Parma, 15 ottobre 2026 – Importante pronuncia in materia di frodi informatiche dell’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), Collegio di Roma. L’istituto ha riconosciuto il diritto a ottenere il rimborso da truffa online di 12.000 euro dei 21.818,07 euro che le erano stati sottratti con quindici operazioni di bonifico online istantaneo.
La frode: quindici bonifici istantanei
Il legale rappresentante della società era stato tratto in inganno da una chiamata ricevuta sul proprio dispositivo mobile. Questa proveniva da un numero telefonico che si presentava come riconducibile alla banca. L’interlocutore lo ha avvertito che l’istituto di credito aveva rilevato diverse operazioni sospette sul conto e che, per bloccarle, avrebbe dovuto seguire le istruzioni che gli sarebbero state impartite. Il cliente della banca ha eseguito la procedura che gli veniva dettata, senza comunicare password o PIN.
Nel corso della conversazione, il telefono cellulare si è spento. Quindi, il cittadino si è recato immediatamente presso uno sportello bancario, dove ha accertato che dal conto corrente erano state eseguite quindici transazioni, ciascuna di importo pari a 1.500 euro circa.
Il ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario
Dopo aver inoltrato reclamo all’istituto di credito, chiedendo il rimborso dell’importo sottratto, e aver ottenuto una risposta negativa, si è rivolto allo Sportello online nazionale di Confconsumatori. L’avv. Federico Volponi, del Foro di Parma, lo ha assistito nella presentazione del ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario.
La decisione dell’ABF: riconosciuto un rimborso da truffa online di 12.000 euro
Ha osservato l’ABF che, pur essendo state eseguite quindici operazioni di pagamento nel breve arco di una giornata, per un importo complessivamente molto rilevante a favore del medesimo destinatario, la banca non è affatto intervenuta. Né ha manifestato alcun sospetto in relazione alle dinamiche di pagamento obiettivamente anomale in corso. Sicché, è da ritenersi che nella dinamica della frode abbia concorso il comportamento colposo dell’istituto di credito. Il quale ha ignorato evidenti indici di sospetto circa la legittimità delle operazioni contestate, rimanendo completamente inerte, così da violare lo standard di diligenza esigibile.
Da qui il riconoscimento di un risarcimento del danno, liquidato in via equitativa nella misura di 12.000 euro.
Volponi e Confconsumatori: «Una decisione importante
«Si tratta di una decisione importante – dichiarano l’avv. Federico Volponi, che ha assistito la parte ricorrente, e l’avv. Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori – sia per l’importo riconosciuto, sia per il richiamo ai precedenti dell’Arbitro su casi analoghi, che vengono ulteriormente consolidati. La decisione conferma anche che le attività messe in atto da Confconsumatori con il progetto “Smacco alla Truffa” sono state opportune e ci incoraggiano a proseguire nell’attività di tutela dei consumatori su questo delicatissimo fronte».
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Sportello online sulle truffe – CONFCONSUMATORI
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