Bari, 23 novembre 2020 – Dalla Confconsumatori Puglia, un importante aggiornamento sulla battaglia per la tutela dei risparmiatori di Banca Popolare di Bari. Il presidente regionale dell’associazione, avvocato Antonio Pinto, a nome di un coordinamento tra più associazioni di consumatori, ha fatto appello al nuovo CdA della banca affinché affronti, in via prioritaria, il rapporto con i suoi azionisti traditi e apra un tavolo di conciliazione per la risoluzione stragiudiziale dei contenziosi.

Oggi esistono tanti elementi oggettivi che comprovano la bontà delle ragioni giuridiche, oltre che etiche, degli azionisti.

  1. Le delibere sanzionatorie della Consob del 2018 che hanno accertato che la banca ha venduto le proprie azioni in violazione di tante norme regolamentari e di legge.
  2. Le sentenze della Corte di Appello di Bari del settembre 2019 che hanno confermato la correttezza delle censure e delle sanzioni inflitte dalla Consob.
  3. I verbali di ispezione di Banca d’Italia che hanno individuato irregolarità talmente gravi, da sfociare nella procedura di Amministrazione Straordinaria del dicembre 2019.
  4. Le indagini e le richieste di rinvio a giudizio della Procura Penale di Bari, che stanno facendo luce su ipotesi di falsificazione dei bilanci della banca e dei prospetti informativi rilasciati in sede di aumento di capitale.
  5. Tante decisioni dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie che, in maniera ben motivata, stanno condannando la Banca a restituire gli importi originariamente investiti dai piccoli azionisti, a causa degli inadempimenti della banca in sede di vendita delle azioni (per vizi di forma, o per violazione di obblighi informativi, o per inadeguatezza del profilo di rischio del cliente, o per eccesso di concentrazione).

I 5 elementi oggettivi e documentali sopra descritti, comprovano che la nuova banca non può pensare di archiviare quanto accaduto e che anzi la prima condizione per il rilancio dell’istituto deve passare per il recupero della fiducia degli azionisti.

Per questa ragione, Confconsumatori, insieme ad Adusbef, Assoconsum, Assoutenti e Lega Consumatori Bari, hanno presentato al nuovo CDA la proposta di istituire un Tavolo di conciliazione che operi sulla falsariga di precedenti tavoli, attivati da altre banche, inerenti le vicende: Parmalat, My Way e For You, Lehmann Brothers, caso diamanti, Fondo Obelisco di Poste.

Si chiede che la conciliazione paritetica sia fondata su parametri di valutazione coerenti con le regole di diritto che disciplinano il collocamento di azioni. Ovviamente definendo un perimetro dal quale escludere, ad esempio, azionisti che non hanno le caratteristiche dei risparmiatori o che abbiano posizioni debitorie deteriorate verso la banca di valore superiore alle azioni.

Un Tavolo serio di conciliazione dove andare a verificare le singole posizioni degli azionisti, appare l’unico strumento che potrà evitare un aumento rilevante del contenzioso con un conseguente rischio legale alto per la banca, unito alla perdita di fiducia degli azionisti clienti.