Rieti, 7 febbraio 2020 – Un cittadino ultraottantenne residente nel Comune di Leonessa in Provincia di Rieti, dopo aver vissuto il terremoto che ha colpito la sua abitazione nel 2016 rendendola inagibile, si è visto recapitare un conguaglio di oltre mille euro a distanza di tre anni dalla risoluzione del contatto di fornitura di energia elettrica.

A seguito degli eventi sismici del 2016, l’immobile del consumatore, sito nel centro storico di Leonessa, viene dichiarato inagibile con ordinanza comunale e da qui la decisione da parte del proprietario di risolvere il contratto di fornitura di energia elettrica non potendo più avere libero accesso ed uso dell’immobile.

Nonostante la chiusura del contratto di fornitura elettrica eseguita a fine settembre del 2016, a giugno 2018, nel corso di un sopralluogo autorizzato nell’immobile, si riscontrava che per errore del distributore il modello digitale del gruppo di misura aveva continuato ad erogare energia elettrica. Il Distributore aveva così eseguito un ulteriore sopralluogo, confermando la cessazione del contratto e anche che per un’irregolarità il contatore aveva comunque prodotto un consumo di 68 kwh dal 2016 al 2018.

Nonostante la chiusura del contratto, la chiusura del contatore, l’abbandono dell’abitazione per inagibilità, il sopralluogo che ha accertato la irregolarità del contatore e nonostante le disposizioni vigenti a favore delle zone terremotate, nel marzo 2019 il servizio clienti del Servizio Elettrico Nazionale aveva emesso una fattura di 1.001 euro relativa al consumo di 68 KWH. I famigliari del consumatore ultraottantenne avevano, valutando l’illegittimità della vicenda, avevano così deciso di rivolgersi a Confconsumatori.

«Questo caso – spiega l’Avvocato Francesca Tilli, responsabile dello sportello Confconsumatori di Rieti – ha avuto fin da subito gli aspetti di una vicenda inverosimile, non solo per la illegittima e infondata fatturazione di consumi su una fornitura regolarmente cessata e mai più utilizzata dal 2016, ma si è ravvisata anche una grave violazione del Decreto Legge 24.10.2019 n.123 che proprio per i territori colpiti dal sisma  ha previsto uno stato di emergenza prorogato fino al 31.12.2020; sono state  disposte una serie di misure urgenti tra cui la sospensione del pagamento per le fatture di acqua, energia elettrica, e gas per le famiglie e le piccole imprese coinvolte nei sismi del 24 Agosto e successivi; proprio per volontà dell’Arera (la vecchia autorità per l’energia) sono state previste ulteriori novità con le leggi 89 e 108 del 2018 a favore delle zone terremotate tra cui la proroga dei termini per tutto il 2020».

Nel reclamo e nel tentativo di conciliazione paritetica inviato dalla Confconsumatori, si è evidenziato il comportamento del fornitore: «Oltre a non aver voluto  riconoscere – prosegue l’Avvocato Francesca Tilli – l’illegittimità e l’infondatezza delle fatture emesse e aver preteso con tutte le forme e tutti i mezzi , anche tramite società di recupero crediti, somme non dovute, è dispiaciuto molto sotto il profilo umano assistere al trattamento riservato ad un uomo di oltre ottant’anni che ha vissuto anche i disagi dl sisma. Persevereremo fino a che questa vicenda si concluda nel migliore dei modi».

 

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