19 marzo 2002 – La Confconsumatori ritiene ingiusta e costituzionalmente illegittima l’introduzione di un contributo integrativo in materia di cause civili già pendenti, decisa dal Governo con il Decreto Legge n. 28 del 11/3/2002.

Riteniamo che l’Esecutivo, anziché agevolare l’accesso dei cittadini alla Giustizia civile, tenda a scoraggiarlo introducendo un balzello iniquo ed ingiustificato. Infatti, chi ha intrapreso una causa qualche anno fa, ha già provveduto al pagamento di bolli e tassa d’iscrizione a ruolo vigenti alla data di inizio del procedimento giudiziario. Inoltre, avanziamo seri dubbi di legittimità costituzionale della norma di natura tributaria, sia per l’efficacia retroattiva che si è voluto attribuirle, sia per lo strumento utilizzato (il Decreto Legge) previsto dall’ordinamento solo qualora ricorrano ragioni di urgenza. All’atto pratico, il provvedimento comporta un aumento di introiti per lo Stato, ma andrà ad appesantire le Commissioni Tributarie cui ricorreranno tutti i cittadini (e sono molti) per contestarne la legittimità.

La Confconsumatori ha inviato in data odierna una nota al Ministro Castelli chiedendo un rapido riesame del provvedimento. Inoltre, l’associazione ha chiesto al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti di discutere l’argomento per chiedere con forza la modifica del Decreto Legge n. 28 del 11.3.2002.

Auspichiamo che tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in assenza di revisioni governative, modifichino il testo del Decreto cancellando l’ingiusta gabella.