Parma, 2 luglio 2021 – Nei giorni scorsi si è tenuto il convegno “La Carta del Consumo Circolare, organizzato da tutte le Associazioni dei Consumatori che hanno partecipato al Circular Lab e che hanno elaborato la “Carta del consumo circolare“. La presidente di Confconsumatori Mara Colla è stata scelta per parlare, in apertura del convegno, a nome di tutte le associazioni dei consumatori che hanno preso parte alla stesura della Carta (per saperne di più sulla Carta vai qui: https://www.confconsumatori.it/carta-del-consumo-circolare-il-convegno/).

Riportiamo di seguito il video integrale dell’evento e il testo dell’intervento della presidente di Confconsumatori.

Per saperne di più sul convegno vai qui: https://www.eni.com/it-IT/media/eventi/carta-consumo-circolare.html


Convegno “La Carta del consumo circolare”

Intervento di Mara Colla

Scarica la versione dell’intervento in pdf 

Parma, 17 giugno 2021

Ho l’onore di parlare della Carta del consumo circolare per la prima volta in pubblico, benché on line, alla presenza di Autorità cui illustrare gli obiettivi, i valori e le idee che le Associazioni di consumatori riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico intendono porre al centro dell’attenzione per concorrere alla ripartenza e alla resilienza del nostro Paese.

Avremmo desiderato farlo nel corso della preparazione del PNRR, come è accaduto per tutte le altre rappresentanze sociali, ma non è stato possibile. Sono certa che oggi saremo in grado di far apprezzare la qualità e la forza delle nostre proposte.

La Carta del consumo circolare è il prodotto di molte menti che hanno ragionato per oltre un anno con Docenti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ringrazio vivamente anche a nome dei miei colleghi. Così come ringrazio Eni per avere reso possibile questa bella sinergia: le Associazioni di consumatori italiane oggi parlano con una voce sola anche grazie al clima che abbiamo tutti concorso a creare.

La Carta è un contenitore di proposte operative – direi strategiche – volte a informare i cittadini, consumatori e utenti, sull’importanza di giocare un ruolo molto più attivo, consapevole e responsabile nell’esercizio delle scelte di consumo. La Ripartenza che vogliamo per il nostro Paese sarà il frutto della cooperazione tra soggetti diversi: Istituzioni pubbliche, attori economici, cittadini e organizzazioni civili. E il coinvolgimento delle comunità e dei singoli cittadini è fondamentale per accelerare la transizione dal modello produttivo lineare al modello circolare.

La Carta che oggi le Associazioni dei consumatori presentano vuole essere un invito a tutti gli altri attori del sistema: un invito ad aderirvi per trasformare, insieme con noi, le proposte in azioni concrete e progetti compiuti.

Enuncio gli undici principi del consumo circolare:

  1. Un consumo educato e consapevole.

L’educazione è il propellente che accende interesse, desiderio di conoscenza e voglia di cambiamento, particolarmente nei giovani. La Scuola sarà il nostro primo interlocutore

  1. Un consumo trasparente.

II prodotto deve “parlare” della propria circolarità attraverso etichette omogenee e veritiere, superando l’asimmetria informativa fra produttore e consumatore

  1. Un consumo correttamente informato.

Le informazioni sulle prestazioni dei prodotti devono essere chiare (comprensibili a tutti), accurate (concrete e non immaginifiche) e rilevanti (con riferimento agli aspetti ambientali e circolari). A garanzia della corretta informazione, è centrale la verifica/certificazione di un soggetto terzo, sia riguardo al prodotto, sia riguardo ai claim

  1. Un consumo sempre comparativo.

Noi chiediamo la standardizzazione delle metodologie adottate per il calcolo delle performance ambientali e la costruzione di una struttura comune per la definizione di benchmark pubblicamente consultabili. Inoltre, anche dimensioni etiche e sociali dovrebbero essere comprese, insieme con i parametri ambientali e circolari

  1. Un consumo equilibrato.

Il consumatore esprime più esigenze in relazione ai prodotti da acquistare (di qualità, economiche, sociali e ambientali), da tenere in equilibrio con i prezzi allo scaffale, che dovrebbero riflettere i costi e i benefici ambientali connessi al processo produttivo, applicando il principio che “chi inquina paga”

  1. Un consumo “lungo molte vite”.

Chiediamo l’impegno concreto a tutti gli attori della filiera, a monte del consumatore, di improntare il proprio operato sul concetto di “sustainability by design” (o progettazione eco-compatibile)

  1. Un consumo condiviso e collaborativo.

La cultura della condivisione va promossa per valorizzare il possesso momentaneo rispetto alla proprietà esclusiva individuale, riducendo lo sfruttamento inefficiente delle risorse e la generazione di rifiuti. La condivisione va intesa anche in senso immateriale, come scambiare esperienze, competenze ecc.

  1. Un consumo sempre più digitale.

La digitalizzazione crediamo che sia una grande opportunità per combattere l’isolamento e l’esclusione, per favorire la connessione fra persone e con altri soggetti, ed è funzionale alla disseminazione di consapevolezza del significato di “transizione ecologica”

  1. Un consumo inclusivo e sostenibile.

La salute del Pianeta coniugato con il benessere degli individui e la dignità dei lavoratori deve essere uno degli obiettivi da raggiungere

  • Un consumo accessibile.

La disponibilità di prodotti e servizi deve essere garantita a tutti i consumatori, senza discriminazione alcuna

  • Consumo sobrio e antispreco.

Educare all’acquisto di ciò che è effettivamente necessario per non creare rifiuti o spreco per qualunque settore merceologico e, in particolare, per quello alimentare.

Gli undici principi che ho enunciato fungono da cornice alle proposte di azione che le Associazioni di consumatori del CNCU presentano a tutti gli attori coinvolti.

Da tutti ci aspettiamo condivisione e disponibilità a collaborare per tradurre le proposte in realtà viva; disponibilità che assicuriamo anche noi a chi vorrà proporci azioni concrete.

Queste le nostre proposte:

  • Percorsi di educazione circolare

Progettare e realizzare percorsi educativi e di sensibilizzazione sull’economia circolare rivolti a diversi target: scuole di ogni ordine e grado, adulti, formatori/educatori. Una solida campagna di comunicazione assicurerà la diffusione della conoscenza e dei comportamenti da adottare

  • Vademecum delle etichette

Il vademecum sarà molto utile per rendere “familiari” le numerose etichette ambientali già esistenti, rendendone chiaro il significato, senza fraintendimenti. Dovrà essere fruibile attraverso vari canali e contribuirà a orientare il consumatore

  • Scheda del prodotto circolare

Occorre superare l’asimmetria informativa del consumatore mettendolo in condizione di accedere alle informazioni sul prodotto mediante QR-code o barcode presenti sulla confezione

  • Incentivazione circolare

La progettazione di meccanismi incentivanti, sia per il produttore, sia per il consumatore favorirebbe l’acquisto di prodotti e di servizi con determinate qualità, così come potrebbe favorire lo sharing piuttosto che l’acquisto. Lavorando congiuntamente con istituzioni, produttori e distributori si dovrebbe rendere disponibile una “circular card” che preveda bonus e sconti sui prodotti e servizi pensati in modo circolare e con ridotta impronta ambientale

  • Piattaforme fisiche

Crediamo che sia molto importante individuare spazi fisici allo scopo di favorire l’incontro e lo scambio di idee, esperienze e stili di vita circolari fra persone giovani, adulte e anziane. Spazi in disuso potrebbero essere trasformati e destinati a ospitare antichi mestieri che, nella logica dell’economia circolare, riacquistano valore oltre che favorire azioni post consumo.

  • Piattaforma digitale

La trasformazione digitale dovrebbe andare di pari passo con la transizione ecologica per creare valore condiviso. Registriamo già ora una forte domanda di formazione all’uso della tecnologia da parte di cittadini, giovani e non giovani, ai quali dobbiamo dare al più presto la giusta risposta

  • Monitoraggio e disseminazione

La creazione di un Osservatorio permanente sull’economia circolare potrebbe essere lo strumento di raccolta delle esperienze, di condivisione e promozione di buone pratiche e di strategie. Aggiungo che della composizione dell’Osservatorio e delle sue finalità stiamo ulteriormente ragionando anche nell’ambito del Tavolo strategico dell’Economia circolare, presso il CNCU, realizzato – come gli altri gruppi di lavoro – grazie alla determinazione del Direttore Generale Loredana Gulino.

Un’ultima riflessione prima di avviarmi a concludere, rivolta soprattutto alle Imprese.

E’ noto come le Associazioni di consumatori trattino con varie Imprese la qualità e i metodi di fornitura di prodotti e servizi, regolino la gestione del contenzioso e sottoscrivano accordi. Si tratta di accordi concertati volti alla soddisfazione dei cittadini consumatori e utenti, da un lato, e al miglioramento della produttività delle Imprese, dall’altro.

Con lo stesso spirito responsabile e collaborativo che le muove a mantenere relazioni con i rappresentanti dei cittadini consumatori e utenti, vorremmo che le Imprese si impegnassero ad adottare volontariamente almeno tre norme UNI:

  1. la norma “Acquisti sostenibili” prevede la redazione di una guida per le imprese che vogliano incorporare la sostenibilità degli approvvigionamenti, che conferirebbe più valore all’azienda, migliorando la produttività e favorendo l’innovazione
  2. la norma “Prove comparative sui prodotti di consumo” stabilisce i principi di carattere generale per l’attuazione di programmi di prove comparative su prodotti e servizi.
  3. la norma “Requisiti di imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione”.

Esiste, inoltre, la UNI/PdR (Prassi di Riferimento) 27:2017 “Linee Guida per la gestione e lo sviluppo di processi per l’innovazione responsabile”, che comporta il miglioramento della qualità della vita delle diverse parti interessate, la complessiva sostenibilità sul piano ambientale, sociale ed economico, il tutto finalizzato alla conoscenza delle ricadute introdotte dall’innovazione.

Se le Imprese manifestassero la volontà di adottare le norme e la Prassi di Riferimento che ho presentato, credo che sarebbe un ottimo punto di partenza per i consumatori e per le imprese stesse.

Mi avvio a concludere.

Il consumo circolare è profondamente connesso con la nostra cultura popolare; veniamo da una civiltà contadina che ha sempre cercato il modo di utilizzare al 100% i prodotti e le risorse disponibili, con cura e con rispetto. Una logica ben più sostenibile e resiliente della nostra economia lineare che ci ha abituato all’usa e getta tipico della società dei consumi.

Se vogliamo gettare le fondamenta dell’Economia e del Consumo circolare, dobbiamo investire molto sull’informazione e la formazione del cittadino, End User di qualsiasi prodotto: comprendere i processi produttivi e scegliere di acquistare materiali riutilizzati o riciclati è il primo fondamentale passo per invertire la rotta.

E se intorno a questo primo step si raccoglieranno le forze (e gli sforzi) di tutti i soggetti e le entità coinvolti, potremo davvero costruire un futuro più sostenibile per il nostro pianeta.