don Enrico Torta

Avv. Andrea Arman

Noi che credevamo nella BPV

Luigi Ugone

Associazione banche venete

Avv. Sergio Calvetti

Movimento Diritti Europei

Dott. Giordano Farinati

Movimento Difesa del Cittadino – Friuli Venezia Giulia

Dott. Raimondo Englaro

Movimento Difesa del Cittadino – Piemonte

Avv. Clarissa Tacchini

Consumatori Attivi

Avv. Barbara Puschiasis

Movimento Risparmiatori Traditi

Milena Zaggia

Azionisti associati Banca popolare di Vicenza

Caterina Baratto

Associazione nazionale azionisti Banca Popolare di Vicenza

Avv. Renato Bertelle

Confconsumatori Aps

Marco Festelli

Unione Nazionale Consumatori

Avv. Corrado Canafoglia

Unione Nazionale Consumatori – Puglia

Avv. Antonio Calvani

Associazione Soci Banche Popolari

Avv. Pietro Guidotto

Amici della Carife

Marco Cappellari

  • Gennaio, 12
  • 3259
  • Progetti e Attività, Risparmio e Investimenti
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
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