Concordia: chiesti risarcimenti esemplari Per l’avvocato Festelli di Confconsumatori anche Costa è colpevole e deve risarcire i naufraghi. «Altro che i 10 mila euro dell’accordo proposto»

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Grosseto 28 gennaio 2015 – Durante l’udienza di questa mattina del processo Costa Concordia, Confconsumatori ha formulato le sue richieste per il risarcimento dei naufraghi. A rappresentare l’associazione e i passeggeri era l’avvocato Marco Festelli che ha chiesto un risarcimento del danno morale commisurato alla gravità del fatto contestato all’imputato, il comandante Francesco Schettino; fatto per il quale l’accusa ha già chiesto 26 anni di carcere.

«Ho chiesto – dichiara Festelli – il riconoscimento di un danno da liquidarsi con particolare severità, stante il pericolo di vita e le condizioni aberranti nelle quali si sono trovati gli sfortunati passeggeri della Concordia; passeggeri che erano a bordo per trascorrere un periodo di vacanza e relax e che invece hanno vissuto un’esperienza atroce».

Per Confconsumatori nessuna attenuante può essere concessa a Schettino e nessuna attenuante economica può essere riconosciuta al datore di lavoro Costa Crociere Spa. «La quale – spiega Festelli – è colpevole non solo per responsabilità oggettiva (2049 Cc), ma anche per colpe proprie, come ad esempio l’aver consentito al comandante Schettino una carriera lampo, come sottolineato dal PM nella sua requisitoria, e per non aver impedito l’inchino pur conoscendo la pratica e la posizione della nave presente sul sito internet della stessa Costa la notte del naufragio, come emerso chiaramente dall’istruttoria dibattimentale».

In conclusione l’avvocato dell’associazione ha chiesto «Risarcimenti di particolare importanza economica a carico di Costa Crociere Spa, commisurati alla gravità del reato, alla gravità del danno creato e allo stress inenarrabile subito dai sopravvissuti. Altro che i 10 mila euro previsti nell’accordo che Costa aveva proposto alle associazioni dei consumatori».

Si auspica, pertanto, che il Tribunale non solo commini una pena esemplare a Schettino ma anche risarcimenti esemplari in capo al suo datore di lavoro, Costa Crociere.

Festelli ha richiesto, inoltre, la condanna al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva ai sensi dell’articolo 540 del Codice di procedura penale per gravi motivi: il pericolo di fuga dell’imputato, palesato dal Pubblico Ministero con la richiesta di arresto immediato, e il comportamento «inadempiente e silente del responsabile civile Costa Crociere, che alle centinaia di vittime ancora presenti nel corso del processo, non ha offerto neanche un centesimo né mai ha eseguito offerte banco iudicis».