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Servizi e Società

Confconsumatori conduce decise azioni volte a formare un consumatore non mero e passivo acquirente, ma attore di un mercato trasparente e solidale. L’azione di Confconsumatori è rivolta anche alle imprese, cui richiede di acquisire la cultura della Responsabilità Sociale d’Impresa e di introdurre l’etica nell’economia. A tal fine, sottoscrive protocolli con amministrazioni pubbliche e imprese private per il miglioramento della qualità di prodotti e servizi e della comunicazione con i consumatori.

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La stazione di Minturno dimenticata nella segnaletica L'ultima goccia che fomenta la protesta dei pendolari: continua l'invio massivo di reclami a Trenitalia che scarica il "barile" alla Regione

Minturno-Latina, 10 aprile 2017 – La goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non si arresta la protesta dei pendolari di Minturno (LT) che da tempo denunciano disservizi cronici sul servizio ferroviario. Dopo l’invio massivo, già dal mese di marzo, di reclami a Trenitalia (che tende a scaricare le responsabilità sulla Regione Lazio), è arrivata l’ultima beffa: la dimenticanza della stazione di Minturno-Scauri nella nuova cartellonistica da poco istallata a Latina.

«Se “Cristo si è fermato ad Eboli”, – scrivono in un comunicato congiunto Confconsumatori Latina; Comitato Pendolari Minturno Scauri e Terranima Laboratorio Intereassociativo – ci chiediamo se per Trenitalia/RFI la Regione Lazio si è fermata a Formia! La nuova segnaletica ferroviaria che appare nella stazione di Latina, realizzata da Trenitalia/RFI, la stazione di Minturno-Scauri non è nemmeno contemplata. I pendolari di Minturno, a questo punto, si chiedono, legittimamente, se si tratta di una scelta ben precisa, alla quale sono sottese chiare ragioni di riordino del traffico ferroviario con le relative infauste conseguenze per gli utenti di Minturno, o se invece non erano disponibili sufficienti fondi per la predisposizione di un cartello più grande comprendente anche Minturno-Scauri. In questa ultima ipotesi il Comitato si rende disponibile ad aprire una specifica raccolta fondi per collaborare con la Regione Lazio e Trenitalia/RFI all’acquisto di nuova cartellonistica che contempli anche la stazione di Minturno-Scauri o in alternativa un magnete con relativa scritta da applicare sul cartello esistente nella stazione di Latina».

Ma, al di là di quest’ultimo significativo episodio, è da tempo che i pendolari lamentano disservizi (già dalle prime modifiche degli orari annunciate da Trenitalia): alla fine di marzo è stata organizzata una mobilitazione di massa dei pendolari del servizio relativo alla tratta ferroviaria FL7, che collega Minturno con Roma via Formia, mediante l’inoltro massiccio di reclami nei confronti della società Trenitalia.

«Assistiamo ancora una volta – continuano Confconsumatori Latina; Comitato Pendolari Minturno Scauri e Terranima Laboratorio Intereassociativo –  al già consolidato atteggiamento di Trenitalia che mette in primo piano gli interessi economici rispetto alla qualità del servizio e della vita degli utenti e lavoratori del comparto, i quali sono costretti a subire sistematicamente le strategie aziendali e gli accordi regionali, fatti questi tutti denunciati a più riprese sui media locali e nazionali. Infatti, a seguito dell’ennesimo cambio orario avvenuto nel mese di marzo scorso, ancora sono evidenti e pesanti i disagi della utenza che vanno da allungamenti dei tempi di percorrenza per Roma sino a 20 minuti per tratta, a sovraffollamenti massicci a causa dello scarso e ridotto materiale viaggiante. All’invio massivo di reclami Trenitalia riscontra in tempi rapidissimi con elaborate e ciclostilate risposte nelle quali ci si limita ad un efficiente “scarica barile” delle proprie responsabilità alla Regione, che non avrebbe ritenuto o potuto garantire un servizio adeguato alla utenza».

Le associazioni dei consumatori e i comitati dei pendolari hanno più volte e in più sedi segnalato le evidenti storture del sistema: «Ma sono Trenitalia e la Regione che debbono trovare le soluzioni, soprattutto in questo caso laddove appunto si è deliberatamente scelto di impostare il dialogo con le rappresentanze dell’utenza non nel senso della concertazione e partecipazione ma nella direzione della imposizione di un servizio/orario che è evidente non tiene conto adeguatamente delle segnalazioni e continua ad essere inefficiente. Sollecitiamo quindi i pendolari ad inoltrare continui reclami giornalieri a Trenitalia, che sappiamo provvederà a inoltrare prontamente alla Regione cosi come dichiara nelle sue risposte ciclostilate».

Confconsumatori-Latina

Comitato Pendolari – Minturno Scauri

Terranima Laboratorio Intereassociativo

  • Aprile, 14
  • 3282
  • Lazio, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Turismo e Trasporti
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Ddl Concorrenza: lettera a Gentiloni 12 associazioni dei consumatori insieme per dire no alle fine del mercato tutelato. "Chi non sceglie il fornitore pagherà il 20/30% in più"

Parma-Roma, 4 aprile 2017 – Le associazioni dei consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Codacons, Codici, CTCU, Federazione Confconsumatori-Acp, Federconsumatori, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, per esprimere grande preoccupazione sul Ddl concorrenza.

In particolare, le associazioni, ritenendo “inaccettabile e pericolosa la possibilità che il ddl concorrenza venga approvato nell’attuale stesura“, propongono, anche a fronte dell’ipotesi che il Governo ponga il voto di fiducia, di stralciare dal provvedimento gli articoli relativi alla soppressione del mercato tutelato, prevista a partire dal 1° luglio 2018.

I rappresentanti dei consumatori, inoltre, denunciano il “destino diabolico” per i milioni di famiglie del mercato tutelato, attualmente 24 milioni, che al 1° luglio 2018 non avranno scelto il nuovo fornitore del mercato libero: “verranno inquadrati d’imperio nel servizio di salvaguardia e gli verrà applicato, di conseguenza, un prezzo di elettricità e gas del 20/30% superiore a quello sinora pagato nel mercato tutelato“.

Infine, nessuna tutela “per i c.d. clienti vulnerabili, per i quali la stessa Commissione europea esprime la necessità che siano previsti particolari strumenti di tutela“.

“Circa l’80% dei volumi di vendita dei consumatori domestici – si legge nella lettera – sono appannaggio dei primi 4 gruppi societari italiani, tutti verticalmente integrati. Pertanto la concentrazione del mercato retail in pochi operatori verticalmente integrati, anziché produrre una maggiore concorrenza, produrrà un consolidamento di una situazione sostanzialmente monopolistica, con la inevitabile conseguenza di provocare un aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas per i clienti domestici”.

Anche la cessazione dell’attività dell’Acquirente Unico, invece di “rappresentare un elemento di maggiore liberalizzazione, determinerebbe l’eliminazione di un importante concorrente nel mercato elettrico e quindi una grave regressione della concorrenza”.

Per contenere l’aumento dei prezzi, infine, non sarà sufficiente l’attività di vigilanza e sanzionatoria dell’Autorità per l’energia e dell’Antitrust, dato che “il loro eventuale intervento non potrà che avvenire dopo che gli aumenti si saranno verificati, cioè quando i consumatori i danni li avranno già subiti“.

Scarica la lettera a Gentiloni sul Ddl Concorrenza

  • Aprile, 4
  • 2830
  • Casa e Utenze, Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione
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Ferrovie: scandalo sovraregionali Il 31 marzo si avvicina: Trenitalia non ha ancora veicolato alcuna proposta ufficiale alle Regioni; con l'algoritmo +33% di costi

Roma, 21 marzo 2017 – Dopo i positivi incontri con la Commissione Infrastrutture, Mobilità e territorio del Coordinamento delle Regioni il 22 febbraio e con Trenitalia il 28 febbraio, le Associazioni dei Consumatori* avevano ricevuto rassicurazioni che il termine del 31 marzo sarebbe stato rispettato per procedere ad un accordo con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e con l’impresa ferroviaria per il superamento dell’attuale meccanismo di calcolo delle tariffe sovraregionali, un algoritmo che fa spendere fino al 33% in più del dovuto ad abbonati e viaggiatori, contestualmente all’individuazione di un sistema risarcitorio per gli abbonati che dal 2008 in poi hanno pagato importi tariffari maggiorati rispetto a quanto dovuto.

Le scriventi Associazioni dei consumatori chiedono alle Regioni e a Trenitalia di rispettare quella data per superare l’algoritmo che ha prodotto le distorsioni tariffarie e rendere operativo un metodo di calcolo equo e proporzionale ai km percorsi per gli importi di abbonamenti e biglietti sovraregionli.

Parimenti si attendono, per gli importi indebitamente pagati dal 2008 ad oggi, una risposta concreta sterilizzando eventuali aumenti delle tariffe regionali per un periodo congruo e un bonus a chi presenta abbonamenti annuali o mensili sovraregionali contratti nel periodo 2008-2017.

La data del 31 marzo si avvicina e, con essa, la necessità che il lungo tempo concesso all’impresa ferroviaria e alle Regioni per superare un sistema tariffario distorsivo che arriva a far pagare anche oltre 300 euro all’anno più del dovuto agli abbonati che utilizzano i treni sovraregionali sia finito.

Le Associazioni dei Consumatori ripongono ancora fiducia nella possibilità in un accordo e si attendono che Regioni e Trenitalia rispettino la parola data, nel contempo invitano pendolari e viaggiatori a conservare tutti i titoli di viaggio sovraregionali a tutela dei loro diritti.

*Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, CTCU, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Udicon, Utenti Radiotelevisivi, RETE CONSUMATORI ITALIA (Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici).

Per approfondire vedi anche: https://www.confconsumatori.it/algoritmo-sbagliato-si-al-tavolo-pendolari/

  • Marzo, 21
  • 4211
  • Progetti e Attività, Servizi e Società, Turismo e Trasporti
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Diffida sull’Autostrada “della vergogna” A18 Messina-Catania: troppo pericolosa. Chiesta al CAS l’esecuzione immediata di tutti gli interventi e la sospensione del pagamento del pedaggio

Catania, 20 Marzo 2017 – Confconsumatori ha inviato questa mattina al Consorzio per le Autostrade Siciliane una diffida ai sensi dell’art. 140, comma 5, del Codice del Consumo, Decreto Legislativo n. 206/2005, per chiedere l’esecuzione immediata di tutti gli interventi finalizzati alla messa in sicurezza dell’intero tratto autostradale della A18 e la sospensione immediata del pagamento del pedaggio sul medesimo tratto autostradale. L’atto é stato inviato per conoscenza Dipartimento Infrastrutture Trasporti e Mobilità della Regione Siciliana e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Come ampiamente noto l’autostrada presenta evidenti carenze dal punto di vista della sicurezza, configuratesi in buche molto profonde presenti sul manto stradale, asfalto dissestato, carenza di segnalazione verticale, carenza di colonnine di emergenza funzionanti, scarsa manutenzione del verde.

Condizioni di assoluta mancanza di sicurezza della tratta autostradale che rappresentano un pericolo non solo per l’incolumità degli utenti ma anche per l’integrità dei relativi mezzi.

Il Consorzio Autostrade Siciliane, solo dopo la protesta degli utenti, confluita in un gruppo sul social network Facebook denominato “A18 l’autostrada della vergogna” i cui membri, ad oggi quantificabili in oltre diecimila, quotidianamente segnalano, con foto e video, le condizioni assolutamente precarie del tratto autostradale, ha effettuato alcuni lavori di rattoppo dell’ultimo strato d’asfalto, denominato tappetino, insufficiente a garantire la sicurezza nel lungo periodo. Ed anche se nei giorni scorsi sono stati annunciati interventi per circa otto milioni di euro alcuni riguardanti lo svolgimento del G7 ed altri relativi all’ammodernamento complessivo dell’autostrada non legati al vertice internazionale, nessuna tempistica della loro esecuzione é stata indicata a riguardo.

La diffida, quindi, invita il concessionario ad eseguire tempestivamente i lavori con l’avvertimento che, trascorsi infruttuosamente quindici giorni, ai sensi dell’art. 140, comma 1, del Codice del Consumo, sarà intrapresa relativa azione giudiziaria innanzi al Tribunale.

«Gli utenti hanno diritto ad avere erogati servizi secondo standard di qualità ed efficienza che, allo stato, non sono garantiti nonostante le reiterate promesse di interventi. Ci auguriamo che presto si risolva il problema ma, nel frattempo, non intendiamo attendere oltre e per tali motivi abbiamo intrapreso questa ulteriore iniziativa» hanno dichiarato l’avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia e l’architetto Stefano Costantino, che coordina su Facebook il gruppo denominato “A18 l’autostrada della vergogna” (dal quale è tratta la vignetta).

  • Marzo, 20
  • 6716
  • Rapporti con Pubblica Amministrazione, Sicilia, Turismo e Trasporti
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Tropea: autorizzati dal Comune, multati dai Vigili Confconsumatori Reggio Calabria racconta una disavventura burocratica che costerà cara: «Multa ingiusta, siamo amareggiati»

Reggio Calabria, 15 marzo 2017 – Anche un’associazione dei consumatori può rimanere vittima della burocrazia: è successo alla federazione di Reggio Calabria che, impegnata in una campagna informativa a Tropea, è stata multata dalla Polizia Municipale nonostante le attività fossero regolarmente autorizzate dal Comune e segnalate ai Vigili sul posto.

L’estate scorsa, nell’ambito del progetto “Johnny”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, gli esperti della federazione di Confconsumatori Reggio Calabria erano stati incaricati di realizzare uno sportello “itinerante” in diverse città della regione, per mettersi a disposizione dei cittadini e fornire gratuitamente assistenza in materia di diritti dei passeggeri, e-commerce, sharing economy e servizi pubblici locali.

Una delle tappe dello sportello itinerante calabrese si è svolta a Tropea, dove è stato allestito un punto informazione con un desk e diversi materiali informativi. Confconsumatori Reggio Calabria aveva chiesto e ottenuto, tramite Pec, l’autorizzazione da parte del Comune a occupare uno spazio pubblico nel centro cittadino, per intercettare il maggior numero di passanti. Nessun funzionario comunale ha accennato alla necessità di procurarsi ulteriori permessi per raggiungere le zone a traffico limitato individuate e scaricare il materiale.

Così, il giorno della tappa a Tropea, prima di inoltrarsi nella zona a traffico limitato per raggiungere l’area da occupare (Largo Tre Fontane) i responsabili di Confconsumatori avevano volontariamente esibito l’autorizzazione del Comune a due agenti della Polizia Municipale, chiedendo di poter accedere per poter scaricare il desk e gli scatoloni contenenti il materiale da distribuire. Gli Agenti avevano anche preso nota del numero di targa in modo da evitare che potesse essere contestata l’infrazione.

«La sorpresa è arrivata dopo qualche mese, – commenta il responsabile di Confconsumatori Reggio Calabria, avvocato Antonio Iemma – con la notifica del verbale elevato dalla Polizia Municipale. A nulla sono servite le comunicazioni con il Comandante dei Vigili Urbani per chiarire la vicenda. Così, in quanto proprietario dell’auto, non ho potuto fare altro che rivolgermi al Prefetto di Vibo Valentia, come previsto dalla legge. Ora giunge un’ulteriore sorpresa: l’ordinanza-ingiunzione della Prefettura di Vibo Valentia e la maggiorazione della sanzione per un totale di 163 euro. Siamo molto sorpresi dal trattamento riservatoci e soprattutto amareggiati per l’ordinanza del Prefetto. Pensavamo, infatti, di far parte di quella “Società Civile” che viene spesso incoraggiata dalle Autorità a contribuire al riscatto e alla crescita della Regione Calabria. Evidentemente, però, si tratta solo di parole, visti gli ostacoli e le penalità che ci vengono ingiustamente inflitte».

  • Marzo, 16
  • 3858
  • Calabria, Patente e multe, Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione
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Alzheimer: grande vittoria per Confconsumatori Una sentenza fondamentale che dà speranza a tante famiglie alle prese con le rette delle RSA per i parenti malati. «Ora intervengano le Regioni»

Monza, 7 marzo 2017 – Il malato di Alzheimer ricoverato in RSA che necessita di prestazioni sanitarie non deve pagare la retta che dev’essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale e non più dei parenti. A conferma di questo principio, Confconsumatori, da tempo impegnata a fianco delle famiglie con malati e anziani non autosufficienti, ha ottenuto un’importantissima sentenza relativa alle rette di ricovero nelle RSA e strutture convenzionate.

IL CASO – La figlia di una donna malata di Alzheimer (deceduta nel corso del giudizio) aveva ricevuto un decreto ingiuntivo chiesto dalla RSA di Monza, presso la quale la paziente era stata ricoverata, con il quale le si intimava di pagare ben 39.274,66 € a saldo della retta di ricovero, oltre interessi e spese. Ciò anche sulla base di una dichiarazione scritta con la quale la figlia si era impegnata a corrispondere gli importi mensili dovuti dalla madre, qualora fossero venute meno le risorse di quest’ultima.

Il Tribunale di Monza, con sentenza pubblicata 1 marzo scorso, non solo ha revocato il decreto ingiuntivo ma ha anche condannato la RSA a restituire quanto era stato in precedenza versato (2.327,70 €) ritenendo che nulla sia dovuto per i malati di Alzheimer ricoverati, quando necessitano oltre che di prestazioni assistenziali, quali il vitto e l’alloggio, anche di quelle sanitarie. Il Tribunale ha chiarito anche che, in questi casi, un impegno come quello assunto dalla figlia deve ritenersi nullo, non avendo ragion d’essere farsi carico dell’obbligo di pagare ciò che non è dovuto.

LA CASSAZIONE – Secondo l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato madre e figlia in giudizio la sentenza ha grande rilevanza: «Il Tribunale si è uniformato alle sentenze della Cassazione (in particolare alla sentenza n. 22776 del 2016) per le quali quando vi sia stretta correlazione tra prestazioni assistenziali e quelle sanitarie, anche le prime sono a carico del servizio Sanitario e non possono, invece, essere fatte pagare ai malati e ai loro parenti. La sentenza del Tribunale di Monza, inoltre, fa chiarezza sul fatto che anche il nuovo DPCM 14.2.11 non ha modificato la disciplina, avendo lasciato a carico del Servizio Sanitario le “prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria”, come quelle di regola necessarie ai malati di Alzheimer».

UNA BATTAGLIA ISTITUZIONALE – Al di là delle battaglie in tribunale, Confconsumatori sta sollecitando le Istituzioni affinché si uniformino a quanto statuito dalla Suprema Corte e, più in generale, affrontino il problema degli anziani malati con politiche adeguate alla gravità della situazione. Lo scopo della Confconsumatori, infatti, non è incentivare le cause ma piuttosto stimolare la nascita di una efficace nuova politica socio-assistenziale.

Scarica la sentenza del Tribunale di Monza.

LA BATTAGLIA DI CONFCONSUMATORI NELLA PUNTATA DI PRESA DIRETTA DEL 6 MARZO 2017

  • Marzo, 7
  • 15569
  • Lombardia, Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Salute, Servizi e Società
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