Parma, 2 aprile 2019 – Il Tribunale di Vicenza ha ammesso in via definitiva Confconsumatori e i suoi associati come parte civile nel processo penale a carico dei vertici della BPVI imputati di ostacolo ed intralcio alla vigilanza bancaria, false comunicazioni sociali e falsità nei prospetti informativi delle azioni rifilate ai soci. L’ordinanza conferma, ancora una volta e al di là di ogni tentativo di delegittimazione, il ruolo di Confconsumatori nella tutela e rappresentanza della collettività dei cittadini risparmiatori, anche in sede penale.

LA PRIMA ODINANZA DI AMMISSIONE – Con l’ordinanza del 3 febbraio 2018 il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vicenza aveva ammesso la costituzione di parte civile della Confconsumatori, difesa dall’Avv. Luca Baj. Si leggeva nell’ordinanza che i delitti contestati agli indagati hanno leso gli scopi statutari dell’associazione, tra i quali rientra anche quello di garantire il buon andamento dei mercati finanziari e la tutela degli investitori e dei risparmiatori.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE – Alla fine di marzo il collegio del Tribunale di Vicenza ha confermato sostanzialmente la decisione del Gup, rigettando l’inammissibilità richiesta dai legali della controparte e confermando la costituzione di Confconsumatori, insieme ai propri associati che avevano presentato istanza di ammissione alla prima udienza. Il Tribunale di Vicenza, oltre ad aver richiamato gli scopi statutari dell’associazione, tra i quali spicca la tutela dei risparmiatori, ha riconosciuto anche una «Concreta attività di tutela – si legge nell’ordinanza di ammissione – esercitata nello specifico settore dei servizi bancari (Cirio, Parmalat, Monte dei Paschi di Siena eccetera) e, una volta resa nota la vicenda BPVI, anche con specifico riferimento alle vicende oggetto del presente procedimento».